Articolo precedente
Articolo successivo

Le lezioni americane di Borges (audio)

di Davide Orecchio
Nel 1967-68 Jorge Louis Borges tenne un ciclo di sei lezioni sulla letteratura all’Università di Harvard. Siamo nell’ambito delle Norton Lectures, che hanno ospitato dal 1925 a oggi letture prestigiose (le Lezioni americane di Italo Calvino nascono lì). Quanto espose lo scrittore argentino (quasi del tutto cieco, senza ricorrere a note scritte) è diventato anche un libro, pubblicato in Italia da Mondadori (L’invenzione della poesia).

Ora, grazie a UbuWeb (e via OpenCulture, e via The Funambulist) gli audio originali di quelle lezioni riemergono dagli archivi di Harvard (probabilmente dalla versione audio del libro, pubblicata nel 2000). La voce stessa, cadenzata e risonante nell’eco della sala, di Jorge Louis Borges.

Ecco i nove link ad altrettanti file audio:

“Sono prossimo ai settant’anni, ho dedicato la maggior parte della mia vita alla letteratura e posso offrirvi solo dubbi.”

da UbuWeb:

Probably the best-read citizen of the globe in his day, he draws on a wealth of examples from literature in modern and medieval English, Spanish, French, Italian, German, Greek, Latin, Arabic, Hebrew, and Chinese, speaking with characteristic eloquence on Plato, the Norse kenningar, Byron, Poe, Chesterton, Joyce, and Frost, as well as on translations of Homer, the Bible, and the Rubaiyat of Omar Khayyam. Though his avowed topic is poetry, Borges explores subjects ranging from prose forms (especially the novel), literary history, and translation theory, to philosophical aspects of literature in particular and communication in general. Throughout, Borges tells the very personal story of his lifelong love affair with the English language and its literature, ancient and modern. In each lecture, he gives us marvelous insights into his literary sensibility, tastes, preoccupations, and beliefs.

Whether discussing metaphor, epic poetry, the origins of verse, poetic meaning, or his own “poetic creed,” Borges gives a performance as entertaining as it is intellectually engaging. A lesson in the love of literature and language, this is a sustained personal encounter with a literary voice for whom the twentieth century will be long remembered.

6 Commenti

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Il Museo

di Silvano Panella
Il cielo nuvoloso e opaco attutisce i nostri passi, le nostre parole, cela i dettagli, le distrazioni, protegge le case del borgo medievale dall'eccesso di visibilità

Il sistema. Per Willard Van Orman Quine (2000 ✝ – ?)

di Fausto Paolo Filograna
Da quando mi hanno incaricato di scrivere la necrografia di Quine, non penso che a lui. Se qualcuno mi chiedesse il motivo, non lo so dire precisamente, ma ha a che fare col fatto che l’illustre era mio fratello

Scampagnata

di Lucia Mancini
Stamane mi son dovuto alzare presto perché io e i miei amici abbiamo una scampagnata. Non è che è una cosa solo di sfizio, io e i miei amici ci siamo trovati questo mestiere qui

«Brava Giulia» di Anna Toscano, il romanzo delle parole ritrovate

di Antonella Cilento
Anna ha portato a termine una ricerca personale e stilistica, formale di straordinaria e gentile qualità, come era lei, e al tempo stesso lascia un romanzo che sarà un buon viatico anche alle giovani lettrici di romance

Sotto la stessa luna gialla

di Pio Quinto
Ell'ùll'è molto giulivo, giulivo assai poicch'ella l'ha chiamato per dìgli "vabbè vabbè" in risposta e in ragione al fatto della proposta che luill’è aveva fatto quaqque giorno prima

“Gli orfani” di Vuillard. Billy the Kid e la costruzione degli Stati Uniti

di Davide Orecchio
Il romanzo riporta alla luce la trama violenta che, sulla linea della frontiera americana, servì a costruire dal nulla uno Stato che sarebbe diventato presto un impero
davide orecchio
davide orecchio
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: scrivetemi a: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Non sono un editor e svolgo qui un'attività, per così dire, di "volontariato culturale". Provo a leggere tutto il materiale che mi arriva, ma deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I testi che mi piacciono li pubblico, avvisando in anticipo l'autore. Riguardo ai testi che non pubblico: non sono in grado di rispondere per mail, mi dispiace.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: