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I poeti “appartati”: Eugenio Tescione

Mezza giornata d’amore
di
Eugenio Tescione

Pomeriggio di lavoro

Vengono, uno dopo l’altro
puntuali, raccontano quel che sognano
l’agire e i pensieri
i reali dolori gli strazi gli amori
la rabbia per gli strali del destino…

Io ti aspetto, aspetto che oltrepassi
la mia soglia alleggerendomi di quei massi
il solo sentire la tua chiave che gira.… Leggi il resto »

Survival kit per i giorni di pioggia

Sui fatti di Messina e del Sarno
di
Eugenio Tescione
Prima che il pensiero giunga
a coniugare addendi dividendi
paradossi e linee torte
di questo vivere in questa giungla,
valle deformata dalle forze
del premere dell’espandersi
rifondare ogni volta l’alveo
sacrificando viole e gigli,
prima dell’appassire per il troppo
fradicio dove vivono radici,
va-jont va giù acqua tragica in detriti

prima del pensiero compassionevole
di sé, dei figli.… Leggi il resto »

Casa di risonanza

Il racconto dell’oggetto
di
Eugenio Tescione
Note scritte a proposito di una realizzazione dell’architetto Beniamino Servino 1

«Che io sia un oggetto della memoria è falso, almeno quanto è vero che la memoria sia fallace. Non sono neanche un oggetto di natura, sebbene alle sue implacabili leggi io sia sottoposto: essa infatti, implacabile e sospinta dal suo implacabile e lento connaturare, mi ha assorbito, mi ha trasformato.… Leggi il resto »

Lettura Fresca

Eugenio Tescione legge, Racconti di qui, di Davide Vargas

Parlerò del titolo, proponendo una possibilità di interpretare il testo – né per storicismo né per estetismo – preferendo al versante psicologico e antropologico quello semiologico e logico. Dirò quello che ho pensato durante la lettura, partendo dal luogo, dalla terra scritta in queste pagine; proverò a dire della necessità della letteratura, della scrittura realistica e onirica, della visione del reale e della cecità, e dunque della necessità dell’espressione lirica e della costruzione letteraria.… Leggi il resto »

I poeti “appartati”: Eugenio Tescione


Robert Doisneau, 1943, le remorqueur du-Champ-de-Mars

Canestro canestrino
pieno di parole
le sole le solite
non nuove
ninnoli ninna-nanna
a briglia sciolte
sciogli la lingua
manina tira il naso
liscia la barba,
il tocco delicato di mia figlia
seta, soffio che si sente
come presenza della mano nella mente.… Leggi il resto »

Dismenteat scurdat

di
Eugenio Tescione

o pulzella, dorlean più bella
per te per me
che diletto riafferrare il mare
profilare il respiro del primo parlare
nel mio divaricar di lingue

rubato, il rubato alle parole
che evanescenti e salde
«ora solide e puntute
ora acque mosse dal vento»… Leggi il resto »