Il giorno della memoria delle foibe

di Antonio Sparzani
Sulla odierna ricorrenza del giorno che vuol ricordare il dramma delle foibe nel territorio triestino/sloveno, non scrivo nulla ma rimando con piacere a quanto scritto più volte dal grande triestino Claudio Magris, per esempio qui. Buona lettura, grazie.

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1 commento

  1. Le foibe. Amo l’onestà intellettuale.
    In gioventù, mi sono innamorato di una idea e ho creduto d’essere comunista. Ero un cosiddetto estremista, lontano dalle posizioni del PCI. Un gruppettaro, ma sempre un cane sciolto.
    Poi, non potendone più del leaderismo e del verticismo di quelle organizzazioni, mi sono avvicinato al movimento anarchico.
    Altre delusioni.
    Le idee son belle, gli esseri umani sono ipocriti e inaffidabili.
    I comunisti hanno dimostrato di essere anche loro degli assassini e le foibe ne sono la dimostrazione.
    Ho scelto di essere anarchico per un fatto di indole, ma sono radicalmente nonviolento.
    Dopo un post su Facebook, ho perso una ventina di amici. Nessun problema, vado avanti lungo la strada che ho scelto.

    Non mi posso dichiarare contrario alla pena di morte e chiudere tutt’e due gli occhi su quello che sia i fascisti che i comunisti di delittuoso han fatto.
    La guerra e’ la guerra e si combatte in un modo solo. Le guerre, tutte, sono ingiuste perché sono guerre. Basta con la violenza!

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Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, dopo un ottimo liceo classico, una laurea in fisica a Pavia e successivo diploma di perfezionamento in fisica teorica, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Negli ultimi anni il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, raggiunta l’età della pensione, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia (Mimesis 2012). Ha quindi curato il voluminoso carteggio tra Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung (Moretti & Vitali 2016). È anche redattore del blog La poesia e lo spirito. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno.
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