DIARY di Tim Hetherington [Liverpool 1970 – LIBIA Misurata 20 aprile 2011]


www.timhetherington.com

“Diary” è un film fortemente personale e sperimentale che esprime l’esperienza soggettiva del mio lavoro, e fu concepito come un tentativo di trovare me stesso dopo dieci anni di reportage. E’ un caleidoscopio di immagini che collegano la nostra realtà occidentale ai mondi apparentemente distanti che vediamo nei media.

[ R I P ]
 
da http://twitter.com/#!/TimHetherington
 

 

5 Commenti

  1. Onore a un grande giornalista, questo film è magnifico, abbasso la guerra, Libia in pace subito, Tim Hetherington nel cuore forever

  2. una bolla di insensatezza per l’ennesima pasqua senza resurrezione
    è dal vietnam che vivo nell’osceno
    stanchezza e frustrazione
    orrore impotente
    ancòra

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orsola puecher
orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.