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hanksy

di Sabina de Gregori

Il mondo si sa, gira e rigira su se stesso, ma ogni tanto improvvisa e sorprende con qualche variazione. In questo caso, il re della street art Banksy – ancora oggi anonimo (e milionario) – è stato sorpreso dalla variazione dei suoi stessi lavori. Per mano di chi? Hanksy. Sì, avete capito bene, il nuovo fenomeno che viene dalle strade newyorkesi si chiama proprio così. Tra la beffa e l’omaggio, i personaggi più famosi dell’artista britannico hanno ripreso vita sui muri della grande mela, con il particolare però che i volti sono stati sostituiti con quello dell’attore Tom Hanks. Ecco quindi che negli ultimi mesi, tra i grattacieli, sono apparsi cameriere mascoline accompagnate dalla scritta “La street art è un pozzo di soldi” o bambine che guardavano volare via un palloncino con il volto dell’attore che, sarcastico, recitava: “Prendimi se ci riesci”. L’attenzione del pubblico e dei media è stata talmente alta da spingere la Krause Gallery, nel Lower East Side di Manhattan, quartiere dove è cresciuto lo stesso Hanksy, a organizzare la sua prima personale lo scorso gennaio.

Ma non finisce qui, Hanksy, oltre a uno “stalker” del più famoso e spavaldo capostipite dello stencil, si è rivelato essere ben altro. Già dal 2009, durante il Festival delle arti a Brighton intitolato “Dirty Beach Exhibition” si era distinto come artista di eco-graffiti, realizzando stencil sulla neve e creando il sito www.plasticbagfreebrighton.co.uk, a favore di un consumo responsabile della plastica. In una delle sue installazioni è riuscito a imprimere sulla neve che ricoprì la spiaggia inglese, la frase “Under this clean white exterior I’m a right dirty beach” che ha resistito quasi per un’intera giornata, incarnando la vera caratteristica dell’arte di strada: la volatilità. In occasione del Festival britannico Hanksy ha omaggiato anche un altro artista francese ormai noto in tutto il mondo: Space Invader, che ha riportato in voga il videogioco giapponese lanciato dalla Taito nel 1978. In questo caso è apparsa la silhouette dell’alieno colorata di viola sugli esagoni di marmo che decoravano la spiaggia; il tutto rigorosamente prodotto con materiali biodegradabili e organici.

L’eco-graffitaro risponde al nome di Chloe Hanks e ha alle spalle un lavoro decennale come grafico freelance, inoltre si è specializzato – insieme al suo studio Node Design – nel riutilizzo e nella produzione di oggetti ecologici esplorando anche il settore della gioielleria.

Il suo sito (www.hanksy.co.uk) ricorda in tutto e per tutto il sito di Banksy (www.banksy.co.uk), c’è da domandarsi cosa lega l’uno all’altro, o addirittura se siano davvero due persone diverse. Il dubbio sorge dal dominio del sito di Hanksy, targato Gran Bretagna: perché se Hanksy è newyorkese? E perché i suoi primi lavori sono stati svolti in Inghilterra? Banksy è Hanksy? Esistono due Hanksy uno da una parte e uno dall’altra dell’oceano? Questa, naturalmente, è una provocazione…ma si sa, per strada tutto può succedere. Provate a scrivergli e a chiederglielo voi stessi: hanksy@hanksy.co.uk!

5 Commenti

  1. Mi si è perso un commento nell’aere. Dicevo: por favor, correggete il titolo. E già che ci siete anche i tags. Grz.

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