Salviamo Monte Inici

Un attacco senza precedenti sta devastando il territorio di Castellammare del Golfo, uno dei luoghi turistici più pregevoli della provincia di Trapani.

Nel giro di un mese sono stati presi di mira in rapida successione Monte Inici con quattro incendi consecutivi, Monte Sparagio e la Riserva dello Zingaro. L’ultimo attacco, martedì 25 luglio, ha persino lambito una chiesetta e alcune abitazioni nella periferia del paese.  
Ma questi roghi non sono gli unici che nei giorni scorsi hanno interessato la Sicilia e l’intero Paese. Le fiamme hanno devastato ettari ed ettari di bosco e messo a repentaglio l’incolumità di cittadini e turisti anche in Campania, Lazio, Sardegna, Toscana. 
Noi non sappiamo quali interessi specifici ci siano dietro questi che non esitiamo a definire veri e propri attentati all’ambiente, non abbiamo le prove del giro d’affari che può muoversi intorno alle operazioni di spegnimento degli incendi o alla manutenzione e riqualifica delle aree bruciate.
Sappiamo però riconoscere il linguaggio mafioso e possiamo affermare che quello di fronte al quale ci troviamo, pur senza lupara né tritolo sotto i ponti, è un attacco di stampo mafioso. 
Lo è nelle modalità, perché colpisce il bene comune per favorire gli affari di qualcuno o realizzare le vendette di qualcuno, e lo è negli effetti, nel senso di rabbia impotente e nello sconforto prodotto nei cittadini, che assistono inermi alla devastazione del proprio territorio.
Proprio per questo non possiamo rimanere passivi di fronte a questo ennesimo attacco all’ambiente, all’economia del Paese, alla nostra stessa dignità di cittadini.
La complessità del problema e la sua pervasività sull’intero territorio nazionale ci spinge a chiedere un intervento forte e risolutivo da parte delle istituzioni. 

Chiediamo quindi al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato di istituire prontamente una commissione di inchiesta su quanto sta avvenendo in Italia in questi giorni, volta ad accertare cause, mandati, esecutori degli atti, ma anche ad individuare mancanze, omissioni ed eventuali errori nella gestione della prevenzione e delle emergenze da parte degli organi preposti.
Chiediamo alla Magistratura di intervenire con delle indagini congiunte tra le procure, anche attraverso l’istituzione di un apposito pool di magistrati che sia in grado di affrontare  il fenomeno in tutte le sue articolazioni  e di chiarire quale strategia si nasconde dietro a questi attentati contro l’ambiente.

Comitato Salviamo Monte Inici

Roberto Alajmo, Andrea Bajani, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Paola Caridi, Cristiano Cavina, Paolo Chicco, Teresa Ciabatti, Diego De Silva, Enrico Deaglio, Enzo Di Pasquale, Marcello Fois,  Alessandro Garigliano, Helena Janeczeck, Filippo Landi, Bjorn Larsson, Giuseppe Elio Ligotti, Valerio Magrelli, Rossella Milone, Michela Murgia, Valeria Parrella, Alessandra Sarchi, Evelina Santangelo, Fabio Stassi, Chiara Valerio, Hamid Ziarati

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gianni biondillo
gianni biondillo
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Ha vinto il Premio Scerbanenco (2011), il Premio Bergamo (2018) e il Premio Bagutta (2024). Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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