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Verso uno spazio antilirico della lirica

di Fabrizio Maria Spinelli

 

Nonostante la ricchezza e la varietà delle voci che costituiscono l’orizzonte proteiforme della poesia degli ultimi cento anni, pare ancora non del tutto tramontato uno dei miti più duraturi della modernità letteraria: che tutta la poesia sia da considerare poesia lirica e che la lirica sia, sostanzialmente, liricità, un’accezione tonale più che un genere letterario.

A fondamento di tale mito convergono numerose ricostruzioni storiche dello scorso secolo, dal libro di Marcel Raymond, Da Baudelaire al surrealismo, a La struttura della lirica moderna di Hugo Friedrich, passando per il primo Anceschi (Autonomia ed eteronomia dell’arte), Béguin (L’anima romantica e il sogno), Benn (Probleme der Lirik) etc.

Inutile dire che gran parte della produzione poetica del XX secolo (soprattutto a partire dalla conclusione del secondo conflitto mondiale) si sia sviluppata in senso opposto a questa traiettoria egemonica, secondo una linea oggettiva e antilirica (quanto mai paradigmatico è il rovesciamento prospettico anceschiaco che si registra a partire dalla pubblicazione di Poetica americana).

Sestina

di Antonio Maggio

Le mie parole scorrono sul mare
indifferenti a voci della vita
ma l’onda si assottiglia sulla strada
come una piaga chiusa dalla luce
l’immagine minuscola di un uomo
che cerca fra le nubi un altro sogno.… Leggi il resto »

Francesca Canobbio – Poesie inedite

CONCERTO AL MINIMO

hai scavalcato il pianoforte fino alla sua coda- fino a tastare le corde che tese a capestro con un pizzico o più di follia davano la morte sospesa nel nastro fatto scorrere al collo che pendendo una nota sul petto fanno il cuore maiuscolo più dello spazio- stella nana- stellina di ottave in colonne di marmo sonoro- e cerchi- dall’alto scorgo e cerco dalla cupola quanto di celeste ormai giunto- quanto dista l’oscuro nell’ordine spartito da dio- se ha un suono il suo passo sulla scala o porta- un profilo di mani giunte fanno un coro su questo pavimento che hai ormai tentato capovolto quando con tutta la voce- tutte le voci sono uno schianto?… Leggi il resto »

Da Trilogia dello zero (parte seconda) – Poesie inedite di Antonio Bux *

2.

 

 

“C’è nell’aria una specie di contorno 
mai pronto a superare il paesaggio
piuttosto passaggio stretto dove si filtra 
un dolore dentro, che fatica a respirare.
In questo, perdono le cose la trasparenza
il loro tacere l’ombra nell’abbandono
al dono del colore sbiadendo per inerzia
quando l’oggetto si assomiglia troppo al luogo
e dove tutto ha un peso per eccessiva mancanza
se lo si bilancia cadendo, nel rovescio della materia”
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Roberta Durante – Poesie edite e inedite

Da Girini (Napoli, Edizioni d’if, 2012)    

poesia a bocca aperta

 

sono passata all’alta voce (chè l’altra

                                         non me la sento)

mi metto un cuore in pace      senza senso

e tuona e sbatte e trema il tono tenta tutto

                                                e tace poco

         ghigno ogni tanto a vuoto

(ma senti mi senti?)  la voce che ho qui dentro

mi è un ordigno

e fuori campo dice che Tartaglio un po’ la corda

che trito le parole senza sosta

e faccio con le rime ciò che voglio qui sul foglio;

di stare zitta così  non se ne parla

non taccio

e in men che non si dica infatti caccio

in mano      la parola

che gesticola mi lega e il gusto sposa

         ma intanto io m’intano in tante tane

e tra le righe canto in questo modo

(per non sentire solamente il suono)

che sai mi butta un poco sottotono

                                               io che sono

così dodecafobica

resto senza  parole e scrivo strabica

le note quelle basse a pie’ di pagina

poi ipotizzo un momentino che poetizzo

         ma ci ripenso un poco      (e spengo i fari)

(ma vedi mi hai vista?) ho scritto tutto tutto senza

mani… Leggi il resto »

Leporeambo

di Daniele Ventre   Intanto che le mani si rimboccano, la strada non si scopre divinabile, per nebulose dal futuro labile che per lancette sterili rintoccano. I giorni lungo fiumi che non sboccano dal flusso d’una sorte poco amabile si piegano a quel dio minore e inabile che giochi d’usurai ti infilastroccano.… Leggi il resto »

Su “Coffe-table book” di Alessandro Broggi

di Andrea Inglese

Alessandro Broggi fa parte di quel drappello di autori che, in questi ultimi anni, hanno riflettuto criticamente sulla nozione di genere poetico e hanno approntato delle strategie per neutralizzare molte delle sue pretese tematiche, stilistiche e lessicali. Broggi, per utilizzare una metafora del poeta e teorico francese Jean-Marie Gleize, è uno scrittore intento ad “uscire” dalla poesia.… Leggi il resto »

Che genere di discorso

[Queste note di poetica sono state sollecitate da Milli Graffi per il numero 43 de “il verri”. Hanno coinvolto anche Andrea Raos e Marco Giovenale, partendo dai testi contenuti nel libro a più voci Prosa in Prosa (2009).]

di Andrea Inglese

Che genere di discorso è la “prosa in prosa”?… Leggi il resto »