Un uomo felice

di Hai Zi nella traduzione di Francesco De Luca

Io, e gli altri testimoni

Le stelle e i natii armenti
come splendidi rivoli di acqua bianca
corrono via
cerbiatti corrono via
mentre gli occhi della notte seguono stretti

Sulla radura ariosa scopro la prima pianta
i piedi entrano in terra
non si possono più estrarre
ecco, quei fiori solitari
sono le perdute labbra della primavera

i nostri giorni
lasciano ferite sul volto
perché per noi non c’è altro che possa darci testimonianza

io e il passato
dividiamo una terra nera
io e il futuro
dividiamo un’aria senza suono

Ho intenzione di vendere tutto
qualcuno faccia il prezzo
tranne l’esca e gli strumenti da fuoco
tranne gli occhi
occhi da voi picchiati a sangue

***

A Kafka

i piedi di noce del prigioniero

D’inverno, il prigioniero che accende il fuoco
senza dubbio ha bisogno di calore
caro, com’è caro il fuoco di madre
Quando è schiacciato da decine di pannocchie sulla schiena
a terra, senza dubbio questo è
il campo di un contadino ricco

Quando lui pensa al cielo
senza dubbio il sole lo ustiona per intero
questo sole abbassa il capo, questi ceppi brillano ai piedi
senza dubbio ancora sono i suoi piedi, come noci
sepolte nell’acciaio del villaggio natio
acciaio d’ingegnere.

Dunhuang

Le grotte di Dunhuang sembrano
tanti secchi di legno appesi
sotto il ventre di un cavallo
gocce di latte rintoccano nelle orecchie
come orecchie strappate su di una lontana prateria a un uomo
che arriva in questa grotta remota
sulle sue orecchie strappate
appesi vi sono fiori.

Dunhuang è una foresta
bruciata da mille anni
l’ultima foresta
in una valle sconosciuta
in cui ho scambiato grano e sale
Ho costruito grotte, prima di morire, e dipinto te
ultima immagine di un uomo bello
per uno scoiattolo femmina
per un’ape femmina
per renderle di nuovo gravide in primavera.

***

Un giorno felice

– per gli autunnali alberi di sorbo

Amo il nuovo giorno infinitamente
il sole di oggi i cavalli di oggi gli alberi di sorbo di oggi
mi rendono sano  ricco  pieno di vita

Dall’alba al crepuscolo
un pieno di luce
migliore di tutte le poesie passate
la felicità mi trova
e dice: “guardate, questo poeta
è ancora più felice di me”

Nel mio autunno spaccato
Nell’autunno delle mie ossa spaccate
io ti amo, albero di sorbo!

 

I testi sono tratti da: Hai Zi, Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989. A cura di Francesco De Luca, Del Vecchio Editore 2019

francesca matteoni

Sono nata a Pistoia nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia con persone di ogni età e racconto fiabe in varie occasioni da sempre. Insegno storia della magia e della medicina, religioni comparate e altri corsi presso alcune università americane a Firenze. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Ho curato libri collettivi ispirati al fiabesco e scrivo saggi su riviste cartacee e online, fra cui Nuovi Argomenti e L'Indiscreto. Della mia vita accademica, principalmente all'estero, si trovano articoli e questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). Insieme ad Azzurra D’Agostino ho curato l’antologia Un ponte gettato sul mare. Un’esperienza di poesia nei centri psichiatrici, nata da un lavoro svolto in Sardegna. I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. A lunedì alterni mi si può ascoltare su Fangoradio, con la trasmissione Sàivu. Abito in periferia, vicino a un corso d'acqua, con un gatto. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/ 

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