APRIL 25TH

25 aprile 2011
Pubblicato da

di FRANCO BUFFONI

La rimozione della cultura nella società italiana ebbe simbolicamente inizio nei primi anni Ottanta quando tre reti televisive vennero concesse a chi attualmente ci governa. Il presidente del consiglio di allora, poi morto latitante – colui che è riuscito a rendere impronunciabile in Italia il termine socialista – era legato a filo doppio a chi attualmente ci governa: che in anni più recenti si è impegnato a rendere impronunciabile il termine liberale. Non dimentichiamo che quella dei veri liberali e quella dei veri socialisti sono le due famiglie politiche che reggono l’Unione europea.

Coloro che vorrebbero abolire la memoria del XXV Aprile vorrebbero dedicare una piazza di Milano al presidente del consiglio morto latitante. Perché non propongono anche l’erezione di un monumento? Coi due statisti insieme: quello che ha reso impronunciabile il termine socialista e quello che ha reso impronunciabile il termine liberale. Distruggendoci culturalmente.
Il mutamento di stile, il manifesto disprezzo per il potere legislativo da parte del potere esecutivo ebbe simbolico inizio con una definizione – “Parco buoi” – che, nel 1983, il presidente del consiglio poi morto latitante diede del Parlamento italiano. Non era mai accaduto in precedenza che il capo dell’esecutivo insultasse in tal modo il legislativo. Se oggi siamo in questo stato, con l’esecutivo che detta a un legislativo di nominati leggi penalizzanti contro il giudiziario, il pensiero non può non correre al primo di quei due statisti, il latitante: l’ispiratore del “Menzogna” (definizione del mio maestro Giovanni Raboni).
Il monumento dovrebbe effigiarli con lo sguardo vòlto a quella repubblica presidenziale cui entrambi miravano (naturalmente pensando a se stessi nel ruolo del caudillo for ever).

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7 Responses to APRIL 25TH

  1. Zio Benito il 25 aprile 2011 alle 15:22

    Anche se tutti… NOI NO!!

    NOI oggi non sfileremo per le strade e le piazze sventolando luridi stracci rossi, NOI non andremo ad ascoltare qualche vecchio rincoglionito narrare commosso le sue “eroiche” gesta partigiane, NOI non parteciperemo a nessun seminario sulla “resistenza” e sui suoi falsi valori.

    Non lo faremo perche’ oggi come ieri e come per i mille anni a venire IL FASCISMO SIGNIFICA PER NOI ONORE E FEDELTA’!

    NOI non siamo dei vigliacchi traditori che hanno svenduto gli ideali di Patria e Bandiera per una schiavitu’ mascherata da liberta’!

    Durante il Ventennio l’Italia era una Nazione a cui il mondo guardava con ammirazione e rispetto, caratterizzata da opere artistiche e architettoniche di altissimo livello, tecnologie per l’epoca eccezionali. Lo Stato era efficiente e l’economia
    fiorente. Soprattutto, il Popolo italiano aveva dei saldi valori, orgoglio e amor Patrio.

    E adesso? Guarda, partigiano infame, dove ci ha condotti quel tuo vile atto di tradimento che ami tanto chiamare “resistenza”.
    Un’Italia allo sbando, in balia di gentaglia senza fede e senza valori, in balia del libero dilagare delle piu’ ripugnanti depravazioni, omosessualita’, pedofilia, droga, ateismo, islam, promiscuita’ sessuale. Un’Italia preda di potenze economiche straniere e terra di conquista per africani e altre razze bastarde.

    Ma il giorno della riscossa e’ vicino! Negli arditi cuori di noi CAMICIE NERE la Rivoluzione Fascista e’ ancora viva! La nostra storia non si e’ fermata a Piazzale Loreto, i nostri ideali non si sono spenti con le carneficine partigiane, la nostra voce non si e’ zittita con le leggi liberticide. Non e’ lontano il giorno in cui ci vedrete nuovamente marciare su Roma e sul Mondo per restituire all’Italia onore e grandezza!

    IL FUTURO E’ FASCISTA!
    CAMERATI! A NOI!

  2. enrico dignani il 25 aprile 2011 alle 18:10

    La democrazia come prodotto a lunga scadenza, da consumarsi preferibilmente entro e non oltre un tempo sufficientemente virtuoso, poi si ricomincia da capo, si disarmano e, caso per caso cancellano i privilegi e tutti quei sedimenti dove le opportunità hanno creato feudi, caste e monopoli che non ridistribuisco opportunità e ricchezza, paralizzano il lavoro, la creatività e la crescita.
    Chi rompe l’empasse? Forse è questo, con i massimi poteri, che il nostro testa di quiz,
    sig. Presidente del Consiglio ha voglia di fare?

  3. carmelo il 25 aprile 2011 alle 18:57

    mi hanno inviato questo testo spero non sia uno scherzo e se non è uno scherzo è la macabra rivelazione di quanto siamo ottusi noi italiani:

    Scrisse Elsa Morante
    “Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di
    delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
    condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
    Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per
    insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e
    tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue
    attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al
    giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
    tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il
    tornaconto.
    Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è
    un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe
    stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un
    po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di
    grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile
    enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile
    trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale,
    corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso,
    fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di
    coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di
    profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma,
    come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il
    personaggio che vuole rappresentare.”
    Elsa Morante
    il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini…

    (Elsa Morante, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII.)

  4. Gabriele Biotti il 25 aprile 2011 alle 21:44

    Strano paese l’Italia, pare che proprio non riesca a fare a meno di farsi del male.
    La parabola ricordata da Buffoni è desolante e sarebbe inverosimile in un qualsiasi paese serio. D’altra parte, gente del calibro (???) di De Michelis, dopo anni di militanza craxiana, si è schierata con il caimano. E’ una storia triste, vedere che fine ha fatto il Partito Socialista Italiano dopo che aveva partecipato alla nascita dell’Italia democratica antifascista. Solo in Italia succedono cose del genre, questo è un paese assurdo che ci è toccato in sorte…
    Spreiamo che il caimano finisca in alto mare dalle parti di Hammamet, sarebbe una bella vendetta della Storia…

  5. georgia il 26 aprile 2011 alle 11:39

    mi hanno inviato questo testo spero non sia uno scherzo e se non è uno scherzo è la macabra rivelazione di quanto siamo ottusi noi italiani

    Ma gira ancora quella oscena ciofeca?
    Carmelo quella è una bufala che l’anno scorso ha girato tanto in rete perchè dice quello che i bischeri vogliono sentirsi dire. E’ una rozza manipolazione di un vero testo di elsa morante (molto bello).
    Scusa ma anche a logica, uno di media intelligenza che legge:
    La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto
    … ma una tale persona come può pensare che elsa morante parli così disinvoltamente di voto dopo 20 anni che in italia NON si votava e in un paese dove le DONNE NON AVEVANO MAI VOTATO?
    Ad ogni modo il testo vero (proveniente da paragone, da un libro di berardinelli e appunto dai meridiani) lo avevo copiato io in QUESTO POST, naturalmente i più ci sono rimasti molto male, come da manuale, preferivano la ciofeca all’originale, come ormai sempre più spesso accade in italia dove per presidente del consiglio (e ministri) hanno una MEGA-CIOFECA

  6. diamonds il 26 aprile 2011 alle 11:40

    questi satrapi da operetta estratti nel Caos col forpice dell’ignavia in cui generazioni un po viziate sono cresciute non faticherebbero(o avrebbero faticato nel fenomeno meno recente) a reiterare l’affermazione di Francisco Franco che si professava “responsabile solo davanti a dio e alla storia”.Nessuno spazio per lettere e scienze

  7. Massimo il 26 aprile 2011 alle 13:04

    Siamo ancora alla mitologia fascista e alla mitologia antifascista.
    Forse intorno al 2055 riusciranno a dare finalmente un calcio nel culo al novecento e fare qualcosa di nuovo, se possibile.



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