Articolo precedente
Articolo successivo

2 prose comode

di Andrea Inglese

La politica della pergamena

La pergamena era stata protetta da un circuito a doppia entrata. Giaceva come inavvertita sulla soglia del vestibolo, laddove i questuanti sessuali passavano e ripassavano con dita spellate e palpebre azzurre. Se qualcuno osava utilizzarla per stilare un osceno e disperato graffito – un pene ramificante o un culo-baule, con stemma numerico breve (codice di cittadinanza socio-psichiatrico) – dall’altro capo della Residenza si consentivano transazioni illimitate a suo discapito, fino al prosciugamento delle bacheche di credito individuale. Era un sistema a strappo: chi nuoceva su di un punto preciso, dimezzava di peso sociale. Niente più guanti e giacche a vento comunali, niente più psicologi nelle ore vuote, niente più gommapiuma tra bancale e pagliericcio. La pergamena era una strategia governativa: costava il sistema di sicurezza, la posa vestibolare, e la lavorazione in montagna. Ma riduceva il numero di assistiti tra i questuanti sessuali e le persone senza lavagna magica. Il furbo, però, che sempre alligna nella più ordinata tribù, vandalizzava indenne. Scioglieva un favo di fuliggine nell’aria, e se ne andava con passo calmo, insospettabile, mentre la pergamena anneriva come scarabocchiata da un carboncino invisibile. E i vigili, all’alba, astiosi e ridicolizzati, rimediavano in ginocchio con il secchio e la spugna.

*

La bistecca

Restava il problema di come vedere la bistecca alla luce del giorno, perché anche di domenica, quando si sedeva a tavola, e sotto il pergolato, nella bella stagione, si metteva a soppesare coltello e forchetta, in attesa della bistecca messa a disposizione degli affamati, anche in quel frangente così rassicurante, popolato di bambini, suocere, giardinieri, vicini, cani da slitta, ebbene dentro quel rimestare umano accomodato, la bistecca finalmente in rada nel piatto, grazie al lavoro allegro della moglie e della cugina più anziana, che distribuivano e ammiccavano, ebbene lì, sotto i tiri della forchetta e gli affondi del coltello, la bistecca mostrava un profilo ambiguo, oscurato, nebbioso. Come se un’ombra perpetua, frutto di disagi alimentari dei bovini, o di strategia sbagliate d’allevamento, o per via dei radiodrammi radioattivi, sempre oscillanti tra l’acceso e lo spento, avessero guastato irrimediabilmente qualcosa, come se insomma fosse notte sempre fonda e sempre intorno alla bistecca, non da cruda, ma appena cotta, grigliata, persino a bagno maria, una povertà di luce e contorni, uno sfaldarsi dei dettagli, anche spiando da presso, come faceva lui, ormai, munito di una torcia elettrica tascabile: “Queste bistecche maledette hanno mantenuto il gusto e l’odore, ma quasi non si vedono più. È un supplizio insopportabile, mangiare e non sapere esattamente cosa mangi.” Gli altri ci avevano fatto caso, e poi c’avevano fatto il callo. Perché quello era il minore dei mali, visto il rumore elettrico, gracchiante, che ormai emettevano i fagiolini, le catalogne, le zucchine, i cavolfiori, le lattughe, le mele e addirittura le fragole, e quasi tutte le tipologie ortofrutticole, una volta che colte, lavate, tagliate a rondelle, crude o cotte, approdavano pure loro nel piatto: visibili, ma stonate, rumorose, irritanti durante l’intera masticazione.

*

[Foto dell’autore in sembiante di sacco]

 

 

5 Commenti

  1. io ce l’ho la lavagna magica (una speciale lavagna densa di segreti eroi …) e leggo la tua prosa, caro Inglès, senza sapermene staccare, finché, ahimè, finisce, e allora rileggo a pezzi e bocconi, … la posa vestibolare … cani da slitta … il rumore elettrico, gracchiante, che ormai emettevano i fagiolini … , ma come fai?
    Ti prego, ancora.

  2. Personalmente preferisco Prati oppure queste 5 prose brevi:
    http://www.carmillaonline.com/archives/2010/04/003439.html#nota
    Ma è un’impressione a caldo e potrebbe dipendere dal fatto che non le ho ancora metabolizzate.
    Ho letto le prose di Prati più volte e ho avuto bisogno di un po’ di tempo per assorbirle, forse dipende solo da questo…

    Restando in argomento, proprio oggi ho ricevuto Commiato da Andromeda:
    http://valigierosse1.jimdo.com/poesia/

    A presto

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Breve antologia di Gianni Toti (a cura di Diaforia)

di Gianni Toti, dall'edizione integrale dell'OPERA POETICA in due volumi a cura di Francesco Muzzioli e Daniele Poletti. Toti (1924 –2007) è stato un poligrafo di assoluta originalità, e la matrice del suo lavoro è stata la sperimentazione poetica a tutto campo. Grazie alle edizioni [dia•foria, disponiamo oggi della sua opera edita completa.

“Ahimè, non ci sono più i poeti di una volta!” Su di un topos intramontabile

di Andrea Inglese
La lamentazione per la nullità della poesia contemporanea è un luogo comune assodato. Ho tentato di smontarlo, a partire dalla formulazione recente che ne ha dato Fabrizio Maria Spinelli, parlando della sua generazione.

Da “En exergue” / “In esergo”

di Guy Bennett, traduzione di Andrea Inglese. Due testi del poeta statunitense sul tema della "potenza" della letteratura e del libro. Segue un mio commento sullo stesso tema: come definire il tipo di "forza" che esercita un testo poetico o un'opera d'arte?

Ombre dell’autenticità

di Andrea Inglese
Oggi ognuno è chiamato a produrre prove sempre maggiori e sempre più rassicuranti della sua singolarità, in contesti ibridi tra la sfera privata e quella pubblica, come nel caso dei social. Non si tratta di una scelta spontanea, ma di un imperativo sociale.

Rapporto #29

di Fabrizio Maria Spinelli
Quando hanno chiuso la finestra il rumore del montacarichi non ha cessato di pulsarle nel lobo frontale. È girata verso il muro. Gli dà le spalle. Si dondola con il sedere, come se il bacino fosse un’altalena di ossa che trasporta anni di rimozioni sedimentati in un movimento ossessivo.

Lo strano caso dell’attività che non era un lavoro

di Andrea Inglese
Facciamo due ragionamenti. Uno su come si diventa anticapitalisti, il secondo sul perché uno scrittore (poeta per la precisione, ma non solo) considera la sua attività come qualcosa da difendere, preservare, anche al di fuori del mercato del lavoro e del salario.
andrea inglese
andrea inglese
Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Il rumore è il messaggio, Diaforia, 2023 (Premio Pagliarani 2024). Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Stralunati, Italo Svevo, 2022. Storie di un secolo ulteriore, DeriveApprodi, 2024. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato i volumi collettivi Teoria & poesia, Biblion, 2018 e Maestri Contro. Brioschi, Guglielmi, Rossi-Landi, Biblion, 2024. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: