Categoria: carte

scritti già pubblicati altrove o interventi letti a convegni

Bandiere

di Dario Voltolini

Il legno secolare dei grandi portoni ha strisciato sulle lastre di pietra e cigolando sui cardini ha spalancato la vista sull’esterno. Si è bloccato incastrandosi nei dislivelli dei pavimenti, ha ondeggiato, si è fermato. Ha fatto stridere i suoi chiavistelli e i suoi perni sulle selci, gli ambienti rimbombavano ai colpi subiti dal legno.… Leggi il resto »

Vivere all’ombra della morte

di Benedetta Centovalli

Ieri mattina alla radio ho sentito la notizia di un ragazzino palestinese di dodici anni ucciso da soldati israeliani a Ramallah, in Cisgiordania. I militari avrebbero sparato contro un gruppo di ragazzi che lanciavano sassi. Una mattina come un’altra.… Leggi il resto »

L’ultimo viaggio del signor M.

racconto con link di Dario Voltolini

Il signor M. era costretto dal suo lavoro a passare lunghissime ore guidando l’automobile. Partiva presto al mattino e arrivava tardi la sera. Faceva tappa nei piccoli alberghi dei paesetti lungo le autostrade. Appena discosti, dietro una collina, oltre un fiume.… Leggi il resto »

Guardare il dolore degli altri

di Benedetta Centovalli

Nel 1917 un generale inglese conquistò la Mesopotamia e alla fine della prima guerra mondiale l’Iraq fu assegnato alla Gran Bretagna. Il primo bombardamento aereo non è stata la carneficina di Guernica ma la campagna inglese in Iraq tra il 1920 e il 1924, come racconta il comandante delle operazioni militari Arthur Harris: «Gli arabi e i curdi adesso sanno cosa vuol dire un vero bombardamento in termini di vittime e danni; adesso sanno che nel giro di quarantacinque minuti un intero villaggio può essere praticamente spazzato via».… Leggi il resto »

Tarkus

di Dario Voltolini

All’inizio degli anni 70 del secolo scorso eravamo teenagers e ci aggiravamo nelle medie inferiori, negli inizi delle superiori. Ora non riesco a ricostruire il momento esatto, ma il luogo e la persona sì. Siamo fra il ’71 e il ’73, a Torino, il mio amico Giorgio Prandi e io, a casa sua, in corso Palermo.… Leggi il resto »

In ascolto del testo poetico

Esistono due vie maestre per abbordare la questione del rapporto tra letteratura e realtà. La prima consiste nel considerare il termine “letteratura”, da un lato, come un sinonimo del termine “finzione” (discorso non referenziale) e il termine “realtà”, dall’altro, come sinonimo del termine “verità” (discorso referenziale).… Leggi il resto »

Invito alla lettura

di Jacopo Guerriero

Propongo una pagina di Lucia Borsellino, figlia di Paolo. La trovo inserita nella biografia del magistrato antimafia scritta da Umberto Lucentini, pubblicata una prima volta nel ‘94 e ora uscita in edizione aggiornata per i tipi di San Paolo (18 ?).… Leggi il resto »

Su Voltaire

di Dario Voltolini

La principessa di Babilonia (1768) e le Lettere di Amabed (1769).

Ogni volta che lo si incontra, Voltaire appare più come un enigma che come un chiarificatore. Non so se questo dipenda da Voltaire oppure dal tempo che è passato da quando lo si incontrò per la prima volta, leggendo Candido, poniamo, o Micromega, o L’ingenuo.… Leggi il resto »

L’uomo alla finestra (parte h)

di Dario Voltolini

Eugenio si muoveva nell’appartamento da una stanza all’altra, mentre le finestre si spalancavano per la pressione del vento e tutte le cose poco pesanti si sollevavano e turbinavano in aria. L’odore di salmastro era intenso, l’aria che entrava in casa era quasi schiuma di mare, sospinta in avanti dal fronte dello tsunami che avanzava regolarmente, tutto il fronte oceanico alzato, una parete d’acqua di cui non si vedeva la fine.… Leggi il resto »

Tracce di vita

(Recensione aggressiva di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire)

di Jacopo Guerriero

Un’idea ossessiva tormenta sociologi e critici del nostro paese: leggere i testi di chi ha meno di vent’anni come una cartina di tornasole sugli umori che, addirittura oltre la costellazione più tipicamente giovanile, attraversano l’intera società.… Leggi il resto »

Alfabeto

di Dario Voltolini

A Mantova, durante il festival della letteratura del 2001, avevo letto questo mio personale alfabeto in un incontro con il pubblico in compagnia di Alessandro Baricco e Sandro Veronesi. C’era un sacco di gente. Baricco e Veronesi ne hanno approfittato, perché tutto quel pubblico era evidentemente lì per me!… Leggi il resto »

La verità, vi prego, sul sesso: parlano gli uomini

di Raul Montanari

Lo so, il posto più adatto per parlare di ciò che gli uomini vogliono veramente dalle donne sarebbe un locale pieno di fumo e superalcolici. Invece siamo nel mio appartamento milanese, ordinato come un lager; sono le sette di sera e i cinque maschi presenti si sono divisi fra acqua minerale naturale e gasata.… Leggi il resto »

L’uomo che ride

di Carla Benedetti

In televisione tutti ridono. Nella cronaca politica ognuno fa battute. Il capo del governo, anche quando non racconta barzellette, pretende di essere preso con ironia. Il presidente del maggiore partito di opposizione gli replica con battute. In libreria i libri più in vista sono raccolte di battute, di sketch, di barzellette.… Leggi il resto »

Prendersi sul serio: la nuova eresia #2

Cos’è oggi la radicalità?
di Enrico De Vivo e Gianluca Virgilio
www.zibaldoni.it

Cos’è oggi la radicalità? Forse è da questa domanda che occorre partire per capire bene come occorra destreggiarsi nel nuovo ordine mondiale; che poi tanto nuovo non è, dal momento che ogni epoca, ogni popolo ha avuto il suo potere, più o meno invasivo, cui ha risposto appunto in questo modo, con radicalità.… Leggi il resto »

Prendersi sul serio: la nuova eresia

di Carla Benedetti

Credere che possa ancora esistere l’eresia è oggi un’eresia.
Se si prende alla lettera l’ideologia dell’Occidente tardomoderno, nessuna ortodossia è infatti più immaginabile, né nella religione, né in nessun altro campo. Caduti, almeno apparentemente, i dogmi e le pretese di universalismo, ogni differenza avrebbe la possibilità di essere accettata senza conflitto e senza scandalo.… Leggi il resto »

Ci vuole coraggio

di Carla Benedetti

Primo. Ci vuole coraggio civile per criticare la tecnologia.
Per tutto il secolo scorso chiunque abbia denunciato gli effetti distruttivi o degradanti di una tecnologia si è attirato quasi automaticamente l’accusa di reazionario. Un esempio: Günther Anders, autore di L’uomo è antiquato, la più radicale e circostanziata critica della tecnica elaborata tra gli anni ’50 e la fine dei ’70.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #4

di Antonio Moresco

Lunga passeggiata con Nic per le strade pedonali del centro, mentre Laura e Giovanni sono in un caffè alle prese con una signora che era l’accompagnatrice ufficiale di Borges e amica di Silvina Ocampo, e deve mostrare delle vecchie fotografie a Giovanetti, che vuole riprodurle.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #3

di Antonio Moresco

Visita all’edificio dalla ex Biblioteca National, quella di Borges, perché Giovanni vorrebbe fare delle fotografie dei luoghi borgesiani. Qui ce ne sono molti. Entri in un vecchio caffè dalle pareti di legno tutte incise e istoriate dai temperini e vedi appesa una fotografia di Borges seduto di fronte a Sabato, su un pavimento a scacchi…… Leggi il resto »