i poeti appartati: Eugenio Tinto

170357_1668055835386_5700462_o
Poesie
di
Eugenio Tinto

Terra
Lamento ventre cuore caldo viscere
Madre silente battito di ciglia
Sospiro riposo ed eterno migrare
Occhi mani una corona di firmamento
L’uomo a volte ti vive
I rami stentano alla gravità.

10155215_10203065195984944_333311279_n

 

La tua prima casa
Sabbione, calce, mattonelle e mattoni,
Malta e tanto sudore.
Le sue fondamenta sono studiate,
ingegno, maestranze e prevaricazione.
La tiro su con lena e speranza che non cada
La solitudine degli altri

 

 

 

171222_1668151517778_1893412_o-1
Le fotografie sono di Salvatore Di Vilio

Il tempo dell’attesa
Il mio paese muore
Nel silenzio dei suoi

Suoni, nel caldo tiepido
Della sua indifferenza.
Sa che un altro domani
Ci sarà.
L’illusione dell’eterno
Ormai è un’ombra
Gettata alle spalle
E il domani speranzoso
È in questi rami smossi.
Ritorna il silenzio.
Il treno in lontananza,
L’incombenza di Aversa
E nessuna ombra da domandare.

 

Succivo Sguardi Quotidiani
Viviamo separati,
Il nostro occhio
Ci scruta, ci divide
La nostra lingua
Tace un infinito
Che né io né tu
Apriremo mai.
È il mese dei fuochi
O quello delle preghiere,
Non bastano dodici mesi
A scandire il tempo dell’abbandono.
Sulla testa già ci siamo
Sul corpo noi balliamo,
alla fiera dell’usato ci sono
I nostri cenci,
Li abbiamo visti consumarsi
Di pioggia, di vento, di silenzio.
Un velo ricopre di polvere
I ricordi in queste
teste sempre piene:
è giunto il tempo di lasciare fermi i sassi.

 

 

6 Commenti

  1. Interessante, questo autore. Ci ricorda che la poesia è fatta d’una delicatezza che taglia, che punge ma senza offendere. Mi piacerebbe discutere direttamente con Lui di alcune scelte formali. Anche il mio io mi considera un “poeta appartato” o, meglio, un “non-poeta illimitato”.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

I poeti appartati: Francesco Marotta

Dalla dimora del tempo sospeso1 Lettera al figlio di Francesco Marotta       Dalla dimora del tempo...

I poeti appartati: Alberto Rollo

di Alberto Rollo. da Ultimo turno di guardia.   Cinque poesie con nota di Maria Grazia Calandrone       7. Così li riconobbe il vecchio, ancora, gli...

I poeti appartati: Massimo Rizzante

Ho provato una vera felicità  quando Massimo mi ha dato la bella notizia di questa nuova uscita - a...

I poeti appartati: Alida Airaghi

Elsewhere di Alida Airaghi       C'è un fondo al cielo, in fondo al cielo: e prima luce, e primo buio. Fine di tutto, innanzi a tutto. Velo...

I poeti apartheid: Micol Bez

Se l’ordine fosse un crimine? In prigione geografi, genetisti zoologi, doganieri, genealogisti classificatori, omofobi, razzisti. Fuori una danza senza origine.   **** Come Gorata copriva di inglese...

I poeti Apartheid: Angelo Vannini

Tre poesie inedite di Angelo Vannini     Un uomo Aggiornato. Un uomo mi era saltato vicino, col suo nudo vestito di passi. Era nero come la notte,...
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
  1. qui è possibile leggere tutto Hairesis []