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Manda i tuoi versi a FORNO POESIA

Siete persone che hanno un enorme buco vuoto domenica pomeriggio?

Siete persone che hanno molto da scrivere senza aver nulla da leggere (a parte i libri dei vostri amici)?

Siete persone che dentro di voi c’è un tesoro inestimabile di emozioni sublimi e pensieri rari?

Partecipate all’iniziativa FORNO POESIA! (Voi mettete la carta, noi mettiamo la legna.)

Tutti i vostri componimenti saranno accuratamente carbonizzati.

*

Spedite a

FORNO POESIA

Vico dei Panettieri,

80138 Napoli

Oppure a

info@rogopoetico.com

35 Commenti

  1. se avessi, che so, tra i 7 e 10 anni, tra i banchi di scuola ti avrebbero detto in coro: “chi lo dice sa di esserlo”
    ma ne hai più di quaranta e anche io, quindi mi astengo e ti sorrido.

  2. Geniale e/è crudele. Attenzione però, questo potrebbe essere un incentivo a scrivere. Il fuoco ha un suo fascino, lo sa bene il montag di fahrenheit451

  3. Io le scrivo il mercoledì, che è un giorno – pare – molto buono. Rimbaud scriveva di mercoledì e pure Montale.
    Quelle scritte in altri giorni, le mando diretto a Forno Poesia. Loro ci mettono la legna.

    • Vero. Ma di giovedì qui a Carrù c’è il mercato. Scrivere al mercato di Carrù garantisce ottimi risultati, da sempre. Pare che Rimbaud abbia scritto alcune delle sue poesie migliori al mercato di Carrù. E se non funziona c’è Forno Poesia. Presto anche Forno Cinema, Forno Musica e Forno Pittura, oltre all’attesissimo Forno Artisti, soluzione definitiva per egomaniaci e recidivi (soprattutto se carrucesi).

  4. La carta Orsola, basta metterci la carta. Loro ci mettono (a gratis) la legna. Eessendo un forno per ceramica, ne traggono – mi dicono – bellissimi piatti.

  5. … eh ma la carta scritta ha un qualcosa di animico… non per esser macabri ma in certe lande, ormai poco animiche, si scoprì che certo pane cotto a legna aveva come combustibile legno di bare usate… e si capisce che poi non lo si mangiasse volontieri, come non si mangerebbe volentieri nei piatti cotti con la combustione di versi. Quando Kafka lasciò detto all’amico Max Brod di ardere tutto ciò che aveva scritto, egli, per fortuna venne meno alla volontà dell’amico, certo era Kafka. Ma di solito è proprio chi scrive meglio che, preso da eccesso di autocritica ditrugge le proprie cose. L’autocovinto di eccellenza è portato per natura a effondere ed effondersi e non a comburre.
    .\\’

  6. l’italiano sfiora il sublime….: comburre è come redarre? essi redassero, essi combussero? O forse redigere è come combigere? Mah… Cose da forno, comunque, da vero autodafè.

  7. Perchè solo la poesia e non la prosa? Avrei un paio di miei manoscritti che sono lì a fare polvere…
    E comunque da un po’ per non correre questi rischi scrivo direttamente sul blog…
    Besos.

  8. e poi, ben oltre la solita solfa automortificante, perchè non estendere la cosa a:

    i libri dei cantautori
    i libri dei calciatori
    i libri dei bruni vespi
    i libri degli imbonitori televisivi
    i libri di ricette culinarie
    i libri di comici rattrappiti
    i libri dei biografi agiografi
    i libri dei politici più triti
    la lista della spesa

  9. vanaspes perché ti senti AUTOmortificato da Forno Poesia?
    A me sembra una cosa sana istituire tra tanti mercanti di sogni un bel leopardiano falò delle illusioni;

    qui(ad esempio)ti raccontano che la poesia è una questione di “incontri”: “…una fucina dove potete incontrare scrittori, lettori, editori, librai, agenti, illustratori, artisti.”
    http://hounlibrointesta.glamour.it/2012/09/08/mandaci-i-tuoi-versi-partecipa-al-laboratorio-di-poesia-on-line/
    Se uno deve andare sul sito di Glamour per fare incontri importanti sulla poesia, allora meglio fare un bel pacco per Forno poesia e dormirci sopra tranquilli.

    ma Forno Poesia non ha la capienza per smaltire il tonnellaggio inutile dell’industria culturale; ognuno è responsabile di ciò che ingombra la sua libreria

    la lista della spesa, generalmente va rilegata e accompagnata da edizione critica…

  10. Andrea,

    mi automortifico da tempo, non pensavo a un’estensione endemica della pratica :-)

    Hai ragione, la lista della spesa prevede un altro format.

    e comunque, passerò il link di Glamour a chi so io. ciao!

  11. Suggerisco ad aspiranti inventori, un forno per testi digitali, magari in grado di bruciare, anche nella mente stessa di chi li lesse, il loro ricordo (questo forno qui descritto è in effetti ormai abbastanza obsoleto…)

  12. (è da forno ? )

    ONE DIRECTION
    Allegri.
    Esuberanti.
    Maleducati.
    Imbecilli.

    I One Direction?
    Esuberanti.

    Chi ci vuole bene?
    Ci vogliono bene i One Direction.
    Chi sono i One Direction?
    Sono ragazzi bellissimi
    che forse opportunamente
    in Italia
    si impadroniscono
    del cuore di tutte le fanciulle.

    Chi sono gli altri?
    Gli altri non esistono.

  13. da sempre possiedo un oggetto simile a quello ritratto nella foto. lo uso ciclicamente e non mi ha mai dato problemi. richiede, peraltro, una manutenzione minima. lo consiglio.

  14. Siete persone
    che dentro di voi
    c’è un tesoro inestimabile
    di emozioni sublimi e di pensieri
    rari?
    Sì che lo sono
    e dunque la mia robba
    io non la abbrucio.

    Crematevi piuttosto
    la di voi sorella.

  15. Ecco una poesiola, da me medesmo scritta, bell’e pronta da abbruciare:

    Scorribanda onirica

    Faccio a braccio di ferro con un polpo,
    al mio fianco un criceto che si chiama
    Sisifo fa il tifo per quest’ultimo;
    più in là c’è Edipo, assai triste e solo,
    chissà cosa ne pensa di sua madre?
    Baccanti e parche dentro una Porsche fan
    le porche, musica a tutto volume
    e fiumi di Champagne… fanno un baccano
    della madonna.
    Un centauro mi ferma per chiedermi
    se c’ho d’accendere, “mi spiace amico”
    gli dico (mento) “non fumo da anni”.
    Lui non la beve e un po’ s’incazza, alza
    il dito medio e poi
    scompare altrove lasciando una nuvola
    di polvere. Ma ecco, c’è un bel pezzo di …gnocca,
    si finge Sfinge, se la tira proprio;
    Arnaut Daniel, poeta-fabbro, esclama:
    “Macché trobar clus… meglio trombar clus!”.
    Un rhasta iconoclasta impreca contro Cristo,
    sentendo ciò, appare Mefistofele,
    fa il segno della croce ma al contrario
    poi ride ad alta voce
    e si dilegua pure lui, nel nulla.
    “Alla torre d’avorio preferisco la Costa…”
    mi fa un poeta, infine peta ma
    poi arrossisce in volto. Disinvolto
    ed oltremodo alticcio, arriva un tizio,
    mi racconta di quando era in guerra;
    c’ha sulla spalla una lettera U
    tatuata. Cosa vuol dire, utopia?
    Improvvisamente appare Quattrocchi:
    “Evita di leggere Coelho, che è meglio”
    …ma allora, sul più bello quando quasi
    ne vengo a capo, ecco che mi sveglio!

  16. Io confido davvero tanto in questa opportunità lanciata quasi un’esca al pesce. Ma confido sul serio, cerco sempre di sbarcare le mie poesie in qualche corner, ahimè come il pesce di prima con l’esca:

    Sei un esteta?
    Caspita se sì!, da tre generazioni almeno:
    mio nonno,
    il suo,
    quelli a lui vicini e a me lontani,
    tutti siamo presi nella
    nostra bella
    consanguineità,
    che fummo esteti e tanto basta.
    Noi, il nostro fu un massacro serio
    altro che quelli canonici
    ( nulla togliendo a nessuno;
    certo si è
    che oggi – oggi,
    oggi.

  17. Ma…
    E’ domenica pomeriggio!!!
    Ok, ok, un’asettimana dopo.
    Però: è domenica pomeriggio!

    Bello!

    Mamma che emozione
    (metto le braccia dietro la schiena
    e mi dondolo da un lato all’altro),
    hrum, ehm, prova, prova, si sente?

    Allora, no, scusate (arrossisco),
    di fronte a cotanta platea, uhm,
    mi sto perdendo (sudo apt-get update),
    ecco, sì, ecco (mi asciugo la fronte)…

    Uhm…

    A-a-autori automi e tomi:

    chi t’intima con tono
    di terremoto e tuono
    la fuga e l’abbandono.

    Chi testimonia il dono
    dell’aura e dal suo trono
    concede il tuo perdono.

    Chi…Ehm…aspè, aspè.
    Chi…chi…chi…
    Non tossite che mi deconcentrate,
    per favore, è difficile.

    Chi crede nel suo ruolo
    di spirito che solo
    comprende il vero e il buono
    in mezzo ad uno scolo
    di rime prese… a-a nolo
    da voci del frastuono
    di dissonanze e in mono
    scolpire il proprio assolo…
    (mozzo il respiro)
    ehm…

    da-da voci del frastuono
    frementi sopra un molo
    tentate dal gran volo
    nell’affermar “io sono!”
    e masticato il bolo
    del vero sopra loro
    lascia cadere in modo
    da riaccordare il coro
    di dissonanze e in mono
    scolpire il proprio assolo
    sul volto di coloro
    che giustamente solo
    destinatari e solo
    dell’unico Io solo!

    Ecco,uhm, maestro, come sono andato?
    Maestro?

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andrea inglese
Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato il volume collettivo Teoria & poesia, Biblion, 2018. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.