giacomo sartori

IL CONTROLLO DELLE PIANTE

di Marino Magliani

Il fuoristrada stava scivolando in una vallata di uliveti abbandonati, inaccessibili, postacci nella penombra che conoscevano solo gli elicotteristi e i piloti dei canadair quando toccava spegnere un incendio, o durante la stagione delle piogge, come ora, che si sbricciolava un costone.… Leggi il resto »

IL NIDO DELL’AQUILA

di Vincenzo Pardini

Quell’inverno, Fidelco Meroli Gregotti decise di non scendere in paese coi quattro figli e la moglie; volle restare nella casa sull’altopiano, la medesima dove vivevano dalla primavera all’autunno. Periodo, quest’ultimo, in cui si concludeva la raccolta delle castagne.… Leggi il resto »

UNA LINEA SOTTILE

di Claudio Piersanti


Un pomeriggio d’estate, ormai di tanti anni fa, andai a trovare Romano. Ci andavo spesso in quel periodo, forse avevo anche qualche appuntamento di lavoro a Firenze. Quel che conta è che andai, annunciandomi con una telefonata anche se Romano non usciva mai, verso le quattro come tante altre volte.… Leggi il resto »

Il volo del colibrì

di Marino Magliani

Quattro giorni per non morire è un romanzo uscito per Sironi nel 2006. E’ l’unico romanzo di cui posso dire: ecco, ricordo con precisione la genesi. Ero in Liguria, inverno, verso il tramonto, un momento che da quelle parti si usa chiamare verso merenda.… Leggi il resto »

Autismi 17 – La mia patria fuggitiva

di Giacomo Sartori

Nella mia vita adulta mi sono quasi sempre ritrovato a vivere all’estero. Prendevo un lavoro, e mi ritrovavo all’estero. Conoscevo una ragazza, e mi risvegliavo in un letto estero. Andavo al mare, e i cartelli segnaletici della spiaggia erano scritti in una lingua straniera.… Leggi il resto »

Mussolini, Bellocchio, e l’imbrigliata rappresentazione del male

di Giacomo Sartori

In questo periodo sto leggendo la voluminosa e ottima biografia di Margherita Sarfatti scritta da Françoise Liffran, uscita da poco (Margherita Sarfatti, L’égérie du Duce, Seuil, pp. 758). Mi piace e mi avvince, ma avrei tanta voglia di prendere in mano, nei preziosi ritagli di tempo che ho per leggere, uno dei romanzi che mi fanno l’occhiolino dalla pila di libri in attesa di essere letti, e invece vado avanti stoicamente, so che andrò avanti fino alla fine (mi manca poco).… Leggi il resto »

Autismi 16 – I pesci pescati

di Giacomo Sartori

C’è stato un tempo in cui ero un pescatore. Un pescatore con una canna da pesca senza mulinello, o più spesso con la bava stretta tra il pollice e l’indice della mano destra. Sui moli, sugli scogli. Mi piaceva il risucchio del pesce che abbocca, che strattona verso il fondo.… Leggi il resto »

L’uomo veloce (2a parte)

di Marino Magliani

Provai altre volte durante quel mese di agosto a incontrare l’uomo veloce, altri sabati mattina, altre domeniche, mi piazzavo all’ingresso del paese, dove soleva passar lui, salutavo le macchine, e speravo: ora spunta, ora arriva. Cosa ci fai che ora passa?… Leggi il resto »

L’uomo veloce (1a parte)

di Marino Magliani

Era ormai di spalle. Mi era passato davanti e l’avevo guardato come si guardano i turisti, abbassando il capo in saluto. Era estate, l’uomo veloce portava pantaloncini corti e maglietta, scarpe da ginnastica, un cappellino chiaro. Un turista qualsiasi, le 11, circa, di un mattino neanche troppo caldo: il sole aveva aggirato il costone e cominciava a esercitarsi sugli asfalti e gli intonaci del vicolo.… Leggi il resto »

Autismi 15 – Il mio primo editore

di Giacomo Sartori

Il mio primo editore era un editore molto prestigioso, lo è tuttora. Io invece ero una nullità, lo sono tuttora. Apprezzo le persone che nella loro testa tengono ben separate le capre dai cavoli. È lui che mi ha insegnato che a scrivere i romanzi al giorno d’oggi non ci vuol niente, quello che è difficile è appiccicarci sopra una bella copertina e venderli.… Leggi il resto »

Autismi 14 – Il mio migliore amico (2a parte)

di Giacomo Sartori

Poi i nostri incontri hanno cominciato a rarefarsi. Io lavoravo all’estero, e lui frequentava persone che manco conoscevo: molti dei suoi nuovi amici erano bevitori professionisti come lui. Remava di lena verso il traguardo delle trecentoundicimila lattine di birra e delle centoquarantasettemila e cinquecento sigarette.… Leggi il resto »

Autismi 14 – Il mio migliore amico (1a parte)

di Giacomo Sartori

Il mio migliore amico nel corso della sua esistenza ha fumato trecentoundicimila sigarette e s’è bevuto centoquarantasettemila e cinquecento lattine di birra. Naturalmente non ha bevuto solo birra in lattine, perché s’è scolato anche un’infinità di birre in bottiglia, e soprattutto alla spina, e poi vino bianco e rosso, whisky, grappa, bourbon, slivowitza, vodka, sakè, martini, vermut, e vari altri alcolici puri o mescolati tra loro.… Leggi il resto »

Autismi 13 – Le mie passeggiate (2a parte)

di Giacomo Sartori

Lungo il canale c’è il divieto di stazionamento, quindi non penso più alle macchine parcheggiate. Penso che ho fatto proprio bene a strapparmi via dalla cittadina dove sono cresciuto. Penso che passeggiare per quell’asfittico coacervo di costruzioni stritolato tra inospitali montagne è uno strazio, perché tutte le persone ti conoscono o comunque ti guardano insistentemente come ti conoscessero, e soprattutto in qualsiasi direzione tu ti diriga la cosiddetta città finisce subito: non rimane che girare in tondo a testa bassa, come nel cortile di una prigione.… Leggi il resto »