Silvina Ocampo nella sua vecchiaia

24 agosto 2012
Pubblicato da

di Davide Orecchio

La scrittrice Silvina Ocampo, compagna di Bioy Casares e amica di Borges (sebbene da lui, a torto, non del tutto stimata), in un giorno della sua vecchiaia prese in mano un libro di racconti e leggendolo se ne innamorò. A un signore che passava di lì, un vecchio amico che Silvina non aveva riconosciuto, proponendo di declamargliene un brano chiese:

“Conosci questo libro? È bellissimo. Mi piacerebbe sapere chi l’ha scritto”.

L’amico conosceva bene il libro. S’intitolava Autobiografía de Irene. L’amico ne conosceva anche l’autrice: si chiamava Silvina Ocampo ed era seduta davanti a lui.

A quasi novant’anni l’Alzheimer le aveva sottratto la memoria dei suoi libri, ma non il piacere di leggerli*.

* L’episodio è riportato con altre e migliori parole da Alberto Manguel in Con Borges, Editorial Norma, Bogotá 2003, p. 72.

Tag: , ,

2 Responses to Silvina Ocampo nella sua vecchiaia

  1. Francescp il 25 agosto 2012 alle 10:34

    Non può non farmi pensare a questa novella in cui il protagonista è uno scrittore di bestseller malato di Alzheimer che rilegge il suo libro e (al contrario della Ocampo) lo critica ferocemente:
    http://www.lsdmagazine.com/%E2%80%9Cl%E2%80%99orizzonte-degli-eventi%E2%80%9D-il-nuovo-libro-di-cristo-il-grillo-editore/8424/

  2. davide orecchio il 25 agosto 2012 alle 18:33

    Grazie per la segnalazione. L’Alzheimer è entrato da protagonista nei nostri biografemi veri e fittizi



indiani