Una poesia
di
Gabriella Garofalo

a S.P.


Immaginavi, con l’invidia
di chi trasloca dai margini al retro,
luci notturne grembi al neon dove gettarsi-
non hanno età certi giochi, ti esortava,
non crimine la resa ad altre tavole di legge,
giostra la mente tra autoscontri, girandole, aquiloni,
bravo a depistarti quel cielo sfinito di stelle-
solo, ti scopri a fissare tazzine in smalto blu
insofferente che la sera parta,
prenda la sera e si allontani
lei e dilapidata fortuna nel tuo cielo.

  2 comments for “

  1. 6 novembre 2010 at 14:12

    ho avuto modo di leggere diversi suoi lavori, tutti sempre bellissimi. è brava davvero la Garolfalo. complimenti.

  2. véronique vergé
    6 novembre 2010 at 17:24

    In una tazzine si racconta la nostra vita, e la nostra vita di smaltino blu si dissipa nel nuvole della panna, nel cielo parte il pensiero.
    Amo la poesia affacciata alla vita, momento dove siamo soli di fronte
    al ricordo o all’assenza.
    Ho sempre considerato che bere un caffè è un atto di filosofia, si sorge il tempo e la riflessione.

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