Articolo precedente
Articolo successivo

les nouveaux réalistes: Ilaria Seclì

civette

Avvertimento al forestiero

di Ilaria Seclì

Arriverai alle tre.
Verranno a prenderti compassi, righelli, inchiostri neri. Ti spingeranno, non finirai il nome, e saranno archi e finestre vuoti, tempere azzurrefuoco, impasti fitti di grano e stoppie.
Bentrovate geometrie del silenzio, dovrai dire. Sappi che l’aria è densa e il fuoco che sbava alle 8 cade e mattona sul naso con la precisa volontà di spezzarti il fiato. Così le donne nere pupille di pece pelle di sirena e miele. Prova a guardarle.
Dimenticavo: entrando, lo sguardo del custode ti farà mettere nella cassetta delle cose perse la volontà dei giorni, le liste della spesa e delle cose da fare, calcolo delle opere anoressiche.
Metti in conto che da una rimessa uscirà una carrozza e i cavalli ti punteranno, ti verranno addosso impazziti.
Lasciali fare, saprai dopo quel che succederà.
Il giorno dopo, ti sveglieranno campane, stazze di mitologici ferrovieri con campanacci al piede, obbedienti all’ordine millenario di svegliare i pesci appesi all’orizzonte. E’ la seconda prepotenza dacché hai dato alla terra il primo pianto.
Un pozzo delle 12, piazza di Acaja, ti supplicherà di interrogarti sulla profondità e la natura dell’elemento che lo bagna.
Ti sommergeranno sussurri di bestie ammazzate, affogate lì, cori e cantilene di bambini, belle lavanderine tutti giù per terra un due tre stella.
La sera fino all’alba le streghe nelle piazze, ciocche eterne di capelli avvinghiano sguardi e anime, polpi terrestri invocanti.
Più in là, guarda, scrivono che il dottore, al capezzale degli infermi e nei tuguri dei derelitti, sentì balzare radiosa nell’animo la visione di una nuova umanità; leggerai mentre aquiloni filati ti spezzeranno lo sguardo e nuvole-sirene si insinueranno con formule della preistoria, segreti di dinosauri confessati per pudore solo al forestiero. Tuttavia nell’amore vi è la conoscenza. Bruciati nella loro carne, fino all’intimo del proprio essere, fino alla vertigine di ciò che non è più. Anche il vuoto, sai, vuole il suo specchio, e nel lago deserto delle cave, la luna precipita maledicendo il suo eterno bisogno di un letto.
Di notte, sporgiti, curvati, è lo Jonio, è verde è trasparente, allungati, entra, formule di fattucchiere conservano intatti i corpi degli annegati e del mostro onnipotente che scandisce i palpiti del sole e della luna su clessidre di sconosciuti calendari.
Su, su, continua, vai avanti, è dal tempo del niente che non stupivi, hai fatto bene a venire. Dopo il suono di Gerusalemme, guarda la campana “Principe Umberto”, il circolo Vittorio Emanuele. Manichini e fantasmi si giocano a dadi la presa dei due megafoni sporti alla piazza come due orecchie. Ne hanno cose da urlare ai gechi, alle lumache senza casa, alla scritta che piange sul muro. Quelli della frutta, dai tricicli dei contadini vendono polvere eleusina e mele biancaneve. Prendine, saprai dopo quel che succede. Felice chi entra sotto la terra dopo aver visto queste cose. Conosce la fine della vita, conosce anche il principio di Zeus. Ora vai, rinfresca la mappa della metropolitana, la vocina aliena del tram. Ricorda le password, il da farsi, la clessidra, il tuo nome nella polvere.

3 Commenti

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Arbitri e arbìtri del caso a Garlasco

di Seia Montanelli
Attorno a questi casi si è costruita un’economia riconoscibile: podcast, comparsate televisive, libri, spettacoli, carriere intere fondate su una colpevolezza data per certa. La colpevolezza diventa una rendita, e ogni dubbio serio entra come un guasto.

Abécédaire comique: Alessandro Ciacci e Lorenzo Catalini #lettera B

di Alessandro Ciacci e Lorenzo Catalini
Due comici entrano in una rivista culturale per esplorare cosa succede quando l’umorismo si prende il tempo della pagina, quando la battuta diventa frase, la frase deriva, e il racconto, forse, inciampa. Lettera dopo lettera.

Les nouveaux réalistes: Pino Lucà Trombetta

di Pino Lucà Trombetta
L’indomani mattina mio padre prima di uscire mi abbracciò stretta: grazie a me, si sentiva finalmente a casa su quell’Isola. Piangeva. In quel momento decisi. Scrissi la lettera, la lasciai sul tavolo in mezzo agli avanzi della festa e feci la valigia.

Les nouveaux réalistes: Claudia Ferretti

di Claudia Ferretti
Non mi importa se l’ascensore non si ferma MAI perfettamente allineato al pavimento del pianerottolo: è un attentato alle caviglie di tutte le donne che indossano i tacchi.

I poeti appartati: Lorenzo Foltran

di Lorenzo Foltran
Una smorfia deturpa il volto umano di chi ha compreso cosa voglia dire essere uomo e ne ha colto il controsenso

Les nouveaux réalistes: Claudio Bellon

di Claudio Bellon
Un ufficio di vetro dove svolgo un lavoro dal titolo complicato: Principal Business Development Manager. Un groviglio di parole che non significa niente.
francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: