Renata Prunas e lui (e lei)

LUI
di
Tiziana Gazzini
Erano i primi anni Ottanta quando un’amica giornalista la invitò a partecipare a un laboratorio di scrittura femminile intitolato Esercizi di pornografia. Lei, matura signora pudica e artista visiva che non si era mai sottratta alle sperimentazioni più spericolate, pensò – che sarà mai! – e accettò subito con curiosità e leggerezza. Non aveva mai avuto paura dello scandalo.
La richiesta le era arrivata perché nelle sue opere visive era presente un inquietante erotismo e tra i suoi talenti c’era anche la scrittura.
Presto, però, si rese conto che questa volta non avrebbe potuto usare il linguaggio realistico delle opere materiche di arte visiva uscite dalle sue mani in più di vent’anni. Non poteva essere diretta, nemmeno in quel modo unico che l’aveva distinta per i suoi giochi acrobatici con sugheri e collant. L’educazione e il pudore lo impedivano perchè le parole, sì, le parole, sono un’altra cosa.
Dubbiosa su come superare l’impasse, era china sul foglio bianco, quando un pensiero, lieve come un sussurro di fate, arrivò: “continua a giocare!”.
E cominciò.
“C’era una volta un Mondo, un Mondo di Fate, un Mondo Fatato.” Erano le prime parole di Fiabesca, una favola dove si narra di tre Castelli Incantati, di una Principessa prigioniera, di Principi impotenti e di Umani fatati. Giocando scrisse una favola per adulti. Solo che, parola dopo parola, sussurro di fate dopo sussurro di fate, la favola prese una strada più pericolosa del previsto. Non solo un sesso fatato, inibito, cancellato, praticato, ma anche indicibili crudeltà rese soavi dalle parole giocose dell’autrice.
Mentre scriveva, d’improvviso, le mille e mille fate di Fiabesca si misero a parlare in coro in una forma poetica a lei congeniale: la filastrocca. Lei le ascoltò e di filastrocche ne scrisse quattordici, disseminate nei punti cruciali della sua favola per adulti.
L’artista visiva interveniva nel racconto con i blu e i rossi, i gialli e i verdi e una gamma cromatica del tutto immaginata che richiedeva nuove parole. A ogni riga, a ogni immagine del gioco fiabesco, a volte perverso, i colori diventavano protagonisti.
Allo scoccare della quarantesima pagina, l’artista visiva lasciò cadere la penna. Aveva finito l’esercizio e non era andata fuori tema. Fiabesca, favola per adulti, era un porno-soft di genere fantasy.
Ma non le bastava. Il suo gioco preferito era un altro. Così andò a prendere un collant e un telaio rettangolare, strumenti di lavoro per lei abituali in quegli anni, e disse al collant – E adesso cosa sai fare per diventare pornografico?

Attraverso le mani dell’artista visiva che si muovevano con gesti automatici, il collant color carne e il telaio dettero vita a un sesso maschile realistico, molto realistico. Nacque così LUI (1983), un’opera tridimensionale e cinetica, realistica anche per la consistenza data dal collant. Bastava ruotarla e il membro passava alla posizione attiva.
L’esercizio di pornografia, adesso era davvero completo.
Un paio d’anni prima, nelle mani dell’artista visiva, materica e realista, un altro collant color carne e una tela bianca avevano dato vita a LEI (1981), un sesso femminile in primo piano velato dal collant, un sesso vissuto, sporcato e imperfetto dal rovente erotismo, molto lontano dall’idea “platonica” che abita l’immaginario maschile per il quale Gustave Courbet dipinse L’origine du monde (1866) .
Dai tempi di Courbet la rappresentazione del sesso femminile non desta più scandalo. Rientra nell’erotismo accettato dalla società e dalla censura. La rappresentazione del sesso maschile in primissimo piano e in erezione è invece considerata pornografia, al di là delle intenzioni degli autori. L’opera LUI di Renata Prunas, l’artista visiva spregiudicata, è intenzionalmente pornografica e prudentemente mai esposta, fino ad oggi.
Il MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma, nell’ambito della mostra RENATA PRUNAS. MATERIA RISORTA, ampia retrospettiva dell’artista a cura di Alice Guzzetti aperta fino al 5 novembre, oggi pomeriggio ospiterà la prima lettura pubblica delle filastrocche di Fiabesca con la voce dell’attrice Emma Marconcini.
Per l’occasione, faranno una fugace apparizione le opere LUI, LEI e Rossilda (Dama in rosso), dedicata alla protagonista femminile di Fiabesca, favola per adulti ancora inedita.
