… giustamente la poesia finisce per essere il solo canale d’espressione di questa profondità…
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La memoria della poesia. Il libro che preferisco è Mourir et voir Naples.
Si deve entrare nel regno dell’inferno, nel passaggio orfico, per finalmente vedere la bellezza della città. Napoli si vede meglio, quando hai abbandonato
qualcosadi te. Jean Giraud non l’ha mai dimenticato…
Grazie per avere creato uno spazio di colori, di ricordi.
“…Me ne andrò tanto lontano,
più in là di quei monti,
accanto alle stelle, per
chiedere a Cristo Signore
che mi ridoni la mia anima
antica di bambino, matura
di leggende, con il
berretto di piume e
la sciabola di legno.”
F.G. Lòrca
p.s. ora ritrovare gli anelli mancanti sarà veramente arduo
Gianni Biondillo intervista Andrea Molesini
Perché questo rapporto continuo nei tuoi romanzi con la Storia? È una fuga dal contemporaneo o un modo di vederlo meglio?
Gianni Biondillo intervista Tiziano Scarpa
"La verità e la biro" non sembra un romanzo. È un memoir, un diario, un saggio, un viaggio, una raccolta di aneddoti. O forse, proprio per questo, è un romanzo?
Gianni Biondillo intervista Maria Grazia Calandrone
"Dove non mi hai portata (mia madre, un caso di cronaca)" non è un romanzo, non è un memoir, non è una autofiction. Come potremmo definirlo?
un ricordo di Gianni Biondillo
Vivo con dolore la notizia che mi è appena giunta che è venuto a mancare Giancarlo Consonni, e al contempo con delizia il ricordo, che so indelebile, che ho e avrò sempre di lui.
di Francesco Memo
Come accostarsi a Pasolini a cinquant'anni tondi dal suo assassinio? Una risposta originale la fornisce Massimo Zamboni in P.P.P, uno spettacolo di musica e parole che lo scrittore e chitarrista emiliano sta portando su e giù per l’Italia.
di Romano A. Fiocchi
Per quanto possa sembrare un saggio, è in realtà un libro nostalgico, un gesto d’amore. Nicola Vacca ci racconta il suo Novecento e non esita a chiamarlo adottando l’espressione coniata da Hobsbawm: ‘il secolo breve’.
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Ha vinto il Premio Scerbanenco (2011), il Premio Bergamo (2018) e il Premio Bagutta (2024). Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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[ R. I. P.]
Arzak Rhapsody [episodio 14]
⇨ http://www.moebius.fr
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Che coup de foudre quando trovai Arzach aprendo Alterlinus …
Stavo disegnando. Il rapidograph si prosciuga e mi costringe a una pausa: càpito qui e leggo. E ora chi ha più voglia di sostituir la cartuccia?
poesia ⇨ matita ⇨ pennello ⇨ colore ⇨ carta ⇨ poesia
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La memoria della poesia. Il libro che preferisco è Mourir et voir Naples.
Si deve entrare nel regno dell’inferno, nel passaggio orfico, per finalmente vedere la bellezza della città. Napoli si vede meglio, quando hai abbandonato
qualcosadi te. Jean Giraud non l’ha mai dimenticato…
Grazie per avere creato uno spazio di colori, di ricordi.
“…Me ne andrò tanto lontano,
più in là di quei monti,
accanto alle stelle, per
chiedere a Cristo Signore
che mi ridoni la mia anima
antica di bambino, matura
di leggende, con il
berretto di piume e
la sciabola di legno.”
F.G. Lòrca
p.s. ora ritrovare gli anelli mancanti sarà veramente arduo
http://www.youtube.com/watch?v=wNhHV03vVCk