Un utile Decalogo per la Scuola del Pluralismo e della Libertà

Di Gian Nicola Belgire

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, dopo aver risolto l’annosa piaga dei telefoni cellulari a scuola (cancellando con un tratto di penna anni di Transizione Digitale portata avanti urlando lo slogan “BYOD – Bring your own device”), dopo aver ridato dignità all’esame finale della scuola superiore tornando all’austero nome “Esame di Maturità” e mandando in pensione l’anodino e burocratico “Esame di Stato”, e dopo aver sposato con sincero entusiasmo il rilancio dello studio degli abiti tradizionali, vero fulcro della nostra Identità Nazionale, ha finalmente risolto anche un altro problema cruciale della scuola: quello del suo essere diventata ricettacolo di eventi faziosi e di parte che nulla hanno a che fare con il ruolo costituzionalmente affidato alla scuola pubblica in Italia. Non v’e, in effetti, chi non veda come la scuola sia ormai da tempo piena di improvvisati e sedicenti esperti di qualsiasi argomento, convocati da sediziosi collegi docenti solo per fare becera propaganda contro l’illuminata cultura promossa dal Governo in carica.

Ecco allora, come rinfrescante toccasana, giungere la nota 5836 del 7 novembre 2025 che invita gli istituti a garantire nei loro eventi la presenza di «ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza», per permettere agli studenti di sviluppare una propria «autonomia e opinione non condizionata» attraverso il «libero confronto di posizioni diverse»; perché bisogna educare gli studenti a «cogliere la complessità della realtà che li circonda» e a fuggire «dalla logica della mera contrapposizione».

I Dirigenti Scolastici e gli insegnanti di tutta Italia, ben consci del problema e ben consapevoli di non essere stati finora capaci di organizzare eventi con ospiti autorevoli rappresentanti di punti di vista alternativi e posizioni culturali diverse, e altrettanto mestamente consapevoli di essere stati, finora, inabili ad aiutare gli studenti a sviluppare la propria autonomia e la propria opinione non condizionata, per non parlare della loro atavica incapacità di educare le nuove generazioni alla complessità che li circonda, accolgono con sincera gratitudine le indicazioni del Ministro e non vedono l’ora di farle diventare concreta prassi didattica in ogni Istituto del Paese.

A tale sincero entusiasmo, figlio della gratitudine, corrisponde però un senso di spaesamento e di inadeguatezza: “Se non siamo stati capaci finora di garantire pluralismo e autorevolezza, come potremo farlo da domani? – ci si chiede nelle aule insegnanti – Le nostre umili forze saranno da tanto?”.

Ecco allora che viene in soccorso la pubblicazione di un documento, che possiamo qui mostrare in anteprima, recante “Linee attuative e esemplificazioni pratiche per la realizzazione di una effettiva par condicio nei dibattiti scolastici”, che saranno a giorni distribuite a tutte le scuole e che, organizzate come sono in un semplice elenco numerato, potranno fungere da agile vademecum per tutti gli operatori del settore:

  1. Nel caso venga invitato un rappresentante delle forze dell’ordine all’interno di un progetto prevenzione della microcriminalità, ci si premuri di verificare che fra gli studenti ve ne siano almeno due dediti al furto e/o allo spaccio, in caso contrario invitare un esperto del settore (sottoscrivere regolare contratto o, in alternativa, lasciare libertà d’azione professionale durante i tempi morti dell’assemblea);
  2. In caso di corsi sulla prevenzione del sessismo e della violenza di genere, invitare almeno uno stupratore (verificare preventivamente che non sia pentito);
  3. Nel caso vengano invitati operatori di enti del terzo settore impegnati in operazioni umanitarie in contesti bellici, chiamare come contraddittorio un cecchino con almeno tre anni di servizio operativo sul campo (nel caso l’ente sia Emergency o Medici Senza Frontiere, i cecchini devono essere almeno due);
  4. In occasione del Giorno della Memoria, è proibita qualsiasi iniziativa che non preveda la partecipazione di almeno un negazionista della Shoah;
  5. I corsi sulla sicurezza siano bilanciati da un adeguato numero di eventi promozionali del parkour, del lancio con tute alari o di altri sport estremi e pericolosi (meglio se illegali);
  6. La lettura dei Promessi Sposi sia bilanciata da un congruo numero di pagine tratte da un romanzo a scelta del Marchese De Sade;
  7. In occasione del 25 aprile si proporrà agli studenti la libera scelta se denominare la giornata Festa della Liberazione o Giornata della Vergogna e del Lutto Nazionale – i contenuti saranno scelti di conseguenza;
  8. Tutte le attività didattiche relative a tematiche ambientali dovranno obbligatoriamente prevede la partecipazione, con diritto di parola, di un rappresentante di una multinazionale attiva nel mercato delle fonti non rinnovabili;
  9. L’introduzione allo studio del metodo scientifico avverrà obbligatoriamente con il contributo di un terrapiattista o, in caso di indisponibilità di esso, di almeno due no-vax.
  10. Da questo momento in poi è fatto obbligo di accompagnare la lettura di qualsivoglia circolare ministeriale con la contestuale lettura ad alta voce di una pagina a scelta dell’opera di Franz Kafka.

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renata morresi
renata morresi
Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
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