di Carlo Cuppini
18 aprile 2011
Caro Andrea,
lo choc e il dolore per l’assassinio di Vittorio Arrigoni, dopo ore e giorni di mutismo incredulo, mi ha imposto di cercare le parole.
come scrivere una poesia “in memoria”, che sia vera, ma non sia orrendamente retorica, e che soprattutto sia una poesia e non un proclama?
si può scrivere una poesia con uno scopo e un contenuto?
non lo so.
per me la poesia è lo scontro tra la necessità soggettiva, corporale, umorale, di dire qualcosa (‘quel’ qualcosa, e non altro) e l’oggettività e l’estraneità del piano del linguaggio, ogni segmento del quale vive di vita propria, e ci è riconsegnato così com’è dalla società e della storia, e anche dalla natura, e noi non possiamo governarlo, ma solo combatterci cercando di spuntarla in qualche modo…
vabbe’, non so perché mi sono lanciato in queste considerazioni di poetica.
in ogni caso vorrei farti leggere questa cosa che è uscita, non fosse altro che per condividerla anche con te
un caro saluto
Carlo








