Jacopo sul palco

di Umberto Piersanti

Jacopo, tu non conosci
palchi,
non conosci
balconi o luoghi
che sopra gli altri
per la gioia s’alzano
o la rabbia
di chi ascolta,
tutto per te si svolge
a rasoterra,
neppure sai
che ogni corpo
vive nei suoi confini,
che sfiorarlo
o urtarlo
non è permesso,
è solo nella terra
il tuo cammino,
a cerchi e svolte
che tregua
non danno

nella vecchia canonica
gelata
un giorno sopra il palco
sei salito,
aperto e sconfinato
più della Scala,
tu dei compagni
il più alto e luminoso,
quell’istante bocconi
sopra il legno
per un istante spezza
il sortilegio
che il tuo giorno assedia
e ossessiona

ora sei tu
nel palco,
io di sotto,
tra gli altri,
che ti guardo

Febbraio 2019

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davide orecchio
davide orecchio
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: scrivetemi a: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Non sono un editor e svolgo qui un'attività, per così dire, di "volontariato culturale". Provo a leggere tutto il materiale che mi arriva, ma deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I testi che mi piacciono li pubblico, avvisando in anticipo l'autore. Riguardo ai testi che non pubblico: non sono in grado di rispondere per mail, mi dispiace.
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