due passi ( fare )

franz

Francesca & Franz

I
Siamo nella nevrosi abbandonati
a noi stessi, stelle sverse, già perse
senza più luce noi due disgraziati.
II
Abbandonati a nevrosi perverse
sole nero tu, luna senza luce
io, adombrata da terre emerse.
III
Io, a metà della notte che cuce
secondi, le ore maltolte al giorno
le speranze che la veglia riduce
IV
in distanze, per andata e ritorno
di luce e ombra, di chiaro e di scuro
da cui io fuggo e per sempre ritorno
V
al destino, che a volte è il pane duro
di una mensa di grigio quotidiano
che a volte si è imbandita al sole puro.
VI
Sole puro, demone meridiano
della mia cecità il colpevole
dei miei occhi lo specchio e il guardiano.
VII
E così sia, per sempre mutevole,
la vita che ci guarda, gatto fedele,
ci avverte con ghigno consapevole.
VIII
Chiamo luce, accendo due candele
a propiziarti la tua buona stella
in spirito dell’aria, dolce Ariele.
IX
E chiamo il vento, che curi la bella
pelle di ieri per oggi e in futuro
e acqua, che a un corso nuovo sia sella
X
di ippocampo, e chiedo per te amore,
fuoco, di nuovo luce, padre, sole
che scaldi ossa e allevi dal dolore.

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  16 comments for “due passi ( fare )

  1. ariel
    14 agosto 2009 at 19:30

    molto vero, eppure nei stessi versi. E bello

  2. Danzio
    15 agosto 2009 at 10:26

    “Abbandonati a nevrosi perverse
    sole nero tu, luna senza luce
    io, ”

    molto bello

  3. zoydwheeler
    15 agosto 2009 at 10:53

    bello e soprattutto senza calchi (involontari o mascherati). Complimenti sinceri

  4. Gena
    15 agosto 2009 at 12:20

    Si, proprio un bel pezzo!

  5. pasquale vitagliano
    15 agosto 2009 at 12:59

    Bellissimo!

  6. véronique vergé
    15 agosto 2009 at 14:51

    Nella danza
    le anime sono in unione,
    fratellanza
    con canto d’amore
    dono assoluto
    per rialzare il cuore
    e ammaliare la nevrosa.

    MAGNIFICO

  7. teqnofobico
    16 agosto 2009 at 11:40

    “Ariele: Alè, padrone mio grande, […] son qua, pronto, ai tuoi ordini. C’è da volare? Da nuotare? Da buttarsi a capofitto nel fuoco? O da cavalcare sulle ricciute nuvole? Ai tuoi potentissimi ordini è Ariele con tutte le sue prodezze.” (W.S.)

  8. francesca tini brunozzi
    16 agosto 2009 at 12:41

    sono molto contenta dl lavoro che abbiamo fatto io e Franz: noi non abbiamo fatto due passi uno accanto all’altra, noi abbiamo danzato per mano come in una Carola del Medioevo; non abbiamo scritto due poesie, una a testa, ma una poesia a due teste, e questo sì che significa far ballare la poesia.

  9. francesco forlani
    16 agosto 2009 at 12:45

    due teste, un cuore, due cuori due teste, un cuore e una testa, due cuori uno a testa, cambiano i passi la musica resta, questo è il ballo della poesia , il passo, n’est ce pas?
    effeffe

  10. francesca tini brunozzi
    16 agosto 2009 at 15:09

    …mais oui effeffe.
    Franz e io siamo una specie di giano bifronte, anzi un groviglio alla laocoonte, un borborigmo di paolo conte, siam siamesi noi siam, separati alla nascita, con mezzo cuore a testa e un cuore unico per ciascuno, che unzazazza unzazazza unzazazza

  11. 16 agosto 2009 at 16:10

    due cose anch’io. sono stato felice di scrivere in tandem con francesca, una donna che ammiro per il suo lavoro poetico e di organizzazione di eventi poetici (è una che ci crede davvero) e a cui voglio bene da anni, per cui la considero un’amica vera. devo dire che la regista dell’operazione è stata solo lei: lei ha deciso la forma, lei ha corretto qua e là qualche mio svarione, non essendo io un poeta patentato ma un romanziere che talvolta scrive poesie. baci.

  12. ugo ceria
    17 agosto 2009 at 01:51

    Un inchino a questo “paso doble”, che raddoppiando i passi riduce le distanze, BRAVI!

  13. 17 agosto 2009 at 02:04

    comunque sia grandissimi momenti!
    effeffe

  14. 17 agosto 2009 at 15:41

    ormai grandi momenti è la parola magica!!!!
    un saluto e complimentissimi
    c.

  15. Nina Maroccolo
    19 agosto 2009 at 18:39

    Complimenti sinceri.
    Vi abbraccio:-)

  16. Giuseppe "Pippo" Della Monica
    26 agosto 2009 at 19:32

    Direi a metà fra il Gran Padre e una tardo-scapigliatura. Io tanto di poesia ne capisco pochissimo, ho detto una fesseria?

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