Tag: Andrea Inglese

Non so cosa sia la poesia, ma qualcosa ho imparato dai poeti

[Questo testo è incluso in Poesie e prose 1998-2016. Un’autoantologia, pubblicata per Dot.Com Press nel 2018]

di Andrea Inglese

E poi scrivi la tua biografia intellettuale, mi ha detto Biagio Cepollaro, spiegandomi come funzionava questa cosa dell’autoantologia. Io naturalmente ho risposto felice all’invito, perché il progetto è davvero bello, perché l’invito è venuto da un amico che io ho a lungo considerato nel mio percorso poetico come un fratello maggiore, ossia uno che ne aveva già viste prima di me, e che aveva avuto tempo di elaborare illusioni e disincanti, scoperte e punti morti.… Leggi il resto »

Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati

[Questo testo è apparso per la prima volta in Ákusma. Forme della poesia contemporanea, a cura di Andrea Inglese, Salvatore Jemma, Fabrizio Lombardo, Giuliano Mesa, Gian Paolo Renello e Massimo Rizzante, Fossombrone, Metauro 2000, pp. 211-217. Poi su puntocritico2 il 15 settembre 2011.]

di Andrea Inglese

Nel 1997, per Anterem Edizioni (collezione del premio Lorenzo Montano), è uscito Improvviso e dopo (poesie 1992-1995) di Giuliano Mesa.… Leggi il resto »

Interférences # 18 / Noi europei

di Andrea Inglese

[Questo testo d’occasione, mi è stato commissionato dalla rivista “PO&SIE”, che ha dedicato i suoi ultimi tre numeri al tema dell’Europa: Trans Europe Éclairs, n° 160-161, e Trans Europe Éclairs 2, n° 162. Nous les européens è apparsa in francese in quest’ultimo numero. Ne propongo qui la versione italiana. Io non credevo si potesse scrivere una poesia sull’Europa, invece – bene o male – è successo. Il numero 162 include anche testi poetici di Michel Deguy, Michael Battala, Jacques Demarcq, Benoit Gréan, Sophie Loizeau, Valerio Magrelli, Jacques Roubaud e Martin Rueff. Tra i personaggi evocati dai diversi interventi saggistici: Walter Benjamin, Thomas Mann, Paul Valéry, Herman Melville, la poesia modernista, György Kurtág, Beatrice Cenci e Artemisia Gentileschi. A. I.]

Interférences # 17 / “Leggete Karl Marx”: una cartografia

di Frédéric Montferrand

traduzione di Davide Gallo Lassere e Andrea Inglese

 

(Si vuole dare il politico per morto, soprattutto in Italia. Intanto arriva la politica dei morti viventi, che riesumano ossame ideologico che pensavamo ormai polverizzato. D’altra parte, in Francia e nel Regno Unito, ma non solo, il marxismo è ancora un crocevia fondamentale per la formazione di generazioni che hanno voglia di comprendere come funziona e come si può cambiare il mondo a partire dai rapporti di dominazione e sfruttamento. Pubblichiamo questo articolo apparso sul numero speciale di Le Monde, collezione “Une vie, une œuvre”, Karl Marx, l’irréductible, edizione 2018. A. I.)

L’insicurezza del lavoro e le passioni tristi. Contributo per una riflessione antifascista

di Andrea Inglese

C’è tra gli esseri umani, almeno quelli fuoriusciti dall’egemonia del pensiero magico o di quello religioso, la credenza che una buona diagnosi sia indispensabile per una cura efficace. Fuor di metafora, se abbiamo capito cosa è successo a Macerata e dintorni, potremmo cercare di situare l’evento specifico in uno scenario che gli fornisca maggiore intelligibilità. Non so poi, in realtà, se un tale tentativo possa favorire in alcun modo migliori interventi terapeutici.

Quello che abbiamo visto a Macerata e dintorni è il palesarsi di un terrorismo politico di matrice razzista e neofascista, giustificato dalle forze politiche della destra che concorrono oggi alle elezioni legislative. Non solo, ma questa giustificazione ha una solida base nella società “civile”.

Interférences #15 / Il romanzo come arte. Intervista a Lakis Proguidis sull’Atelier du roman

[Da oggi, presento anche su NI dei pezzi mensili pensati in origine per il sito alfabeta2 e per la rubrica Interférences: interventi di taglio e tema variabilissimi, ma accomunati da interazioni (anche inattuali) con fenomeni francofoni e francesi di società, arti e scritture.]

a cura di Andrea Inglese

A. I. – Sei direttore da 24 anni di una rivista intitolata L’Atelier du roman, nata a Parigi all’inizio degli anni Novanta e che, da allora, non ha smesso d’interrogare, difendere, esplorare le ragioni della scrittura romanzesca al di là di ogni frontiera storica e geografica.

L’era dell’autopromozione permanente

[Questo testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Sartori, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel numero 68 di “Nuova Prosa” col titolo Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano.]

di Andrea Inglese

C’era la rivoluzione permanente. È un concetto di cui ho sentito parlare molto tempo fa, e qualcuno me l’ha pure spiegato.

Da Lavoro da fare, VII

di Biagio Cepollaro

VII

al ruotare del pianeta l’aria

anche questa volta acquista

in dolcezza: anche quest ‘anno

ci sorprende come un dono

 

si disse che guardato dalla fine

solo l’amore è cosa che val la pena

di realizzare e con ciò non s’intendeva

una situazione ma il modo globale

di fare mondo -dentro standoci- e

in ogni cosa da fare -facendola

 

ma quando tutto questo sta

nel palmo di una mano

ogni cosa mostra suo nome

e sopra tutto oltre la mano

c’è il nulla dell’esser già

passati altrove o in niente

 

è così difficile tollerare questa vista

contare con le dita di cosa è fatta

poi la propria vita

e

nome

per nome

avere coscienza

di questo passare: è la malinconia

che si accompagna all’intensità

del desiderio che quando è sano

ha sempre inizio e fine

 

noi –diceva saggia- andiamo

in giro da sempre a chiedere

l’essere da qualcuno

dall’inizio

dal primo sguardo

a fuoco

di neonato oltre il primo

riconoscimento

a fiuto

e la completezza che cerchiamo

nel darci da fare o nello stare

fermi lasciando avvicinare

è cosa che sfugge in breve:

ogni giorno daccapo cerchiamo

il ciclo al suo ritorno quell’attimo

solo che poggia a terra il piede

e sembra senza peso per potere

andare

 

*

e insomma ora che fare?… Leggi il resto »

Note per una critica futura

di Biagio Cepollaro

La critica come “esperienza di lettura”.

[Nel 2006 scrissi alcune note nell’intento di mettere a fuoco ciò che per me era l’atto della critica come atto di lettura. Sono apparse poi sulla rivista Atelier, Numero 46, giugno 2007.… Leggi il resto »

una rete di storie I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI


STORIE DI EMIGRAZIONE
di Andrea Inglese
Il migrante è senza dubbio una delle grandi e terrificanti figure del nostro tempo, lo è a tal punto grande (e terrificante) da evocare una quantità di immagini estremamente forti, perturbanti e spesso contraddittorie: il migrante è colui che annega, che non può essere salvato, che nessuno vuole sia salvato, ma il migrante è anche quello che viene salvato, agguantato per un soffio, strappato alla morte quasi esausto.

Prove d’ascolto #14 – Simona Menicocci

da Il mare è pieno di pesci

 

esiste un tempo ideale

per pescare ciascuna specie

il precetto generale era che si effettuasse
all’alba al sorgere di Sirio

un problema che doveva essere risolto
era / per
la conservazione delle eccedenze
si usava il garum
composta di intestini
mescolati a pesci interi

lasciati
a macerare

al calore del sole

in ogni caso si raccomanda di togliere
le squame e le interiora
non servono

il punto di cottura ideale si raggiunge
quando gli occhi schizzano fuori
e la pelle si stacca
toccandola

si aprono margini
di miglioramento
ancora ignoti

tuttavia resistono differenze
assai marcate nella percezione

la congiuntura economica ha modificato le abitudini

i dati
li lasciano spirare lì
lasciano sperare

un’inversione
del trend
che ristabilisca l’abuso a livelli pre-crisi

*

ora le barriere sono corazzate
offrono il migliore esempio di quanto
sia la biodiversità a essere
il problema di fondo è il non essere
in superficie
il biologico è costoso
bisogna poterselo permettere

*

la risposta data dal procuratore è stata questi
pesci
non servono

il recupero non è utile
recupero vuol dire ricordare
qualcosa che è qualcuno che è

stato non riconosciuto
riemersione
a livello della consapevolezza
l’informazione
precedentemente archiviata
mediante richiamo
(recupero mnestico diretto senza stimoli di facilitazione)
o riconoscimento
(recupero mediato da uno stimolo associativo)

ci lasciano la pelle
in ricordo

*

ora i corpi sono dei
insignificanti flottanti

la caduta degli
non è la stessa
non è mai
libera è sempre

grava

su cosa è
la domanda da porsi

per andare fino in fondo
nel pensiero o nel mare
ci vuole coraggio o densità maggiore del mondo

*

(in fondo)
lo spostamento dei corpi dei pesci non è
un’emergenza è la regola

e la norma il modo il principio
il punto di non ritorno

questo non
suscita reazioni

il numero è andato
esponenzialmente aumentando

basta far di conto per capire che

non basta

gli appetiti gli interessi la lotta

(in fondo)
cioè alla base
di tutto
c’è un giro di liquidi incalcolabile

(questo non
si vede: non
basta)

che vengono dal mare
e vi restano

ora il corpo non solo
il suo concetto
ha trovato il suo fondamento

*

in teoria
l’acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno
in pratica
nell’acqua che si trova sulla terra sono disciolti innumerevoli

forme di vita

il grado di inquinamento del mare dipende dal grado di eterofobia

per determinarne la presenza
bisogna eseguire controlli biochimici

tanto più bassi sono i valori

ottenuti tanto più alta è la qualità

l’estrazione chimica o fisica di elementi inquinanti non purifica
né l’acqua

le informazioni negative rimangono memorizzate
solo nell’acqua

quindi il concetto di acqua
pura è un’illusione

con ogni sorso d’acqua oltre
agli atomi di idrogeno e ossigeno
entrano nel corpo anche una pluralità

che soltanto in rari casi
possono fungere da sostanze nutritive

nella maggior parte dei casi
questi elementi agiscono
sul corpo come stimoli
che provocano delle reazioni

perciò quando le sostanze non possono
venire decontaminate all’interno dell’organismo

ed espulse all’esterno

possono insorgere

quindi entrano anche quando non
entrano / proprio dentro
ad ogni sorso d’acqua
per sapere non basta
ingoiare / studiare ciò che c’è
di volta in volta / come
un volto diventa sorso
e perchè e per chi / cosa
altro / non sapere

ad esempio: il deserto del Sudan

*

l’acqua presente nell’essere
umano mostra differenze
secondo l’età il tipo di alimentazione
la costituzione
anche se violata

da giovani si è più ricchi
d’acqua soprattutto
nei tessuti molli nella pelle
nei tessuti connettivi e sottocutanei

crescendo il tenore d’acqua si riduce

del resto lo si vede:

il segno
di una pressione esercitata

sulla pelle rimane sulla pelle

visibile più a lungo

l’età biologica
della pelle di tutto
l’organismo si determina dal suo stato
di idratazione

ora stanno ringiovanendo

*

quando nel mare ci sono onde
si dice:
il mare è agitato

da corpi che si agitano
perché non vogliono

i pesci si agitano solo fuori
i corpi si agitano solo dentro

l’onda è una perturbazione
cioè energia che si muove che si propaga
attraverso la materia attraverso
i corpi senza spostare i corpi

le onde prodotte dalla caduta di un corpo
sono formate da creste
(dove l’acqua si alza)
e gole
(dove l’acqua si abbassa)

la superficie dell’acqua dondola
tra cresta e gola
c’è la lingua

le parole prodotte dalla caduta di un corpo
sono formate da creste
(dove la lingua si alza)
e gole
(dove la lingua si abbassa)

ora la lingua è l’acqua
che inghiotte acqua

ora l’acqua è la lingua
che dice lingua

l’evento è una cosa che accade
all’esterno all’interno del corpo
il corpo è una cosa che cade
all’esterno all’interno del mondo

(in fondo)
per capire per conoscere per sapere
bisogna andare
a fondo

eppure
non è possibile
quindi
bisogna immaginare

il fondo

è la parte più profonda più lontana
rispetto all’osservatore

all’inizio c’era ora c’è
ancora
acqua
vuol dire
non sempre

la natura non si ferma
mai
davanti a nulla
è facile spaventarsi

facile vuol dire umano

ora sono difficili
perché non vogliono
quindi sono

*

chi cerca trova
corpi
chi pesca pesca
pesci

ma anche il pesce è / ha
un corpo

si usa la stessa parola per dire
cose differenti
perché la lingua è imprecisa
perché ci sono sempre cose
in comune tra cose
differenti

ora sono riversati perché sono
diversi

ma se fossero diversi
non andrebbero / vanno

(in fondo)

come ogni altro

vengono dal mare
e vi restano
alcuni gli altri vengono
restati

(in fondo)
si possono costruire
fondi anche in superficie

per capire
non basta saper leggere
l’ultima sillaba
della superficie
serve a dire che è
peggio

di così si

muove

solo chi guarda

chi non guarda chiude a chi
fa acqua / parte dell’accadere
che fa acqua / parte del mondo
che si divide in fatti venne
diviso a tavolino

*

fuori dal mare
si può scegliere

dove andare / restare
ma non tutti
possono andarsene / ma tutti
prima o poi se ne vanno

se fare il bagno / un falò
prendere il sole / giocare
a beachvolley a racchettoni / giocare
è solo un modo per ammazzare

il tempo
è una capacità
del corpo di percepire / vedere

le bocche aperte
a squarciagola

se non c’è possibilità di parlare
per alcuni con alcuni
bisogna parlare
dell’impossibilità
di questi alcuni con alcuni

scrivere attorno a un non
stato liquido diluendo dentro
cosa causa cosa / perché / come
se il come è il cosa

ciò che non può uscire
dall’acqua deve essere
ripescato
dalla memoria nella memoria
anche se la memoria
non c’entra la falla
del ragionamento è troppo grande
è troppo debole la forza
del pensiero che non usa il pensiero
ma la forza

necessaria per respingere
un corpo ritenuto negativo può essere

calcolata solo a
partire da un luogo negativo
verso un luogo diversamente
negativo
dove i corpi ritenuti
vengono de

ora sono
finiti
dentro
altro

luogo / tempo / acqua / storia
paralleli coesistenti contigui
mondi perché non si toccano
si sfiorano

restano confinati

*

ora vengono
letti di sfuggita
sono fuggiti
neanche tutti
manca la pazienza
la capacità di tenere

il nome il numero
del corpo degli altri
è sempre troppo grande

i pesci non sanno
contare

verso l’infinito è oltre
la capacità di vedere

il totale
è come un pesce
non sta mai fermo
si muove / viene
mosso spostato
nel conteggio nel mare

il tempo il conto
avanza senza senza
non avanza nulla
cioè non resta
nulla se non

le cifre sono solo 10
le lettere sono: dipende dal sistema

variando l’ordine degli elementi
il risultato è l’infinito
cambiamento

l’aumento
dei corpi nel mare
indica una diminuizione
dei corpi fuori dal mare

il mancato
soccorso è determinato
determina il mancato
aumento è determinato
dalla mancata
immaginazione
o specchio nella testa
della maggior parte delle teste
che sono fuori solo
per caso

chiunque potrebbe essere chiunque
altro da ciò da chi da dove da quando
è e se è un privilegio il privilegio / il fuori
il potere è sempre atto
di minoranza su qualcosa di maggiore
quantità vuol dire tutto
ciò che può essere misurato
dentro è privo

in sé
in fondo

i diritti vanno inseriti
da fuori indentro
uno per uno per ogni

sono senza parole

*

non avendo potuto
salvare altro d’altro

si può:
fare il conto
alla rovescia anche del rovesciato

salvare il solvibile

al meno

anche con le date / i dati
mancanti

alla rovescia vuol dire al contrario
di come dovrebbe
essere / a ritroso vuol dire contrario
di diritto cioè senza

anche i pesci piangono / infatti fanno
un suono non regolare o rumore bifonico
che produce due diverse onde simultanee

il suono bifonico è una tecnica diffusa
anche fuori dal mare ad esempio
fra i volatili e viene spesso utilizzata nel cinema
per provocare forti emozioni o paura o reazioni
significative nello spettatore come il pianto

ma nel mare è inutile
piangere nel mare / è inutile
piangere anche
fuori dal mare bisogna fare
far corrispondere ad ogni
goccia un suono non regolare

ora sono non sono / vengono
chiamati non chiamati
irregolari

anche i suoni

 

*

 

Sulla poesia grammaticale.Leggi il resto »

una rete di storie festa di Nazione Indiana 2017

Nella sua storia lunga ormai ben 14 anni Nazione Indiana ha pubblicato più di 10.000 articoli di critica, racconti, poesia, traduzione di inediti e saggistica con quasi 150.000 commenti dei lettori, spesso in appassionate e agguerrite discussioni. La Redazione, composta attualmente da 25 membri, vivendo in uno spazio virtuale fra Italia, Francia, Inghilterra e America, dal 2010 ogni anno sente il bisogno di organizzare un evento festa-convegno, per calarsi nella realtà, guardarsi in faccia, sentire le voci, suscitare dibattiti dal vivo. Quest’anno ha scelto la moderna cornice della ⇨ Mediateca Montanari di Fano, che sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017 le ha aperto i suoi spazi con grande disponibilità. L’evento UNA RETE DI STORIE, realizzato grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Biblioteche del Comune di Fano e della Mediateca Montanari-Memo, storie raccontate in rete, che “fanno rete” tra di loro e con il mondo, si articotla fra appuntamenti più specificamente letterari e temi di attualità. Dei numerosi redattori parteciperanno Gianni Biondillo, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Helena Janeczek, Renata Morresi, Orsola Puecher, Jan Reister, Giacomo Sartori, Antonio Sparzani, Maria Luisa Venuta.

Prove d’ascolto #11 – Andrea Inglese

Sono testi questi di non so bene cosa. Perfetti per “Prove d’ascolto”, quindi. Esperimenti. Ma con un’idea abbastanza chiara di fondo. Sono testi performativi, o installativi, nel senso preciso del termine, ossia possono divenire parte di un progetto d’installazione sonora. Lettura performativa e installazione sonora sono modalità che ho già combinato assieme, e che mi interessa combinare ancora.… Leggi il resto »

Chi parla nel testo? Apriori autobiografico, maschere, iponarrazioni

[Questo testo è apparso sull’ultimo numero de “l’Ulisse”, e compare qui emendato da alcuni refusi.]

di Andrea Inglese

 

Finché finzione ci separi

Per lo più vi è la finzione, fortunatamente. Possiamo usare la terza persona, e assegnarle un paesaggio, delle azioni da compiere, dei sentimenti da provare, degli oggetti da prendere in mano, possiamo raccontare delle storie, delle storie brevi (racconti) o delle storie lunghe (romanzi).… Leggi il resto »

Il libro di teoria che voglio scrivere

di Andrea Inglese

Quello che voglio scrivere è un gran libro teorico. Ci penso spesso, anzi ci sto lavorando da parecchio tempo, ma in modo laterale, periferico, anche perché gli argomenti per ora, pur essendo diversi e variamente intrecciati, non sono stati ancora definiti, e questo non per attendismo speculativo, ma proprio per una mia decisione: non è che abbia il problema delle idee vaghe, al contrario, tutte le idee di passaggio nella mia testa sono, se non proprio chiare, molto distinte, e spiccano le uno dopo le altre, ma ogni precoce formulazione dell’argomento sarebbe nociva, la teoria a cui io penso ha bisogno di costruirsi in modo organico, deve sorgere da sola, raccogliendo ad ampio raggio gli spunti, perché questi davvero non mancano: … Leggi il resto »

Torturarli a casa loro? Io sto con Samed

di Andrea Inglese

Certo che vorrei essere un rappresentante della classe media durante le sue due settimane ufficiali di vacanza da passare in modo spensierato e certo che vorrei mantenere lo spirito anarchico che non vuole né patria né padroni, ma le notizie che inevitabilmente leggo sulle nuove strategie messe in opera dallo Stato italiano con il solidale sostegno dell’Unione Europea per risolvere il problema del flusso di migranti dalla Libia all’Italia mi procurano un voltastomaco ben superiore rispetto a tutti i disagi della canicola epocale.… Leggi il resto »

da “Fermate”

di Paolo Maccari

 

C’era una volta un ragazzo, aveva meno di vent’anni e gli sembrava di vivere da tanto perché aveva vividissimi nella memoria molti ricordi, e, in particolare, la scansione precisa degli avvenimenti e dei pensieri. Non faceva confusione. Anche i parenti, gli amici, chiunque avesse visto da sempre, sapeva collocarlo esattamente com’era al tempo dei diversi ricordi.