I poeti appartati: Lorenzo Foltran

Tre poesie
di
Lorenzo Foltran
L’eterno non contempla l’esistenza
di passato, presente e di futuro.
I secondi, i minuti, i giorni e gli anni
sono fissi, non passano perché
sincroni, non iniziano e finiscono.
Insieme, gli anni sono un giorno solo
e il nostro giorno è il giorno che viviamo.
È oggi che non diventa mai domani
e che mai ha conosciuto l’essere ieri.
Noi siamo prima di ogni tempo e il tempo,
senza tempo, non scorre né si perde.
Che tutto questo possa continuare
e che mai possa dire: «Sono stati».
L’eternità sia il nostro oggi per sempre.
*
lo non voglio programmi, calendari,
giorni segnati in rosso sulle agende
per scongiurare l’horror vacui dentro
l’ordine numerato dei riquadri.
Voglio tornare dove sono stato
e vivere il vissuto.
Imprigionare il tempo carceriere
con le sue stesse chiavi.
Costringere al silenzio
il tintinnio costante dei suoi passi.
Fuggire dalla ronda sempiterna.
*
Conoscendo, imparando con il tempo,
il saggio lascia che la barba cresca
per celare alla vista la vergogna.
Una smorfia deturpa il volto umano
di chi ha compreso cosa voglia dire
essere uomo e ne ha colto il controsenso
