Photoshoperò #32\31 la caduta delle città

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  5 comments for “Photoshoperò #32\31 la caduta delle città

  1. véronique vergé
    4 settembre 2009 at 10:40

    Collezione poetica di photoshopero
    1/ la voce di Serge Gainsbourg viene cantare nel mio cuore, la chanson de Prévert, amours qui ne finissent jamais de mourir.

    2/ Foglia d’autunno vestito di blu, di rosa, di verde senza frusciare.
    Stelle sul punto di fuggire nel vento, fragile cuore sulla carta gialla.

    3/Una mano cancella muro di pietra lavica, cerca a da rifare il disegno della casa.

    4/ Pavia centro della memoria tragica.
    Una stella d’oro palpita.

    5/ La voce di effeffe sposa l’onda, ha la mobilità del vento, s’arrampica al mondo.

    Grazie
    La voce di effeffe

  2. 4 settembre 2009 at 12:43

    delicato come un tramonto autunnale.

  3. fabiandirosa
    8 settembre 2009 at 08:15

    Bello! Montaggio stretto, ho più volte messo in pausa per leggere i testi, ma l’idea ‘bilingue’ mi o m piaciuta cosi come connessioni di foto\suoni e citazioni.
    Curioso il collegare un muro di gomma e una bandiera della pace sbiadente nel tempo con un incipit tragico certo e tuttavia non bellico..

  4. 8 settembre 2009 at 08:50

    caro fabian ti ringrazio assai per queste tue parole e aggiungo:
    il testo a velocità sfalsate rispetto alla lettura “deve indurre” alla forzatura che dici del mettere su pausa. l’intervento durante la visione del lettore mi interessava come gesto di messa in sospensione. mi fa piacere che tu ne abbia colto l’elemento tragico (dei comici) e soprattutto che abbia dedicato del tempo a scriverci su. a volte bastano piccoli interventi come il tuo a non far morire la speranza che qualcosa passi, e succeda, al di là del muro
    effeffe

  5. fabiandirosa
    10 settembre 2009 at 08:25

    Sai Francesco, quella dei video è una passione che nasce quando a quindici anni mia sorella mi dava la sua telecamera (vhs compact) essendo passata a modello nuovo..
    Realizzo video ma non mi ritengo autarchico, quindi il tempo che spendo per intervenire, laddove c’è lo spazio per il confronto, è parte della stessa passione, non ti pare?
    Circa un paio di anni fa abbiamo aperto un forum di discussione videolab dedicato proprio a questo genere, partendo dalla wiki poesia di Andrea Galli (infatti siamo su nuoviautori.org). Mi sembra evidente che rimanere in quel sia pur vasto confine è alla lunga restrittivo e dunque: cosa c’è al di là del muro?
    A presto
    F

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