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Da “Sedute in piedi”

di Giulia Scuro

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Ventottesima ora di lavoro

Dottoressa, come le ho già più volte
detto, pur con le molte
divagazioni del caso
io sono preoccupata per il mio naso.
Ho paura che la sua sporgenza
sia uno sfoggio di esistenza
e che al vederlo chi è di fronte
pensi a lui come ad un ponte
nella mia direzione,
fatto di binari olfattivi,
alla portata dei suoi incisivi.… Leggi il resto »

I poeti appartati: Laura Liberale

Singolare coincidenza ha fatto che nel giro di pochi giorni mi arrivassero due libri della stessa casa editrice.  Pur conoscendo i percorsi delle due autrici ho potuto per la prima volta “sentire” davvero le loro voci attraverso queste due opere singolari: Sedute in piedi di Giulia Scuro e La disponibilità della nostra carne di Laura Liberale, entrambe pubblicate, in due diverse collane, dalle Edizioni Oèdipus.… Leggi il resto »

Tra la esse e la zeta. Una riflessione sul dettaglio

 

di Giulia Scuro

Sono in metro, un uomo si siede accanto a me con aria corrucciata, ma ha la busta regalo di una pasticceria, tiro un sospiro di sollievo. Vedo una coppia di ragazzi camminare a passo spedito, seguo senza volerlo le loro schiene, le nuche, tesa come un falco al succedersi dei passi, poi loro entrano in un negozio di abbigliamento e io ritorno ai miei pensieri.… Leggi il resto »

Idiosincrasia dell’inadeguatezza: Zerocalcare, c’est moi

 

di Giulia Scuro

Zerocalcare dichiara di aver scelto la propria firma per caso. Il fumettista Michele Rech, noto a un pubblico in costante aumento, utilizza lo pseudonimo suggeritogli da uno slogan pubblicitario. Per questo motivo, e poiché l’autore di Dimentica il mio nome dedica proprio ai nomi il suo ultimo graphic novel, in libreria dal mese di ottobre, ho deciso di ripensare al suo lavoro attribuendo un peso specifico allo zero e al calcare, efficaci chiavi di lettura che compongono lo pseudonimo e sulle quali si fonda, a mio parere, anche la sua poetica.… Leggi il resto »