Articolo precedente
Articolo successivo

Mattia Tarantino: dalla crepa tra le leggi

 

 

Ospito qui alcune poesie tratte da L’età dell’uva di Mattia Tarantino (Giulio Perrone Editore), insieme a un frammento dall’introduzione che ho curato per il libro.

 

***

 

La tua lingua è un palindromo interrotto

a metà dell’alfabeto e mai risolto.

 

***

 

In ogni osso cresce

un tuo osso; in ogni

vena si aggroviglia

il tuo sangue con il mio:

 

a sangue unito siamo casa e profezia.

 

***

 

Provengo dalla crepa tra le leggi,

dove i nomi usurano la voce, e la fortuna

è l’unico salario. Provengo

dal latte delle spine rovesciate:

nient’altro so del mondo e delle cose.

 

***

 

[…] La poesia è questo: cordoglio e dirottamento, senza coincidenza, senza precisa distanza. Cavità, carie, convulsione, e anche rimedio, pianta medicinale, veleno purificato, buona vendemmia; tuorlo nella chiara dell’uovo; fossa delle più istantanee contraddizioni. Quando funziona, funziona come capovolgimento di ordini e gerarchie fra terra e cielo. È l’imperatore Leone che, arrampicatosi sulla colonna, si prostra davanti a Daniele lo Stilita. È la lattaia regina che, in pariglia, porta in dono a chi la canzona una ricotta d’argento, conservata dentro un paniere d’oro.

 

Giorgiomaria Cornelio

 

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

CJ Leede: «questa è la mia storia, e voi non potete controllarla»

di Giorgiomaria Cornelio
Nel segno di Hermes e da un'idea di Tiziano Cancelli nasce Mercurio, casa editrice fondata insieme a Matteo Trevisani, Antonio Sunseri, Leonardo Ducros, Simone Caltabellota e Francesco Pedicini.

Carmelo Bene:«“togliere” Leopardi dalla sua poesia.»

di Andrea Balietti
12 Settembre 1987: Invitato dal comune di Recanati a recitare i Canti di Giacomo Leopardi in piena piazza, Carmelo Bene accetta di buon grado tuttavia col “rifiuto del portar la voce”, declinando cioè la recita, il recital, l’asciutta parte di “cantor vago”, con la premessa di dare corpo piuttosto che voce e vocalizzo ai versi del poeta.

Massimo Palma: «c’è un figlio di figli / di figli di schiavi»

  La conta di Massima Palma è il nuovo titolo dei Cervi Volanti, la collana di scritture poetiche che curo insieme a Giuditta Chiaraluce all’interno...

Madre di chi si gratta la crosta

  versi per Giovanna Marini, per chi ancora gratta sulla crosta delle cose, e continua a cantarla   Nella veglia, le Badesse...

Grido, non serenata. Poesie di lotta e di resistenza

Insistendo sull'urgenza di questo 25 aprile, ospito qui alcune poesie (Ángel González, Fayad Jamís,Bertolt Brecht), di lotta e di...

Peter Sloterdijk: Regole per il parco umano

  È in uscita per Tlon Edizioni Non siamo ancora stati salvati. Saggi dopo Heidegger di Peter Sloterdijk. Clonazione, scoperte geografiche...
Giorgiomaria Cornelio
Giorgiomaria Cornelio
Giorgiomaria Cornelio è nato a Macerata nel 1997. E’ poeta, regista, curatore del progetto “Edizioni volatili” e redattore di “Nazione indiana”. Ha co-diretto insieme a Lucamatteo Rossi la “Trilogia dei viandanti” (2016-2020), presentata in numerosi festival cinematografici e spazi espositivi. Suoi interventi sono apparsi su «L’indiscreto», «Doppiozero», «Antinomie», «Il Tascabile Treccani» e altri. Ha pubblicato "La consegna delle braci" (Luca Sossella editore, Premio Fondazione Primoli, Premio Bologna in Lettere) e "La specie storta" (Tlon edizioni, Premio Montano, Premio Gozzano Under 30). Ha preso parte al progetto “Civitonia” (NERO Editions). Per Argolibri, ha curato "La radice dell'inchiostro. Dialoghi sulla poesia". La traduzione di Moira Egan di alcune sue poesie scelte ha vinto la RaizissDe Palchi Fellowship della Academy of American Poets. È il direttore artistico della festa “I fumi della fornace”. È laureato al Trinity College di Dublino.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: