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poesia tedesca

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Due poesie di Oskar Pastior

  Traduzione e nota di Anna Maria Curci RESA DEI CONTI La statua della vaghezza si nutre di paradossi salmistrati. Gli addetti al sipario della parola lo calano sul banchetto della vergogna nel quale sono beoni a fare da magnaccia. Non meno pericolosi sono i gigolò della logica apparente, i giocolieri delle antinomie irreali, gli intercettatori del tempo nell’abito di scena della perfezione. L’utilità di versi si dimostra al di fuori dei versi, nelle cose, quando diventano più utili. Così la loro bellezza,...

Una poesia di Johannes Bobrowski

traduzione di Davide Racca STAI. PARLA. LA VOCE Stai. Parla. Non la voce che cantando, no. L’altra, che abbatte l’erba. L’insetto serra le sue ali in pieno volo, fa vorticare una foglia. L’altra voce: vello di capra, corna, zoccoli. Cade la graticola sulla sabbia, la rupe spacca al suolo. Voce parlante. Dove paura fu sepolta, volano foglie venate con scheggianti fili, vola ghiaccio, una mano lo afferra in volo. Amore aspro, disperde con la mano: il disegno, che non resiste alla pioggia, si fa pioggia, volando, si frantuma contro il vento. VIENI GIONA NOI PARLIAMO...

Peter Huchel / da: Giorni contati (1972)

Si pubblica una scelta di poesie da Huchel, nella traduzione di Davide Racca.

Gino Hahnemann

di Stefano Zangrando Ieri stavo scorrendo in rete il calendario delle manifestazioni di ottobre nel sito dell’Accademia delle Arti di Berlino, l'istituzione di cui sarò ospite tra poco, in autunno. A un certo punto, appena sotto la metà del mese, mi sono imbattuto in un nome che mi ha scosso al punto da appannarmi lo sguardo: Gino Hahnemann. Conobbi Gino nel dicembre 2000 durante un Praktikum al Museum Mitte di Berlino,...

sfinge bluastra

di Ulrike Draesner traduzione di Camilla Miglio (metallo) canto in pancia dolore; sono le pareti raschiate in pancia ripulite, messe a tacere, in ogni fibra muscolare, in ogni fibra manca il bambino – in pancia. vigono le leggi della riproduzione, fanno rumore, i raschiatoi, si aspirano tutto fino in fondo fino alla radice, a dicembre in pancia. tavoli d’ospedale si richiudono, bianchi e raschiati, voglioso di ogni legge dell’igiene il tappo nel dorso della mano rossa la plastica e beve. ma cosa vuol dire “nuvola”) radicina, tu. in corridoio...
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