BUFALE ALLA CARICA

di Pierluigi Pellini

Nei commenti al mio articolo «Bufale dei Pirenei», pubblicato da «Nazione Indiana» il 14 marzo scorso, è comparso da qualche giorno un link (postato da tale “Davide”) che rinvia a una pagina del sito personale di Vittorio Messori, dove si legge una risposta al mio intervento, datata 19 marzo e contrassegnata da un «copyright» del «Corriere della Sera». Non mi risulta che il pezzo sia stato pubblicato dal giornale di Via Solferino. E infatti la home page del sito di Messori lo presenta come «articolo sospeso in attesa della pubblicazione sul “Corriere della Sera”, domenica» (e non permette di accedere al testo, che dunque è raggiungibile solo da «Nazione indiana»). Par di capire che il pezzo sarà pubblicato sul «Corriere», in una non meglio precisata «domenica». È significativo che l’intervento di un collaboratore abituale sia tenuto in «sospeso» dal giornale; e che non sia presentato come articolo ma come semplice «lettera al Direttore». Forse il «Corriere», che continuo a considerare «giornale laico e serio», preferisce evitare al suo opinionista cattolico l’ennesimo scivolone. Perché il testo di Messori, ancora una volta, è zeppo di inesattezze. Ma le cose più sgradevoli mi paiono due.
Punto primo: «Nazione Indiana», come è giusto, ospita un link che permette di leggere la risposta di Messori; il quale, invece, non solo non rinvia al mio pezzo con un link, ma omette perfino di citare il mio nome: sottraendosi, come sempre, al confronto. Secondo: Messori presenta il suo pezzo come articolo del «Corriere»: il copyright inganna; e infatti, avendolo visto, vari amici mi hanno scritto o telefonato avvertendomi che Messori mi avrebbe risposto sul «Corriere». Non so se, a rigore quel «copyright», finché il pezzo non esce, possa essere considerato un falso. Di certo, però, in tutta questa vicenda Messori dà prova di scarsa correttezza (nei confronti miei, di «Nazione Indiana» e anche del «Corriere»): evidentemente, a bazzicare i Boissarie e gli Agnellet, si rischia di apprenderne l’arte.
Se davvero il «Corriere della Sera» intende ospitare la lettera di Messori, «domenica» o in un altro giorno, sono certo che – come vogliono consuetudine e deontologia – non rifiuterà di pubblicare contestualmente anche una mia replica, che oggi stesso invio al Direttore del giornale. Ma anche se Messori ha pubblicato la sua lettera prima sul web che su carta, io non desidero fare altrettanto: per correttezza nei confronti del «Corriere», prima di far uscire il mio intervento su «Nazione Indiana» o in qualunque altra sede (virtuale o cartacea), mi sento in dovere di attendere le decisioni del Direttore del giornale.

5 Commenti

  1. Mi perdoni Pellini ma il fatto che lei reputi «giornale laico e serio» il Corriere mi sembra l’unico punto discutibile del suo peraltro ineccepibile ragionamento.
    I cerchiobottisti non sono nè laici nè tantomeno seri purtroppo. Grazie in ogni caso per la sua difesa dei fatti contro il “Mistero”,

  2. Mi perdoni Pellini ma il fatto che lei reputi «giornale laico e serio» il Corriere mi sembra l’unico punto discutibile del suo peraltro ineccepibile ragionamento.
    I cerchiobottisti non sono nè laici nè tantomeno seri purtroppo. Grazie in ogni caso per la sua difesa dei fatti contro il “Mistero”.

  3. Sul sito di Messori la dizione «articolo sospeso in attesa della pubblicazione sul “Corriere della Sera”, domenica» è stata sostituita dalla seguente: «articolo sospeso in attesa della pubblicazione sul “Corriere della Sera”». Non c’è più, cioè, l’annuncio di una pubblicazione “domenica” (domani?). Sembra che l’uscita del pezzo sia rimandata sine die. Sarebbe una prova (minima ma significativa) che il Corriere – nonostante la nequizia dei tempi, nonostante le pressioni di cui è oggetto quotidianamente – si sforza di conservare laicità e serietà. Magari mi sbaglio (e ha ragione “gierre”, qui sopra). Vedremo. Di certo Messori – sempre nascondendosi – è attentissimo a quel che si scrive su “Nazione Indiana”…

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franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it