alessandro broggi

Alessandro Broggi (1973) ha pubblicato: Avventure minime (Transeuropa/Nuova poetica, 2014), Non è cosa (Gattili, 2014), Gli stessi (Gattili, 2013), Coffee-table book (Transeuropa, 2011), Antologia (in AAVV, Prosa in prosa, Le Lettere, 2009), Nuovo paesaggio italiano (Arcipelago, 2009), Total living (La Camera Verde, 2007), Quaderni aperti (nel Nono quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2007), Inezie (LietoColle, 2002). Co-dirige la testata web monografica di poesia, arti e scritture “L’Ulisse” ed è tra i redattori di “GAMMM”, "Punto Critico" e “Nazione Indiana”. [N.B. Prego non inviare proposte di testi alla mia attenzione presso la mail di Nazione Indiana, perché non verranno considerate.]

Dieci per Elio Pagliarani

[In occasione del primo anniversario della morte di Elio Pagliarni è appena uscito per la collana I domani di Nino Aragno un volume celebrativo a cura di Andrea Cortellessa, con contributi poetici, saggistici e testimoniali portati da autori e critici che ne hanno conosciuto, studiato e amato la poesiaLeggi il resto »

Sette testi

di Mariangela Guàtteri

Da Il secondo nome, Arcipelago, 2012.

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esplorazione. lui era dappertutto? nome. una più generazioni. estremo. sfiorano poi lampi. bisnonno tubetto passato se sala mercati poteva marcare inciampando, poteva vento, qualche spesso male. arrampicava le sfuriate dei modelli – allora del grottesco inventato volgare aveva nome fino.… Leggi il resto »

Tre poesie

di Gian Maria Annovi

Da Italics, Aragno/I domani, 2013. LA GLORIOLA La gloriola... O povero fanciullo! Giovanni Pascoli la neonata dentro il cassetto forse dimenticata nella credenza o dietro la pila dei giornali di ieri ha certamente fame (morirà, probabilmente) tu invece sopravvivi al cadere dei tronchi di pino nella legnaia alla lezione su Dante nel fienile: la gloria della lingua (pare) non piange per farsi nutrire ma se la gloria è gloria (dunque) sappia dire la gloria delle cose ad esempio il nome per dire l’ossatura delle piante: legnanza o legnagione o legnosura oppure semplicemente un segno inciso sulla corteccia del cervello illeggibile se non ti spaccano la testa coi manganelli sappia dire le cose nuove ad esempio il nome dei suoi nuovi cittadini il nome del paese che ha confini di corpi affogati e vulcani: (questo paese ha un nome impronunciabile) lingua che cede e cade dalle gengive che dica l’assoluto tremore di questa donna: sulla barca che sbanda di notte col neonato schiacciato tra le cosce che non respira… Leggi il resto »

Una serata su Pagliarani e una nuova collana di poesia

Nell’anniversario della scomparsa di Elio Pagliarani, in occasione dell’uscita dell’omaggio Ma dobbiamo continuare. 73 per Elio Pagliarani a un anno dalla morte

a cura di Andrea Cortellessa, e della nuova collana poetica i domani di Nino Aragno Editore con I funerali di Corrao di Emilio Isgrò

Fondazione Mudima e alfabeta2

invitano all’incontro

che si terrà

lunedì 25 marzo alle ore 18:00

presso la Fondazione Mudima

in via Tadino, 26 – Milano

 

Ma dobbiamo continuare

(Per Elio Pagliarani)

 

interverranno

Cetta Petrollo Pagliarani, Nanni Balestrini, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Biagio Cepollaro, Carla Chiarelli, Michelangelo Coviello, Maurizio Cucchi, Enzo Di Mauro, Giorgio Falco, Vincenzo Frungillo, Aldo Nove, Laura Pugno,

Francesco Targhetta, Ade Zeno e tanti altri

 

Gian Maria Annovi

collegato da Denver (Colorado) presenterà il suo Italics

 

Andrea Cortellessa e Maria Teresa Giaveri presenteranno

Emilio Isgrò, I funerali di Corrao

e l’autore ne darà lettura

 

Una nuova collana di poesia di Nino Aragno Editore: i domani

Secondo un grande maestro da poco scomparso, Andrea Zanzotto, la poesia è legata a quello che lui chiamava (parafrasando e capovolgendo un assai noto concetto freudiano) piacere del principio.… Leggi il resto »

Due poesie

di Gilda Policastro

Inattuali

n. 1

La verità è che i quattro salti in padella non so’ cattivi (all’oasi della birra i due studenti, biglietto timbrato proiezione esclusiva), lo isolavo tra il dire senza dire di Kircher, dei frammenti di Leopardi tarantato (che poi, m’interrogavo verificando la faccia, di questo si fanno le vite, le cose: incontri, chiamarsi, chiavare, per dirla con l’ES).… Leggi il resto »

Tre cerchi. Critica e teoria

di Daniele Giglioli

Spiegare la crisi del rapporto tra critica e teoria letteraria non è difficile, ma è sbagliato. Un vero e proprio errore categoriale. Quando la crisi è crisi vera, è lei che spiega te, non viceversa. Chi pretende di spiegare una crisi o ne è già fuori (la nottola di Minerva che si leva sul fare del tramonto) o si inganna o è in malafede.… Leggi il resto »

Dopo la teoria, ancora la teoria

 

di Paolo Zublena

Se si dovesse tracciare in poche righe la storia della critica (e del rapporto tra teoria e critica) nell’ultimo mezzo secolo, il risultato potrebbe essere – con gli ovvi limiti di una semplificazione – relativamente lineare e geograficamente non troppo discontinuo, tolte ovvie sacche di discronia, di inerzia o di marginalità.… Leggi il resto »

Quattro poesie

di Marco Giovenale

Da Delvaux
(raccolta di prossima pubblicazione per Oèdipus)

 

Porgere l’incostanza – suggerisce. Quasi cade. Soltanto variare vale – sogna nel doppio sogno, la domenica è lunedì, è l’inizio, del respiro. Per il resto – chiodatura, talco, tarma, il contrario dell’acqua, orma al contrario nell’acqua, e il dondolio (mite) dell’asse (onesto) certo dell’impiccatino * La casa è di un altro adesso: l’architetto ha consigliato come girare murare stanze finestre – aprirne di migliori.… Leggi il resto »

Otto poesie

di Stefano Raimondi


Da “Per restare fedeli” (Transeuropa-Nuova poetica, 2013)

[4 marzo 2003]
Hai ragione tu:
bisogna onorare la gioia.

E allora stammi vicino, così
fino alla penombra, al buco rosso
del passaggio colato via, per terra
vicino al mare. Tra poco saranno
le sirene a darci corde, tappi di cera
paura.… Leggi il resto »

Otto poesie

 

di Stefano Salvi

Da “Il seguito degli affetti”

Eppure chi vede, altro non vede
che questo: certe visitazioni. E favoriscono
nella remissione atmosferica.
Tempo di luce forte, ad aria
chiara, ripetendo le pose del fuoco ed il solo
punto di voce – gli agi di commozione
vengono a due a due:
i segni del raccolto sono di epoca
di un approdare visibile, come
il raggio del risveglio, scomparso
dalle abitazioni,
soccorreva la cognizione degli astri
scanditi attorno all’avvento.… Leggi il resto »

La norma effimera. Etica e caso nel cinema di Emidio Greco.

 di Stefano Gallerani


Gli facevo questo sorriso in questo vetro, che dietro si vedeva la strada con quelli che passavano e poi più indietro dall’altra parte della strada, nello scuro del parco Tiburtino, s’incominciavano pure a vedere questi articoli dietro la rete della serranda abbassata, che parevano pure qui tutte tazze, bicchieri, altri pezzi che non si capiva, e in mezzo a questi che pareva che eravamo noi che stavamo a guardare, ma che poi chi lo sa chi eravamo, e tutto quanto che era.… Leggi il resto »