metti una sera al…

28 marzo 2012
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di Maria Angela Spitella

La sera andavamo al Kino E se l’ultimo mercoledì del mese ci si vedesse tutti al Kino? Ma tutti chi? Tutti noi di Audiodoc, e tutti quelli che ci vogliono seguire in questa iniziativa un po’ speciale, che è quasi una scommessa. Così il Kino, piccolo cinema in Via Perugia nella zona del Pigneto a Roma, è diventato, ogni ultimo mercoledì da gennaio 2012, un punto di ascolto, non per cuori solitari, o per chi ha problemi di qualsivoglia natura, ma per chi ha voglia di ascoltare una storia orale. Audio documentari, sì state leggendo bene, e non cadete nel tranello di chiedere: “ma dove è il film?”, di film da vedere non ce n’è. La sala del Kino accoglie poco pubblico ma buono, mi viene da dire con una facile battuta.

Era nato tutto dopo il Bellaria Film Festival (2-5 giugno 2011), di cui già scrissi qualche articolo fa, al quale per la prima volta lo scorso anno è stata dedicata una sezione per gli audio documentari; era nato tutto per una scommessa, nessuno ci credeva sino in fondo all’inizio, ma poi, riunione dopo riunione, lavoro dopo lavoro, inteso nel senso di audio documentario dopo audio documentario, abbiamo trasformato quello che sembrava un progetto solo a parole, in una rassegna sonora. Pochi posti dicevo, 36 per l’esattezza, che si riempiono quando il Kino proietta i suoi film “speciali” in lingua originale, fuori dal grande circuito commerciale e che si riempie anche quando gli autori di audio documentari presentano le loro opere. Una breve introduzione dell’autore, e poi in sala si spengono le luci e si è avvolti nel buio totale. Cala il silenzio. Ci si immerge nell’ascolto, il tutto per un’ora, minuto più, minuto meno. Il tempo scorre, a volte veloce e a volte dilatato, dipende dagli argomenti, dalle immagini che evocano dentro ciascun ascoltatore. Ed è una realtà magica. Perché ascoltare le storie raccontate dai protagonisti dei documentari sonori è un po’ come tornare bambini, quando instancabili si ascoltavano le favole, senza bisogno alcuno di immagini. La favola delle vite degli altri, dove non sempre il cattivo fa una brutta fine. E allora la valenza dell’audio documentario salta agli occhi, anzi alle orecchie. Gli audio documentari prodotti e promossi da Audiodoc viaggiano sul binario della denuncia civile, che ha forme diverse. Concentrati su varie parti del mondo, non si fermano alla realtà italiana, cosa peraltro troppo comune per i media accartocciati solo sul nostro paese. Racconti, storie, denunce solitamente senza visibilità, ma che hanno una carica sociale ed emotiva. Come l’ultimo ascolto, quello del 29 febbraio scorso nel quale è stato affrontato il tema delle mutilazioni genitali femminili, in paesi come il Burkina Faso, il Mali e il Kenia; Elise Merlot, Andrea Cocco, Beatrice Rappo e Jonathan Zenti, con AIDOS (Associazione Italiana donne per lo sviluppo), e ragazzi e giornalisti dei tre paesi, hanno curato il progetto. Quando subentra lo sguardo italiano la narrazione diventa assai particolare. Il primo appuntamento ufficiale, perché il 30 novembre c’è stata la prova generale con l’audio documentario di Jonathan Zenti, che raccontava con senso dell’ironia e tragicità il lavoro interinale affrontando il tema sempre attuale, dello sfruttamento dei lavoratori deboli, il primo appuntamento ufficiale come dicevo, si è aperto il 25 gennaio, con l’audio documentario di Roman Hergoz: Il patto, la riapertura del caso Pasolini. Un escamotage dell’autore, tra cronaca e letteratura, per raccontare a partire da un presunto ritrovamento del capitolo 21 di Petrolio di Pier Paolo Pasolini, in mano a Marcello Dell’Utri, e un ricordo dell’ intellettuale italiano, dei suoi scritti, della sua forza intellettuale e della sua visionarietà. E allora metti una sera al Kino per ascoltare, per farti raccontare, per seguire ad occhi chiusi le storie lontane e vicine, le storie dimenticate o mai indagate; perché gli audio documentari sono anche e soprattutto questo, originalità, che nel mondo “folle” dei mass media e della multimedialità, riescono ad aprire una breccia e portare qualcosa in più… a velocità ridotta. Non posso elencare i nomi di tutti i soci di Audiodoc, per la cronaca se ne stanno aggiungendo ancora altri, che ha il merito di aver ideato l’ascolto, posso ringraziare il Kino che ha scommesso sulla nostra scommessa, posso lasciarvi il programma di sala per i prossimi appuntamenti raccomandandovi di venire ed ascoltare e poi a luci accese di guardare in faccia gli autori ed esprimere le vostre richieste, i vostri dubbi, le vostre osservazioni, ne vale la pena, come ho detto, in un certo senso è come tornare bambini, ne buoni ne cattivi, sarete voi a decidere, sarete voi a riflettere, perché l’ascolto, che avvolge il senso dell’udito, avvolge anche tutti gli altri sensi, scivola attraverso i corpi, li penetra, li stupisce, li rende cinema. Ecco perché poi potremmo dire: l’ultimo mercoledì del mese si andava tutti al Kino.

Appuntamento dunque mercoledì 28 marzo (stasera) ore 21 con due audio documentari: Popolare non violenta di Andrea Cocco: la lotta pacifica portata avanti dai comitati locali in Palestina, sostenuti da attivisti israeliani. E Briseurs de Silence di Simone Bitton e Anna Szmuc, France Culture. Testimonianze di soldati israeliani raccolte dall’associazione Breaking the silence e messe in voce da cittadini israeliani francofoni. Per chi vuole saperne di più www.audiodoc.it e in allegato il programma per i prossimi ascolti.

Kino, Via Perugia, 34 – Roma (Pigneto). E’ possible prenotarsi telefonando a: +39 366 4571726 / +39 06 96525810 oppure mandando una mail a info@ilkino.it

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One Response to metti una sera al…

  1. Metti una sera al Kino | The Kino Review il 28 marzo 2012 alle 16:07

    […] da Nazione Indiana […]



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