Da “Quadranti”
di Daniele Poletti
[Nel 2024, per le edizioni Anterem, è uscito I Taglienti. Trusioni e sfalci dall’Ordet di Daniele Poletti, con un saggio introduttivo di Luigi Severi. Ne presentiamo qui uno stralcio dalla sezione Quadranti. More geometrico potenziale. Non guardano nessuno non si aprono su nulla. Il libro di Poletti è un’opera mondo, o un’opera anamnesi del mondo, dove quel che è stato dimenticato risiede innanzitutto nella ricchezza stratificata di una lingua, che le istituzioni e i poteri hanno nel corso del tempo ogni volta semplificato, amputato, ridotto. Non è quindi un libro che si presta a “entrate” rapide, come quelle che un prelievo in rete consente. Ma è un libro che esiste, e di cui se non altro mostriamo qui qualche sporgenza, nella speranza che il lettore, ancora in cerca dell’opera, sia messo su questa pista importante. a. i.]
* Non guardano nessuno non si aprono su nulla cartigliature biglietto da visita (lucido o semimat superiore) della classe o del gruppo dominato. Aperto muto come quaderno potenza liscia e senza difetti intonata in scale sorde di pariola l’azione della ragione di credere a capriccio del restare un filato speciale per pelletteria sintetico che resista alle trazioni e al tarmario. I sintomi sono una mossa ritardata offesa dell’acciaio sulla seta masse di ife filamenti ramificazioni di strutture rimosse grattate via un antimicotico l’antimuffa steso bene sana e perverte la proprieta della pietra che gemma per contusione. * Imbottita di sale e pregiudizio qualsiasi parte di essa o l’intero puo servire allo stesso modo come funzione dell’assoggettato medesima disciplina che di necessita s’accoppia a sufficienza. Piu liscio possibile senza pecche introiezioni follicolari turacciolate da stoppiature una carta vetra fina polvere di levigo in olocausto all’onnipresenza del discorso in questo senso quasi nudo ma senza esserlo alimentando il plusvalore imperativo dell’anonimo: potrete mangiare questo e questo il resto in abominio; per questo e questo diventerete immondi per ogni unghia tagliata, ma non divisa da fessura, procede il blablio in rumine. * Gli amputarono i pollici e gli alluci facevano cio che e male agli occhi una brancata di polvere nasconde l’equilibrio perseguito per anni anche la polvere e sacra quella sotto la piu vecchia nel giorno di tonsura degli arti si perdono un po’ di diottrie. Coscia su femore femore contro tibia la buona incudine non teme martello e fatto buon nome diranno che e sudore la piscia fatta a letto troppa umilta e assai comune siede in groppa la mano di Django Reinhart il vero punge la bugia s’azzoppa ma solo per la porta stretta non a misura d’uomo; sotto consiglio non richiesto mi inducono a cambiare posto alle cose i due muri vecchio e nuovo sono mal comune mentre le mosche ci divorano. * Corretto e participio di clavo confidente del potere deprivativo in direzione illusoria della stabilita. Confidato per reggenza e cio che emenda e diviene emendato usando il medesimo metodo per cavarlo fuori quello che comunemente chiamiamo setaccio. C’e possibilita di spiegare questi fatti pronunciando alcune parole, sembra non ne rimanga nessuna. Piantare un chiodo o piantarne molti cambia la tecnica l’attrezzo il progetto. Nella disamina dello spazio il colpo sospende il giudizio a ciascuno secondo il merito, il cane scodinzola ai padroni e si avventa sugli estranei su chi gli vuol male per giustizia, nel rimescolo delle minestre il mestolo si consuma nel legno ficcato dal chiodo la fibra rimane ritrae per accogliere la chiave verbigiativa. * Salire alberi significa onore vederne secchi inganno bere aceto significa infermita fuoco ardente mutamento discredito che nel sonno fa buon tempo lavarsi la testa per essere libero dai pericoli s’accresce l’inequita mangiare il formaggio significa danno feccia di vino fetore e fonte chiara tutto e ripartito secondo osservazione necessita di distinguere il solido dal vero il liquido dal falso l’ossigeno dal prossimo, conservazione delle tangenze per un’ipotesi sugli incidenti. * Angustia di scale soverchie sottoscala premono sopra discesa in ciechi indietro il percorso e arcuato l’architettura minoica ordini di ringhiere parapetti in passicoli non d’uso comune verso imbotte senza uscita appercezione dell’inganno per retrogrado ripetuto. Il punto di partenza e sempre l’ampia sala d’aspetto bianca dove gli occhi diventano appiccicosi e la cura protezione. Frequenza guasta camminare all’indietro altri corridoi altre pendici cubiculari svuotatoi potenziali evocati attese a tempo regolato ordini di ciechi indicazioni di uscita entrata nella bianca. * A serramanico sempre vicino con la fertilita della terra Tello il primo principio da cui procedono tutte l’annuncio il discorso l’augurio, ricerca per il terzo cielo con non meno di ventidue dita. In sorsi tagli di cordame tagli trecciature tagli enunciati in converso colloquialmente produciamo incertezza e sopraffazione di verita. La neve e bianca chi non entra passando la porta avere diritto all’albero eppure il solco apre un fondale quattro pendici due cime sbriciolature canali frastagli. * Diventato insufficiente il foraggio l’acqua prolifera disciolti smotta terra in muta a base tempo paesaggistica margini assottigliati dubiti previsionali assoggettati al frammento, gli incrementi di senso non transitano statuiscono il limite. Nel definitivo il forame e impervio tentativo di rappresentazione approssimata, mezzo di rappresentazione ridotto a soggiacenza se pervio il confine diventa contiguo il frammento passa nell’elemento l’elemento nella forma la deriva del suolo che accoglie sposta le figure nell’emorragia della pietra. * Come suo inesausto presupposto nel suo riferimento innanzi tutto al problema ancor prima riguarda ancor prima non si fa esperienza tale e in realta cio che puo sembrare in quanto accusato di non essere stato infatti la quotidiana esperienza della notte del giorno dall’infanzia della sofferenza del gaudente innanzi tutto nel suo neutro di anonima gocciatura quando poi ogni cosa nebbiata inghiottita dal passo riferisce di qualcosa in sanie d’anemone che spira. * Non piu di tre mesi perso l’uso della mano non riconosco trasferire camminavano nell’eco del corridoio o il significato dei passi che calcano la superficie. Il puro dimostrativo la pura descrizione identificano uno stato di fiato un peso sull’orma. Esattamente che corrisponde al vero che cosa, questo, rispondere a questa domanda, qui, dove il segno produce e deruba un po’ la storia del fiore che non va in frutto. La descrizione suppone che uno e uno soltanto mi abbia derubato, ma potrei non essere in grado di identificarne, i passi erano molteplici sovradimensionali artifici del luogo proiezioni di un ritorno, quale, il benedicente esige dal parlante una risposta non ambigua, un’espressione necessaria costituita pienamente definita dall’artrosi. * Ha parti taglienti per un utilizzo futuro conserva questo rischio, e pur sempre un lamento si lamenta di qualcosa che c’e o non c’e anche con fare distaccato in forma di racconto parabola nella storia o fuori da essa oscuramente con parole infantili conserva l’indirizzo ossi di seppia quattro uno macchiato alla cuspide, ho cucinato carne malata i cibi ci entrano dentro attraverso fenditure monofore finestre lucernari portali androni vie la filtrazione non dipende dalla terra che gira sulla posizione del costrutto nella buona creanza del giorno.
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