flarf e low-level translations

di Gherardo Bortolotti

Da un po’ K. Silem Mohammad mi ha invitato a the flarf list, ovvero la lista di discussione di flarf, quella specie di area/gruppo/corrente della nuova poesia sperimentale statunitense di cui Mohammad è, sicuramente, uno degli autori più interessanti.

Non ho mai avuto modo di partecipare, non sapendo in effetti in che termini farlo. L’invito mi riconosce uno statuto di pari (a me come ad altri autori non USA presenti in lista – tra gli italiani, per esempio, Marco Giovenale) eppure la differenza linguistico-culturale mi ha in qualche modo bloccato. Considerando tutto quello che ho scritto circa la natura transnazionale della rete (ed i vari progetti a cui ho lavorato, su quella base), lo trovavo abbastanza sciocco da parte mia eppure così era.

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  4 comments for “flarf e low-level translations

  1. Andrea Raos
    1 dicembre 2009 at 18:48

    Gher, a beneficio di chi non avesse voglia di iscriversi al gruppo di flarf, mi manderesti un po’ di testi (tuoi e di altri)? Te li pubblicherei volentieri. Grazie!

    *

    E comunque, avrei un suggerimento :-D

  2. 1 dicembre 2009 at 19:11

    maledetto! è un ricatto bello e buono… certo però sai quali argomenti usare ;-)
    anyway ah’ gots’ta let ya’ know
    ()

  3. 1 dicembre 2009 at 19:20

    tra le parentesi c’era questo indirizzo ma ho pasticciato ed è sparito:
    http://www.luketillo.com/jiveluke.html

  4. Andrea Raos
    1 dicembre 2009 at 19:30

    grazie… knock a self a pro, slick! i’m sho’ nuff ya’ll do yo’ best!

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