[In un carteggio privato Luca Ricci mi ha fatto una proposta che m’è piaciuta subito: “Quattro nuovi autori che ci spiegano dal di dentro cosa stanno facendo, quale letteratura tentano di produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne”. Anche solo non aver parlato di “giovani scrittori” (cosa che in effetti sono) ma di “nuovi autori” m’è sembrata la giusta premessa metodologica. Ho chiesto a Luca di darsi da fare. Oggi pubblico il primo dei quattro contributi. G.B.]
di Marco Missiroli
Una fontana, nel caldo impietoso di luglio, credo abbia spiegato quel che faccio scrivendo. Non è facile spiegar lo scrivere, ecco perché questa fontana mi darà una mano abbastanza seria. Probabilmente se non ci fosse stata avrei detto che la mia narrativa è prima di tutto raccontastorie e che nelle mie storie c’è qualcosa sotto, che pulsa (spero) e che deve far pensare. Altrimenti la storia è storia e basta, non fa male e non scrosta anche se scritta bene. Poi avrei detto che quello che scrivo vuol provare ad essere universale e rapportabile all’immaginazione di tutti, ecco perché spesso nei miei romanzi non do luoghi o date precise.




