Pino Pinelli, quarantadue anni fa

di Antonio Sparzani

Giuseppe Pinelli, nato a Milano il 21 ottobre 1928 fu durante la Resistenza, data la giovane età, staffetta nelle Brigate Bruzzi Malatesta, e fu poi ferroviere, e animatore del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa. Pressantemente interrogato in merito alla bomba che esplose alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969, cadde da una finestra del quarto piano della questura di Milano il 15 dicembre 1969, quarantadue anni fa, e arrivò in ospedale già morto. Era trattenuto in questura illegalmente, dato che erano passati più di due giorni dalla strage. Il questore di Milano era Marcello Guida, il responsabile dell’ufficio politico della questura era Antonino Allegra e il commissario interrogante era Luigi Calabresi.

antonio sparzani

Antonio Sparzani vicentino di nascita, nato durante la guerra, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato anche due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e di recente ha tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, pubblicato presso Mimesis. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno. 

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  4 comments for “Pino Pinelli, quarantadue anni fa

  1. Lello Voce
    15 dicembre 2011 at 12:50

    GRAZIE ANTONIO!
    Con il cuore da uno che, nel suo piccolo e con tante lacune e difetti, da anni si batte perché si sappia infine la verità su Giuseppe Pinelli, anarchico e ferroviere.
    Grazie da anarchico, grazie da figlio e nipote di ferroviere.
    VOGLIO CHE I VERI ASSASSINI DEL COMMISSARIO CALABRESI VENGANO ARRESTATI E PAGHINO IL LORO DEBITO CON LA SOCIETÀ, MA VOGLIO, CON LA MEDESIMA FORZA, CHE VENGANO CHIARITE TUTTE LE RESPONSABILITÀ DEL COMMISSARIO CALABRESI NELL’ASSASSINIO DI GIUSEPPE PINELLI.

  2. 15 dicembre 2011 at 13:17

    Che queste memorie resistano nel tempo!

  3. giovanni
    16 dicembre 2011 at 03:41

    Caro Antonio, grazie di cuore.
    Perché non si dovrà mai dimenticare. Mai.

  4. mirella
    19 dicembre 2011 at 00:18

    Bravo. Ricordarlo e ricordarli questi fatti dolorosissimi e tutti i misteri irrisolti d’Italia. Se non continuiamo a parlarne e a ricordarli sarà come se non fossero mai accaduti

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