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Polvere
di Chiara De Caprio

Mazzy Star, Into Dust –> play

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Sophie Ristelhueber, À cause de l’élevage de poussière (Because of the Dust Breeding), 1991–2007 © Sophie Ristelhueber/BONO, Oslo 2015. Black and white photograph, pigment print on paper mounted on aluminium and framed under plexiglas.

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da Don DeLillo, Underworld, trad. it. Delfina Vezzoli, Torino, Einaudi, 1999

E come si fa a sapere se l’immagine esisteva prima che fosse inventata la bomba? Potrebbe esserci stato un mondo sotterraneo di immagini note soltanto a sacerdoti tribali, medium tra la realtà visibile e il mondo dello spirito che mangiavano funghi magici e vedevano una nube infuocata che anticipava l’immagine del film per reclute dell’esercito statunitense.
Osservata a distanza di sicurezza, dice il narratore, questa esplosione è uno degli spettacoli più belli mai visti dall’uomo.
Persino allora era nel Pocket, in un certo senso, ma non seguiva il percorso dei sistemi fino alla conclusione del suo tedioso lavoro. Le bombe da mezza tonnellata che cadevano a grappoli dagli sportelli del B-52 come pallottole di escrementi pinnati, riempiendo di crateri il sentiero nella giungla.
Ma si trattava del nemico, quindi chi se ne frega.
Ed è ancora il nemico, o c’è sempre un nemico, e Matt aprì gli occhi e vide il cielo farsi di uno strano grigio vecchietta.
Le idee un tempo venivano dal basso. Adesso sono dappertutto sopra di noi, a collegare universalmente cose e griglie.
Le combinazioni binarie bianco-nero sì-no zero-uno eroe-vinto.
E i due uomini di fianco al presidente nella foto appesa alla parete della baracca. Quello alto e bello, e l’immigrato dalle sopracciglia cespugliose. Avrebbe benissimo potuto essere una foto di Oppenheimer e Teller con il corpo unto di olio solare che citano vicendevolmente brani di scritture indù.
Om non fa rima con bomb. È solo un’impressione.
Morte e magia, ecco cos’è il fungo. O morte e vita immortale. La psilocibina è un composto ottenuto da un fungo messicano che può trasformare l’anima in materia da fissione, secondo gli studiosi del fenomeno.
Loro sono dappertutto allo stesso tempo, collegati all’infinito, e si finisce col semicredere alle cose più improbabili perché sarebbe stupido non farlo.
Tutta la tecnologia fa riferimento alla bomba.
Seduto nella polvere con gli occhi aperti, Matt si rese conto che il sole stava sorgendo dietro di lui e si chiese cosa volesse dire.
Voleva dire che per tutto quel tempo era stato girato dalla parte sbagliata.

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[Mots-clés è una rubrica mensile a cura di Ornella Tajani. Ogni prima domenica del mese, Nazione Indiana pubblicherà un collage di un brano musicale + una fotografia o video (estratto di film, ecc.) + un breve testo in versi o in prosa, accomunati da una parola o da un’espressione chiave.
La rubrica è aperta ai contributi dei lettori di NI; coloro che volessero inviare proposte possono farlo scrivendo a: tajani@nazioneindiana.com. Tutti i materiali devono essere editi; non si accettano materiali inediti né opera dell’autore o dell’autrice proponenti.]

 

ornella tajani

Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa di studi di traduzione e di letteratura francese del XX e XXI secolo. È autrice del saggio "Tradurre il pastiche" (Mucchi, 2018). Per Marchese editore ha tradotto e curato L'aquila a due teste di Jean Cocteau (premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012) e Tiresia di Marcel Jouhandeau (2013). Ha scritto una tesi di dottorato in Letterature comparate sul Kitsch e il romanzo contemporaneo ed è uno dei membri fondatori del collettivo italo-francese di traduttrici meridiem. Suoi articoli e recensioni sono apparsi anche su Alfabeta, L'indice dei libri del mese, Le parole e le cose. Seguendo questo link, la lista completa dei suoi post: https://www.nazioneindiana.com/tag/ornella-tajani/ - Cliccando su "View all posts", una lista parziale 

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