Le radici del coraggio

guaschino

Visitai Corleone, qualche anno fa. C’era un sindacalista minacciato dalla mafia, Dino Paternostro, segretario della Camera del Lavoro. Gli avevano bruciato l’auto. Raccontò la sua storia, e l’epopea di Placido Rizzotto, assassinato e scomparso. Pochi anni fa hanno trovato i resti di Placido Rizzotto. Sembra che la storia della Sicilia sia tutto un sotterrare uomini e riesumare fossili nel corso del tempo.

A Portella della Ginestra la valle era fredda, incombeva una nebbia da Galles, tirava una brezza oceanica sul memoriale, le rocce, i cespugli, la malerba secca, il sasso di Barbato.

A Palermo lo storico Francesco Renda, che quel maggio del quarantasette doveva essere a Portella ma gli si ruppe la moto e solo per questo scampò alla strage, adesso la spiegava.

Pioveva in Sicilia. Faceva freddo in Sicilia.

Non ero solo. Il collega che mi accompagnava, Carlo Ruggiero, filmava tutto e poi realizzò un documentario. All’Aamod trovammo materiali d’archivio impressionanti. Un estratto è nel video qui sotto. Una storia di stragi e coraggio.

 

(Il quadro: Emilio Guaschino, Portella della Ginestra, 1975)

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Anna Maria

di Lorenzo Marchese
Anche se è venuta a stare da me pochi giorni dopo il nostro primo incontro, in completo abbandono, ha esitato parecchio a dirmi il suo nome. All’inizio non mi importava: la casa, svuotata di soprammobili e vestiti di mia moglie, aveva ancora meno senso di prima e non riuscivo a smettere di chiedermi perché sentissi la mancanza di qualcosa che negli ultimi anni mi aveva dato per lo più fastidio

I millecinquecento passi

di Max Mauro
È l’estate del 2006. Hugo Chavez è al potere da sette anni e io vivo a Caracas da quattro mesi. Eccomi qua, arrivato nei Caraibi per cercare un uomo sparito, anzi volontariamente allontanatosi durante la mia tarda infanzia, la mia infanzia compromessa, inchiavardata nel dubbio, nell’assenza

La Melanzana

di Silvano Panella
Uscii sul ponte di prua della nave, il mare agitato e spumoso. Credevo che nessuno dei passeggeri volesse scoprire la causa dei bicchieri caduti, che nessuno fosse disposto a farsi investire dalle folate di vento, che osasse seguirmi o precedermi di fuori

La prima parola

di Marco Marra
La bambina spalanca gli occhi e singhiozza e pronuncia la sua prima parola. La nonna ode la prima parola della bambina e serra le labbra e le si avvicina. La nonna dice: Tu e io abbiamo un segreto. Dev’essere tua madre a udire la tua prima parola. La tua prima parola non può essere questa

Una lettura di “La pantera” di Davide Brullo

di Vincenzo Gambardella
Brullo è scrittore tragico, là dove manca il tragico, là dove il Paese, il nostro Paese, rifiuta, per temperamento e per abitudine, uno spirito predisposto alla catarsi

Le anime del Purgatorio, ovvero il Museo di Storia Naturale

di Giovanni di Benedetto
Santa Maria del Mare dormiva nel mezzo del giorno. Dalle persiane socchiuse la luce filtrava a intermittenza, ricomponendosi sulle pareti nelle forme astratte delle prime pitture rupestri. Si voltò dall’altro lato del letto e tornò a dormire. Al risveglio i dinosauri erano ancora lì
davide orecchio
davide orecchio
Vivo e lavoro a Roma. Libri: Lettere a una fanciulla che non risponde (romanzo, Bompiani, 2024), Qualcosa sulla terra (racconto, Industria&Letteratura, 2022), Storia aperta (romanzo, Bompiani, 2021), L'isola di Kalief (con Mara Cerri, Orecchio Acerbo 2021), Il regno dei fossili (romanzo, il Saggiatore 2019), Mio padre la rivoluzione (racconti, minimum fax 2017. Premio Campiello-Selezione giuria dei Letterati 2018), Stati di grazia (romanzo, il Saggiatore 2014), Città distrutte. Sei biografie infedeli (racconti, Gaffi 2012. Nuova edizione: il Saggiatore 2018. Premio SuperMondello e Mondello Opera Italiana 2012).   Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: scrivetemi a d.orecchio.nazioneindiana@gmail.com. Non sono un editor e svolgo qui un'attività, per così dire, di "volontariato culturale". Provo a leggere tutto il materiale che mi arriva, ma deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I testi che mi piacciono li pubblico, avvisando in anticipo l'autore. Riguardo ai testi che non pubblico: non sono in grado di rispondere per mail, mi dispiace. Mi raccomando, non offendetevi. Il mio giudizio, positivo o negativo che sia, è strettamente personale e non professionale.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: