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Gauze

di Hazem Harb (dalla raccolta Gauze, garza su cartoncino)
e Stefania Zampiga (testi)

 

 

di ordito
adiacenti
sottili fili
ordito sottile
ordito di
adiacenti fili
sottili trame
adiacenti lunghe
fra due
lunghe trame
lunghi fili
trame in
altra orditi
sottili sgrana
altra fili
trame larga
sgranata altra
larga sgranando
ovunque aperture
adiacenti avanza
un rado
tessuto
rarefa

 

garza¹ /’gardza/ s. f. [prob. dal fr. Gaze. Il francese Gaze vuolsi detto dalla città di Gaza in Palestina, dalla quale una volta quella stoffa proveniva, dove si fabbricava e da cui si esportava un tempo questo tessuto]

 

 

 

 

 

 

(garza) 2. (med.) [prodotto sanitario in cotone usato per fasciare ferite, medicazioni chirurgiche] ≈ benda, fascia.

 

sulla pelle non impatta
pelle nulla impatta
impatta nulla pelle
gossypium scardassato
si posa gossypium
tampona
come maglia
le strisce lascia
imbeversi

 

 

 

 

 

non, ora

mille. mille, mille. mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille. mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille, mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille mille
millemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemillemille

…

seamlessly schermi senz’ occhi rotolamenti live scivolano.
vista d’occhio IA mira

attriti, senza attrito

 

 

(racconto filato
la punta di un ago non guarda)

 

 

 

 

 

 

recedono, cedono, degradano, gocciolano, evaporano, disidratano, coagulano, acidificano

 

 

 

 

 

organico-inorganici
fra cellule connettivali
inorganico-organiche
residuano biancastri
carbonati ossigeno
cellule fra connettivali
carbonati calcio
calcio fosfati forme
forme calcio fosfati
in venire o andare
fosfati calcio forme
venire figure
ossigeno andare
andare figure venire
forme connettivali
cellule mappe
su più scale

 

 

 

 

 

__________________________

Hazem Harb è un artista di rilievo internazionale originario di Gaza e residente a Dubai. Nella sua traiettoria artistica di diversi decenni preserva un dialogo costante con il luogo d’origine. Negli spostamenti dapprima da Gaza a Roma dove ha conseguito un master presso l’Istituto Europeo di Design e quindi negli Emirati Arabi Uniti, Harb ha imparato a muoversi nella vita come un essere liminale. Nella consapevolezza che il luogo di origine non potrà mai essere solo una ‘terra’, l’artista impiega un repertorio in continua evoluzione di tecniche artistiche per negoziare uno spazio che è stato ritagliato e ridisegnato molte volte. La sua arte è profondamente radicata nel senso di un luogo, alimentata da intuizioni personali e coinvolta in conversazioni non facilmente separabili dall’arena globale.

Stefania Zampiga nasce a Cesena, vive, scrive e traduce a Prato. Il suo libro d’esordio è feelers (Animamundi, marzo 2024, finalista Premio Montano 2025), a cui fa seguito Rangifera (Manufatti Poetici 2024). Con la silloge breve Biocentrica (premio Arcipelagoitaca 2023) è presente nell’Ottavo repertorio di poesia italiana contemporanea (Arcipelagoitaca, 2024). Suoi testi, traduzioni, recensioni sono in rete su blog italiani e inglesi. Traduce dall’inglese. Ha scritto per il teatro danza ed è appassionata di linguaggi performativi di ricerca.

 

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, ed è ricercatrice di letteratura anglo-americana all'Università di Padova. In poesia ha pubblicato le raccolte Sulle mura del sole (Marcos y Marcos, 2026), La cerimonia (Collana Isola, 2025), Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Ha tradotto poeti e poetesse statunitensi, tra cui Emily Dickinson, Lorine Niedecker, Robert Lax, Rachel Blau DuPlessis, Louis Zukofsky; nel 2015 ha ricevuto il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni.
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