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Primo Levi, una nuova edizione del «Rapporto su Auschwitz»

di Domenico Scarpa

levi_primo.jpgIl Centro Studi Primo Levi (www.primolevi.it) pubblica – grazie alla generosità di Einaudi editore, che ne ha coperto i costi di lavorazione e di stampa – la prima edizione italiana a sé stante del Rapporto su Auschwitz, che Primo Levi scrisse a quattro mani con un suo amico e compagno di Lager, il medico torinese Leonardo De Benedetti.

Si tratta di un’edizione di pregio offerta in sottoscrizione ai sostenitori del Centro Studi. Ed è la prima testimonianza che Levi abbia reso su Auschwitz; fu redatta su incarico del governo sovietico che nella primavera 1945, a Katowice, raccolse migliaia di testimonianze di ex-prigionieri del Lager. Il testo fu poi pubblicato nel novembre 1946 nella prestigiosa «Minerva Medica», omologo italiano dell’inglese «Lancet».

Questo Rapporto su Auschwitz si colloca all’origine di tutta la successiva opera di Primo Levi testimone, analista e scrittore. Il testo che il Centro pubblica nel volume Einaudi offerto ai nostri sottoscrittori è stato ricontrollato filologicamente, è corredato da una documentazione fotografica inedita, è arricchito dal saggio storico-intepretativo di Fabio Levi, direttore del Centro studi, saggio che ricostruisce le origini del Rapporto, i suoi significati politico-letterari e la fisionomia dei suoi primi lettori.

Rapporto su Auschwitz è stato stampato da Einaudi in un elegante volume rilegato, in 400 copie numerate fuori commercio. Viene offerto esclusivamente su prenotazione, fino a esaurimento della tiratura, a quanti vorranno fare una donazione a favore del Centro studi. Le prenotazioni si raccolgono all’indirizzo info@primolevi.it oppure al numero telefonico 011 4369940.

Sarebbe superfluo descrivere la situazione in cui si sono trovati ultimamente a operare gli enti che si occupano di cultura. Malgrado questo stato di cose, nei suoi cinque anni di attività il Centro ha ottenuto risultati di cui possiamo dirci contenti: le nostre Lezioni Primo Levi, stampate da Einaudi in edizione bilingue italiano-inglese, sono già al quinto appuntamento (dopo quelli con Robert Gordon, con Massimo Bucciantini, con Stefano Bartezzaghi e con Mario Barenghi), questa volta con la storica Anna Bravo, che giovedì 7 novembre ha tenuto nell’aula magna «Primo Levi» dell’università del Torino la sua lezione sul tema Raccontare per la Storia.

Nel 2010 l’allestimento del dialogo scenico Il segno del chimico, curato da me e interpretato da Valter Malosti in Italia e da John Turturro a New York, è stato un buon successo e ha diffuso un’immagine di Levi più sfaccettata di quella usuale. Allo stesso modo, i nostri contatti con scuole e insegnanti del Piemonte e di altre regioni si sono moltiplicati e consolidati, producendo tra l’altro un video innovativo su Levi e il lavoro (Primo ufficio dell’uomo. I mestieri di Primo Levi, a cura di Roberta Mori e Peppino Ortoleva), che è a disposizione degli studenti. Sempre in questo ambito, il Centro ha organizzato più volte letture multilingue di testi di Levi (l’ultima, al Salone del Libro 2013, con il titolo «La nostra lingua manca di parole») eseguite da ragazzi appartenenti alle più diverse comunità, e che studiano o lavorano a Torino.
levi
Il sito www.primolevi.it è lo specchio delle attività del Centro ed è il canale privilegiato di comunicazione con il suo pubblico. Negli anni gli accessi sono stati in costante crescita e sono venuti da un’area geografica sempre più ampia. Il sito è completamente bilingue (italiano e inglese) ed è organizzato per ambiti tematici: Opera, Biografia, Auschwitz, Scienza, Lavoro, Argon (dedicato al rapporto tra Primo Levi e il mondo ebraico), Ai giovani. Dal novembre 2009 al settembre 2013 ha avuto oltre 152.600 accessi, provenienti da 145 paesi.

Il Centro ha raccolto sinora una bibliografia delle risorse documentarie di e su Primo Levi costituita di 5.900 registrazioni in italiano e in altre lingue. Possiede una collezione (Fondo bibliografico Primo Levi) completamente dedicata alla vita e all’opera dello scrittore che comprende 4.500 titoli e raccoglie opere di Primo Levi (in italiano e in altre lingue) e numerosi saggi critici in massima parte in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Il catalogo in linea è accessibile dal sito: esso fornisce il massimo di informazione sul contenuto dei testi e consente un accesso tematico alle registrazioni per parole chiave appositamente studiate per la letteratura critica su Primo Levi.

Per i prossimi anni abbiamo in progetto molte altre iniziative, per realizzare le quali sarà essenziale poter contare sul sostegno dei nostri interlocutori. A costo di ripetermi, sottolineo ancora una volta l’importanza dell’operazione legata al Rapporto su Auschwitz. I primi sottoscrittori saremo noi dipendenti del Centro. Spero che tutti voi veniate a farci compagnia in questa impresa, che equivale a un’energica nostra scommessa sul presente e per il futuro.

3 Commenti

  1. “Si tratta di un’edizione di pregio offerta in sottoscrizione ai sostenitori del Centro Studi”, perché non hanno scelto, invece, dati gli argomenti, di farne un’edizione popolare ed economica?

    b!

    Nunzio Festa

    • O una edizione digitale. Immagino che lo scopo sia in finanziamento del Centro, successive edizioni a prezzo via via più accessibile possono raggiungere man mano altri pubblici.

  2. Non conoscevo l’esistenza di questo centro di studi.

    Molto interessante e vitale per lettori appassionati e hanno la preoccupazione di mantenere viva la memoria.

    Vorrei segnalare la pubblicazione recente dell’audio libro
    “Se questo è un uomo” letto da Roberto Saviano
    Emons.

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davide orecchio
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: scrivetemi a: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Non sono un editor e svolgo qui un'attività, per così dire, di "volontariato culturale". Provo a leggere tutto il materiale che mi arriva, ma deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I testi che mi piacciono li pubblico, avvisando in anticipo l'autore. Riguardo ai testi che non pubblico: non sono in grado di rispondere per mail, mi dispiace.
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