… giustamente la poesia finisce per essere il solo canale d’espressione di questa profondità…
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La memoria della poesia. Il libro che preferisco è Mourir et voir Naples.
Si deve entrare nel regno dell’inferno, nel passaggio orfico, per finalmente vedere la bellezza della città. Napoli si vede meglio, quando hai abbandonato
qualcosadi te. Jean Giraud non l’ha mai dimenticato…
Grazie per avere creato uno spazio di colori, di ricordi.
“…Me ne andrò tanto lontano,
più in là di quei monti,
accanto alle stelle, per
chiedere a Cristo Signore
che mi ridoni la mia anima
antica di bambino, matura
di leggende, con il
berretto di piume e
la sciabola di legno.”
F.G. Lòrca
p.s. ora ritrovare gli anelli mancanti sarà veramente arduo
di Romano A. Fiocchi
Questa è una storia vera che merita di essere raccontata. Siamo nella seconda metà degli anni Sessanta. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, si incontrano per la prima volta in Inghilterra, poi si ritrovano in Olanda. Lui si chiama Filippo Avalle, lei si chiama Helma Maessen.
di Costanza Calzolari Il paesaggio come oggetto autonomo nell'arte diventa evidente nell'età ellenistica e romana. La natura tuttavia non è descritta mai nel suo aspetto realistico, mentre la presenza dell'uomo è una costante sia fisicamente che come conseguenza delle sue attività
di Gabriele Doria
Questa storia comincia, ovviamente, con un uovo. Per essere precisi, un uovo appeso ad una grande conchiglia. L’uovo fluttua sopra una scena affollata: vediamo vecchi dalle vesti lacere e sciancate, crani spaccati, piaghe in suppurazione
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Ha vinto il Premio Scerbanenco (2011), il Premio Bergamo (2018) e il Premio Bagutta (2024). Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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[ R. I. P.]
Arzak Rhapsody [episodio 14]
⇨ http://www.moebius.fr
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Che coup de foudre quando trovai Arzach aprendo Alterlinus …
Stavo disegnando. Il rapidograph si prosciuga e mi costringe a una pausa: càpito qui e leggo. E ora chi ha più voglia di sostituir la cartuccia?
poesia ⇨ matita ⇨ pennello ⇨ colore ⇨ carta ⇨ poesia
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La memoria della poesia. Il libro che preferisco è Mourir et voir Naples.
Si deve entrare nel regno dell’inferno, nel passaggio orfico, per finalmente vedere la bellezza della città. Napoli si vede meglio, quando hai abbandonato
qualcosadi te. Jean Giraud non l’ha mai dimenticato…
Grazie per avere creato uno spazio di colori, di ricordi.
“…Me ne andrò tanto lontano,
più in là di quei monti,
accanto alle stelle, per
chiedere a Cristo Signore
che mi ridoni la mia anima
antica di bambino, matura
di leggende, con il
berretto di piume e
la sciabola di legno.”
F.G. Lòrca
p.s. ora ritrovare gli anelli mancanti sarà veramente arduo
http://www.youtube.com/watch?v=wNhHV03vVCk