ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA Con Alika muore l’umanità

dalla newsletter dell’⇨ ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA
 
di Maurizio Verona
 
Presidente del Parco Nazionale della Pace
Sindaco di Stazzema
 
Nelle ultime ore è morto un uomo, è stato ucciso un uomo, un marito, un padre.
Aveva 39 anni ed era nigeriano.
Ucciso dall’indifferenza di chi ha pensato di filmare invece di intervenire, di chi minimizza perchè era solo un immigrato.
Io voglio ricordarlo con il suo nome Alika Ogorchukwu assieme a lui a morire è stata la civiltà, è stata l’umanità, si sta uccidendo la convivenza, l’uguaglianza .
Ogni anno che passa torniamo indietro, si distrugge quello che abbiamo costruito.
Pensate alla parola ACCOGLIENZA, oggi è percepita in maniera negativa, accogliere una persona in difficoltà oggi non è visto come un gesto umano positivo, i leader politici oggi fanno campagna elettorale sul RIFIUTO.
Viene da pensare a quei luoghi che nel mezzo della guerra seppero accogliere, proteggere, dividere il pochissimo che c’era facendo poche domande.
Oggi parlano di orribile omicidio, di indifferenza agghiacciante, ma sono le stesse testate televisive che poi invitano i leader che armano questi criminali.
Abbiamo la possibilità di peggiorare, siamo sulla strada giusta per andare incontro alla tragedia della umanità.

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

articoli correlati

BRUNO MUNARI Misuratore automatico del tempo di cottura per uova sode

di Bruno Munari
Prendete un esperto giocatore di lippa e fategli calare lentamente l’uovo rosso (1) nella pentola (2) piena di acqua bollente. Voi intanto vi sarete alzati di buon mattino (grazie alla macchina per addomesticare le sveglie)...

cinéDIMANCHE #22 GEORGES PEREC Les lieux d’une fugue [1978]

di Georges Perec
"Era l’11 maggio 1947. Aveva 11 anni e 2 mesi. Era appena scappato di casa da Rue de l’Assomption numero 18, 16° arrondissement, indossava una giacca di panno grigia a tre bottoni, un paio di pantaloni corti blu ... "

cinéDIMANCHE #17 GEORGES PEREC & BERNARD QUEYSANNE Un Homme qui dort [1974]

di Orsola Puecher
"...non un qualsiasi film tratto da un qualsiasi racconto, ma “questo” racconto in vaga forma di labirinto, che ripete di continuo le stesse parole, gli stessi gesti, ripercorre sempre gli stessi itinerari."

da “L’avversario” di GIOVANNI TUZET

di Giovanni Tuzet
Cercavo tre cose distinte: dei libri
che parlassero di te in una lingua spenta;
una chiesa dove al buio
posare e sentire la luce;

LINA MEIFFRET partigiana e letterata, amica del giovane Calvino.

di Daniela Cassini e Sarah Clarke
Tra le tante storie incontrate, in un campo largo che ha unito intenti e percorsi diversi, abbiamo voluto approfondire con curiosità e passione la storia di una figura rimasta ai margini...

PIER PAOLO PASOLINI 3. Il tempo della caduta. L’omologazione antropologica degli italiani

di Luca Vidotto
Pasolini si trova costretto in un’isola solitaria in mezzo al mare della modernità, è il poeta imprigionato in un mondo in cui tutto funziona con una precisione meccanica e l’uomo stesso è diventato un’“arancia ad orologeria”.
orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: