La bambina pugile

sam harris

Chandra Livia Candiani

È passato un anno.
Ora è prima o dopo?
In cappella si pregava
un Dio a tempo.
Venivo convocata,
non eri ben caricato,
non morivi secondo l’orologeria.
Troppa fame
troppo sonno
troppa voglia di conversare
troppe scuse per restare.
Quando l’assistente sociale
ha chiesto il nome
del tuo male
ho detto solo: “Fratello.”
“Cosa?” ha chiesto lei.
“Mio” ho risposto io.

 

 

Che ne ho fatto di me?
La poesia sanguinaria
dell’infanzia
il puma tatuato nel sangue?
Nel presto della corrente
sono pentolino di latte
che bolle e trabocca
fuori c’è cielo
c’è acqua
cielo inquieto
sopra terra arsa
movimento sull’acqua
e mirabolante fuoco
che fa tutto insigne
e incendiato,
nello spazio tra le costole
fluttuanti
un martello sfascia
ogni silenzio modesto.
Dillo forte
fortissimo gridalo
l’urto del mondo
alle porte dei sensi.
“Sono qui
sono qui” con sguardi
come laghi
semino il grazie
più piccolo che c’è.

 

*

 

Da Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore (Einaudi, 2014).

 

L’immagine è di Sam Harris, Postcards from Home (via burnmagazine.org).

 

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6 Commenti

  1. Finalmente una poesia che strappa la vita in un senso violento.
    La poesia è questa: l’avventura dell’infanzia.
    Mi riconosco in questo puma, in questo incendio.
    Eravamo tutte bambine pugili.

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
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