Articolo precedente
Articolo successivo

les nouveaux réalistes: David Shields

10401990_4422023605791_6230172644067916369_n

 

Reality hunger

[Dissolviamo i generi; riformuliamo il diritto di autore.]

di

Lisa Orlando

Una delle opere più importanti di teoria letteraria pubblicata negli ultimi anni è Reality Hunger, dello scrittore e saggista statunitense David Shields (in Italia pubblicato da Fazi con il titolo Fame di realtà).

E’ un’opera assolutamente straordinaria, poiché oltre a essere un quadro (perfetto) dello status quo narrativo, è una dichiarazione poetica nella quale si prospetta ciò che sarà (o racchiude l’essenza di ciò che si vorrebbe diventasse) la letteratura futura. Shields, infatti, audacemente ridisegna i confini per una nuova forma di letteratura capace di annullare i generi, e ristabilire il rapporto tra fiction e non fiction.

Oltre a ritenere atrofizzato (e miseramente soffocante) il romanzo quale costruzione di una storia fatta di mera immaginazione, e di una serie ordinata di fatti: la trama – ormai da seppellire definitivamente sotto una pietra tombale? –; Shields si interroga su come realtà e finzione debbano confrontarsi sul terreno della pagina. La realtà, come una creatura di fiamma, irrompe nella scena letteraria, travolgendo (fino a incenerire) la distinzione tra verità e immaginazione. “Fiction e non-fiction non esistono più: esiste solo la narrativa”, sostiene Shields, “o forse non esiste nemmeno questa?”.

10525965_4422022565765_6268086068989521837_n

Una citazione rilevante, e che riassume efficacemente il pensiero di Shields, posta (intenzionalmente credo) al centro del saggio, è questa: “Amo la letteratura”, afferma l’autore, “ma non perché ami le storie in sé. Trovo quasi tutte le mosse del romanzo tradizionale incredibilmente prevedibili, fiacche, improbabili ed essenzialmente inutili. Non ricordo mai i nomi dei personaggi, gli snodi della trama, i dialoghi, i dettagli dell’ambientazione. Non mi è chiaro cosa dovrebbero rilevare sulla condizione umana narrazioni simili. Invece sono attratto dalla letteratura come forma di pensiero, di coscienza, di sapienza. Mi piacciono le opere che mettono a fuoco non solo pagina dopo pagina, ma riga dopo riga quello che importa veramente allo scrittore, invece di sperare che tutto questo emerga chissà come misteriosamente dalle crepe della narrazione, che è quello che oggi accade in quasi tutti i racconti e i romanzi”.

Uno dei motivi per i quali mi sono interessata realmente a questo saggio è ché vien messa in discussione l’idea di autorialità, tanto da rivoluzionare la struttura autoriale classica; lo stesso libro di David Shields è appunto costruito con frammenti di altri libri, ma senza riportare note, senza dichiarare l’appartenenza delle innumerevoli citazioni presenti nel saggio. “Un frullato di parole altrui, insomma, che genera, però, un distillato del tutto nuovo”.

Un’eccellente innovazione, si direbbe, e che fornisce la chiave per una diversa forma di letteratura. Anche perché credo sia tempo di finirla col diritto d’autore; il concetto stesso, spiega Stefano Salis nella prefazione, tenderà inesorabilmente a dissolversi (insieme a quello di plagio – tra l’altro, cosa sarà mai il plagio nella nostra epoca?) in nome del remix, anche grazie (o per colpa di, a seconda dei punti di vista) alla enorme quantità disponibile simultaneamente, utilizzabile prontamente e visibile gratuitamente, che le nuove tecnologie (internet in testa) ci garantiscono.

E poi, ancora, non è stantia l’idea di originalità a tutti i costi?

Bacon che riprese Velàzquez, cosa fu? plagio?, imitazione?, deformazione?, citazione? All’epoca, tutti ne riconobbero la provenienza, ma nessuno si scandalizzò; perché, a dirla tutta, l’originalità (in modo assoluto) non è mai esistita – è sempre stato il velleitario tentativo in cui tutti hanno fallito?

Dunque, Shileds, nel suo saggio, pare suggerirci, esortando tutti gli scrittori, ma non solo: desumo pur pittori, musicisti, cantanti, registi, attori, fotografi : copiate, imitate, interpolate, riformulate, riproducete, remixate, modificate, alterate, contestate, accettate, rifiutate, et cetera, et cetera – ad infinitum!

 

 

 

 

 

4 Commenti

  1. credo che la storia intera della letteratura sia una riformulazione, ovviamente con stili più o meno alti, con risultati straordinari e meno, degli stessi cliché esistenziali che la nostra Storia si porta dietro.
    Logico, ci sono dei distinguo, nella biblioteca di Babele. Ma tutta la storia della letteratura è una ricerca perenne per trovare risposte a domande esistenziali cui i testi sacri non suppliscono. diciamo che la letteratura è una divertente forma di schizofrenia, un divertissement pascaliano rispetto ai veri e concreti problemi della giungla quotidiana.
    Ma attenzione, la letteratura, e la poesia, possono a volte fornire risposte più certe di qualsiasi altra e alta “millantazione”, dal momento che sono quando l’individuo è veramente libero di esprimersi può attingere agli archetipi storici e all’essenza del sé, e giocarci e divertire come un bambino.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Les nouveaux réalistes: Gabriella Volpi

di Gabriella Volpi
Blu mi ha raccontato una storia d’amore vera: una balena che ha cantato per trent’anni a una frequenza che nessun’altra femmina ha mai sentito.

Les Nouveaux Réalistes: Cristina Pasqua

di Cristina Pasqua
Aveva il ventre gonfio. S’aspettava per dicembre, forse anche prima, ma la gravidanza s’era fatta aspra nelle ultime settimane. Ubaldo poco si fidava a lasciarla a casa da sola.

Les nouveaux réalistes: Francesco Forlani

di Francesco Forlani
E accade che perfino ai più pavidi baleni l'idea in grado di ribaltare il risultato, di rompere le catene della fatalità, del destino che non ammette eccezioni, con un semplice gesto, una parola che trasforma le cose da come stanno in come potrebbero andare altrimenti.

Les nouveaux réalistes: Mariana Branca

di Mirco Salvadori
La lingua di Mariana Branca è il vero elemento che rende tutto questo necessario. È una lingua densissima, stratificata, corporale, minerale, botanica, tecnica, ma sempre sorretta da un ritmo interno che la salva dall’inventario e dall’esibizione.

Les nouveaux réalistes: Nicolò Tonazzini

di Nicolò Tonazzini
E, se uno, un qualcuno, un giorno, un giorno qualsiasi per il più futile dei motivi dovesse decidere con precisa esattezza il giorno in cui quella canzone diventò la sua ossessione, la sua malattia, sceglierebbe sicuramente il mercoledì.

Les nouveaux réalistes: Piergianni Curti

di Piergianni Curti
È così che divenni il suo angelo custode. Nell'unico modo in cui potevo esserlo: seguendolo come un'ombra.
francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: