The Atomic Cafe

The Atomic Cafe (1982) è un film di compilazione costruito su materiali d’archivio americani risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 (Newsreels, esperimenti militari sull’atollo di Bikini, programmi televisivi, pubblicità progresso ecc.). Per i registi – Jayne Loader, e i fratelli Kevin e Pierce Rafferty – cinque anni di lavoro duro alla ricerca di materiali dedicati all’atomica e alla causa nucleare (vantaggi e – ebbene sì – qualche leggero effetto collaterale).
Avevo cercato on line Crossroads di Bruce Conner (1976), realizzato con materiali militari, sempre legato agli esperimenti di Bikini, un montaggio strabiliante e “critico” sull’effetto esplosivo e detonante dell’atomica. Senza successo. (Sul sito www.archive.org potete invece trovare vecchi filmati degli anni ’40 / ’50 sugli effetti della bomba.) The Atomic Cafe è forse più vicino a Kubrick e al finale di Doctor Strangelove (1964). Non ricordo se anche qui compaia la canzone We’ll Meet Again. Ma l’uso della colonna sonora (in particolare di You Are My Sunshine) concede l’azzardo di un paragone.
(rinaldo censi)



9 Agosto 1945
La giornata si preannunciò calda e serena. (…) Uno dei ricoverati, un uomo in gravi condizioni, il giorno prima si lamentava di dolori alla bocca, e stamane nella cavità orale e sottopelle erano apparse numerose piccole emorragie. Il suo caso era il più misterioso di tutti, perché al momento del ricovero gli unici sintomi erano stati il vomito e debolezza generale e non sembrava aver subito alcuna lesione.
Anche in altri pazienti avevano cominciato a manifestarsi piccole emorragie sottocutanee, e parecchi tossivano e vomitavano sangue, oltre a perderne con le feci. Una povera donna perdeva sangue dai genitali. Fra questi pazienti non ce n’era uno i cui sintomi fossero quelli di malattie a noi note, a parte alcuni che, prima di morire, davano segni di gravi disturbi mentali.
Secondo il dottor Hanaoka, i pazienti si potevano dividere in tre gruppi:

1) Quelli che avevano nausea, vomito e diarrea, e che miglioravano.
2) Quelli che avevano nausea, vomito e diarrea, e le cui condizioni permanevano stazionarie.
3) Quelli che avevano nausea, vomito e diarrea, e in cui cominciavano a manifestarsi emorragie sottocutanee o di diverso tipo.

Se questi pazienti avessero subito ustioni o altri traumi, avremmo tratto la logica deduzione che quegli strani sintomi erano da ascriversi al trauma stesso; ma troppi erano i pazienti che, almeno apparentemente, non avevano subito traumi di sorta, e quindi si doveva concludere, per forza di cose, che si trattava di un male ancora sconosciuto.

(Dr. Michihiko Hachiya, Diario di Hiroshima)

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Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.
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