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Inchiesta sul mancare. Alla maniera di Neruda

di Ghazal Mosadeq

traduzione di Andrea Raos

*

¿Dormi bene la notte?

¿Rivivi sempre le stesse situazioni?

¿Chi stai cercando?

¿Di dove sei? Voglio dire, di dov’è il tuo bell’accento?

¿Tuo padre, il padre di tuo padre, di dove sono?

¿Dov’è qui?

¿Credi che i nostri ricordi dolorosi possano svanire? Presto?

¿Hai mai pensato che se il fuoco si spegne lo possiamo riaccendere?

¿Ricordi le conversazioni con tua madre sulla bellezza e sul terrore, sulle ombre senza sostanza, sull’ostilità della vita?

¿Qual è l’ingegnosa ferita che hai sulla punta della lingua?

¿Credi che fossimo meno fragili prima dell’invenzione del silenzio?

¿Credi che sia giunta l’ora di cambiare?

¿Perché?

¿Ti irriti facilmente?

¿Stai pagando per le illusioni perdute tue o altrui?

¿Canti?

¿Credi che la terapia ci possa distrarre dal rispettare pienamente il dolore?

¿Te ne stai a piedi nudi su una superficie di acqua gelata?

¿Hai visto la mia quercia?

¿Hai risolto le tue crisi di fiducia?

¿Ti fanno ancora paura gli scivoli alti? Oppure adesso hai paura solo della morte?

¿Lo sai che siamo quasi arrivati?

¿Hai dimenticato perché ti sei stabilita in questa città?

¿Devi continuare a essere considerata di successo in senso stretto?

¿Qualcuno si è mai innamorato di te tanto da sfiorare la follia?

¿Sei un agente sotto copertura?

¿Non sarebbe divertente?

¿Chi di noi ha lasciato il ventesimo secolo con il cuore più gonfio?

¿Tu? Mi prendi in giro?

¿Hai mai percepito l’esistenza reale di un’altra persona?

¿E tu?

¿Leggi?

¿Hai fotoresistenze nel cuore, negli occhi, tanto più potenti quanto più amore ricevono?

¿Ti mangi le unghie?

¿Sei capace di aspettare?

¿Hai mai chiesto a un amico se i suoi genitori erano profughi? Da un luogo qualunque?

¿Sei a pochi minuti appena da un futuro aperto?

¿Trentasei minuti?

¿Ti mancano i vecchi tempi?

¿Credi che troverò mai l’angolazione da cui vedere le tue mani come esseri paralleli?

¿Vuoi un po’ di carote?

¿Dove fai la spesa?

¿Esiste un registro delle perdite annue?

¿Stai guardando la sottile lama di luce che scivola fino in fondo alla cucina del tuo vicino?

¿Ti va di spingermi con molta delicatezza quell’asta di bandiera nel culo?

¿Sai che fuori dal tempo le cose sono ancora più caotiche?

¿Dietro a quale porta stai?

¿Quando non ridi, di cos’è che non ridi?

¿Hai un animale domestico?

¿Ti capita di avere la mente preda di vertigini?

¿Sei l’antica Grecia rispetto alla Roma imperiale?

¿Te ne vai inutilmente a caccia di vergogna o di gloria tra le pagine della tua storia personale?

¿Il narcisismo ha mai avuto la meglio su di te?

¿Un conoscente non ti ha riconosciuta per strada?

¿E i tuoi parenti cosa pensano di te?

¿Sei tu l’unica colonizzata che non coglie l’estasi dell’autosabotaggio?

¿Cosa ti ci vorrebbe per andare oltre?

¿La donna scomparsa l’hai vista prima o dopo la bruma?

¿È troppo tardi per tornare alle barche?

¿Ti sono state date indicazioni sbagliate più di una volta?

¿Che cosa fai se non ti guardo?

¿Sei il re di dove?

¿Come nascondi la tua ignoranza? Continuando a ripetere la stessa cosa?

¿Sei allergica al polline?

¿La tua autocoscienza nazionale è contagiosa?

¿Sai che la violenza estrema rilassa i nervi?

¿Preghi?

¿Cosa c’è di più casalingo del tuo sguardo filantropico?

¿Se te lo chiedo te ne vai?

¿Senti di avere bisogno di un’identità coerente?

¿Ti manca una madrepatria a cui tu non manchi per niente?

¿Ti senti come se stessi sprofondando in una palude?

¿Hai ferito i sentimenti di un poeta russo morto?

¿Non è stato divertente quando hai detto “ciao, sono io”?

¿Lo sai che non dovresti affezionarti a me se sto morendo?

¿Quand’è che sono state cancellate la nostra storia e la nostra lingua?

¿Cos’è che manca tra noi due?

¿Te la meriti la mia voce?

¿Cosa me ne faccio delle rose per cui ti sei prostituito?

¿Guardi sempre il mondo dalle fessure del tuo nascondiglio?

¿Che c’è di strano nel paragonare i nostri costanti pregiudizi ad azalee?

¿Ti senti sempre bloccata a metà strada?

¿Sei a tuo agio stando alle spalle dei tuoi contemporanei?

¿Ti sei sempre sentito a un passo dall’avere una vita vera?

¿I tuoi vicini conoscono il tuo vero nome?

¿Te ne vai sbattendo la porta se dico ancora una volta “imperialismo culturale”?

¿Rischi che le tue pseudovoci prendano il controllo?

¿Conti su di me?

¿Puoi mettere una piantagione di ciliegi nel tuo cortile?

¿Sai nuotare come un’anguilla?

¿Hai fatto incredibili passi avanti verso un bel niente?

¿Credo che si potrebbe aggiungere qualcosa?

¿È inutile sperare che i nostri sentimenti ci possano indicare una via d’uscita da questo caos?

¿Sarebbe chiedere troppo?

¿Le tue false apparenze ti hanno mai aiutato?

¿Sei mai incappata in conversazioni che valesse la pena origliare?

¿Ti capita mai di suonare come me?

¿E allora di dov’è quell’accento?

¿Cos’hanno in comune le convulsioni orgasmiche del tuo drink con il cosmo?

¿Come sono stati i tuoi ultimi tre secondi?

¿Ti piacciono le lunghe e tortuose ouverture della musica persiana?

¿Qual è l’aggettivo più sciocco con cui hai mai dovuto fare i conti?

¿Cosa stiamo aspettando ancora?

¿Credi che il tuo paese ti ricorderà per sempre?

¿Cosa ti ha fatto pensare che avessi una macchina da cucire?

¿Sei in grado di dirmi che è ora di andare senza guardare l’orologio, solo con gli occhi?

¿Chi va incolpato per il fatto che ci manca tutto?

¿Chi cazzo era Picasso?

¿Hai mai pensato di concederti un tentativo con l’amore eterosessuale?

¿Una volta soltanto?

¿Dovrei dire forza, fatti sotto a quell’anima in eterna sofferenza che so che si farà sotto in ogni caso?

¿Hai visto qualche falco o gufo ultimamente?

¿Dovrei dire guardami, due volte ma molto veloce?

¿La cosa che accosti a un’altra cosa è la vera porta per la tua psiche?

¿Credi di esporre il tuo corpo se te ne stai accanto alla finestra?

¿Qual è l’aspetto del non essere romantico che ti rende più fiero?

¿Quale livello di discorso credi ci distruggerà più in fretta?

¿Hai appena chiamato il mio smoking “giacca spiegazzata”?

¿Questa cultura alternativa ci rimodella a sua volta?

¿Le tue deviazioni come hanno influito sulla strada?

¿Quando parlano i tuoi amici senti la voce di Aristotele?

¿Quando ti tocco la pelle del collo è un diagramma o una mappa tra la pelle e la carne?

¿Trovi un po’ piatto spiegare il caos?

¿Ti ha mai contattata un amante di eoni fa per tossire nervosamente e dire ciao?

¿Criticare il capitalismo con tutte le nostre forze può evitarci di essere presi per poeti?

¿Se mai dovessimo importare a qualcuno chi decifrerà i nostri messaggi confusi?

¿Hai capito?

¿E quindi?

¿Ti ho detto che ho letto le tue lettere dalla prigione?

¿Hai notato che possiamo riassumere tutto quello che ci capita con delle storielle zen?

¿Quando ti rivedrà quella casa in campagna?

¿Esistono ancora le rose rosa e color crema?

¿Trovi ancora triste la parola “marciapiede”?

¿E su quello cosa proietti?

¿Quel velo opaco che doveva attutire la nostra lucidità ci sta trasformando in bruchi?

¿Sei in ben altra forma adesso?

¿E adesso?

¿Da quando?

¿Chi di noi è il più radicale?

¿E le rondini?

¿Che cosa avevamo per completare il nostro silenzio? E perché l’abbiamo rifiutato?

¿Chi dice che ormai non sia diventato te?

¿È qui che si deve svoltare?

¿Cosa provi quando ti confondi con l’ambiente?

¿Quello sguardo non è stato altro che ricapitolare tutto ciò che è mai esistito?

¿Il tuo spacciatore sa che sei qui con me?

¿Che ne facciamo di quell’impulso?

¿Ci sono le istruzioni?

¿Dovrebbero esserci più riferimenti alla letteratura persiana?

¿Come dovrebbe essere il primo verso di un’elegia dedicata a un’anatra ricoperta di petrolio?

¿È più probabile che arrivi la speranza o l’inverno?

¿Su base quotidiana cosa ci fanno le aspettative?

¿Le cose nascoste possono ripetersi nelle oscure forme dell’ossessione?

¿Onori i ricordi che dovresti aver avuto?

¿Hai detto che le strutture sono messe in fila per creare circoli viziosi alle illusioni?

¿Possiamo renderli reali con gli acquarelli?

¿Come posso capire se siamo in silenziosa armonia o se invece le nostre onde sonore sono diventate troppo flebili per vibrare nell’aria?

¿E se le nostre parole si fossero congelate in materia solida?

¿Mi senti?

¿Il considerare gli altri con sufficienza ci sta venendo a rompere il cazzo?

¿Ci guadagniamo in saggezza proprio adesso che stiamo per affondare?

¿Il merluzzo morto che ho premuto contro le labbra è la fine di tutto?

¿Possiamo sovvertire il potere di “tutto” aggiungendo “cazzo”?

¿Un albero alto si è mai piegato a salutarti?

¿Che fine ha fatto la calma delle serate estive? L’emisfero sud?

¿Ti senti in gola le stelle morte?

¿Quando il genocidio ebbe inizio, qual era la battuta di apertura?

¿Quei moti circolari dentro di noi erano le stagioni del non amare/amare troppo?

¿L’estasi è iniziata proprio adesso che i negoziati sono conclusi?

¿Riesci a sopportare questo peso? Quando le presupposizioni perseguitano i passanti? E quando noi non c’entriamo? Riesci a sopportare questo peso?

¿Mi dici qualcosa delle tue ascendenze aristocratiche?

¿Hai mai sviluppato foto con lo sciroppo per la tosse?

¿Ti capita mai di vederti come uno straniero contro muri grigi senza appigli e niente in tasca tranne un telefono prepagato?

¿Dobbiamo andarcene prima che le muffe penetrino le nostre radici?

¿Le frontiere sono tutte negate dai limiti della tua stanza da letto?

¿Quarant’anni dopo la fuga e alla fine i paparazzi ci hanno beccati a fare cosa?

¿Ne valeva la pena?

¿Il tuo nome è quello di una forma poetica?

¿Che ci fanno i tuoi occhiali sul mio zerbino?

¿Cosa resta da fare per le nostre questioni vitali?

¿Eri tu in tv l’altro giorno? Che camminavi dai gradini della stazione verso oceani e campi aperti?

¿Cos’è successo ai ciottoli che ti si accumulavano attorno alle dita dei piedi?

¿Lascerai messaggi sulla mia segreteria telefonica?

¿Stai prendendo in considerazione di darmi addosso?

¿Posso dire che questo è tutto?

¿Hai letto dei miei fallimenti?

¿Ne hai almeno sentito parlare?

¿Ti rivedrò?

 

*

 

Ghazal Mosadeq è poetessa e traduttrice di stanza a Londra. È la fondatrice di Pamenar Press, casa editrice indipendente transculturale e multilingue basata in Inghilterra, Canada e Iran. Ha pubblicato tre libri di poesia: Dar Jame Ma (2010), Biographies (2015) e Supernatural Remedies for Fatal Seasickness (2018).

 

*

 

Lo stesso testo è disponibile anche come ebook di GAMMM, in formato PDF e con testo a fronte.

Un grazie particolare a Michele Zaffarano per la revisione della traduzione e per la creazione dell’ebook. [a.r.]

 

*

 

Immagine: Cy Twombly, “Orpheus”, 1979, tratta da qui.

 

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andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.