Tag: Tina Nastasi

chi dice che è morto, mente!

di Tina Nastasi

(Eduardo Hughes Galeano: Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015, un grande uruguayano)

E i giorni si misero in cammino.
E loro, i giorni, ci fecero.
E così fummo nati noi,
i figli dei giorni,
gli indagatori,
i cercatori della vita.… Leggi il resto »

Giocare su un tappeto in piazza tra desiderio di volare ed esperienza di meraviglia.

di Tina Nastasi

A scuola di Ludopedagogia: Barcis (Pordenone) 14-20 giugno 2010.

Lucca, 2 giugno. Ore 15.30: l’improbabile festa della Repubblica e del Diritto al Gioco giace nella piazza deserta sotto la pioggia.
Ma il tempo è imprevedibile: il cielo si apre, l’aria si asciuga, e il portone dell’arcivescovado sforna tavoli e persone pronte e colorate: lo spettacolo comincia.… Leggi il resto »

La politica di una donna declinata al maschile

di Tina Nastasi

L’8 settembre 1943, alle 19.42, l’allora Capo del Governo, maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, dai microfoni dell’EIAR, annunciava l’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato con gli anglo-americani il giorno 3 dello stesso mese. Così proclamava alla radio:
«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.»

L’8 settembre 2009, Mariastella Gelmini si è arresa alle Indicazioni nazionali per il curriculum emanate dal precedente ministro Giuseppe Fioroni, in attesa di armonizzare tutte le norme regolamenti decreti e decretini, fiorite e fioriti negli ultimi cinque anni per arricchire la scuola di ostacoli e allenarla a superarli.… Leggi il resto »

Disequazioni e scuola: l’ultimo appello

di Tina Nastasi

«1
Venite, mie canzoni, parliamo di perfezione:
ci renderemo passabilmente odiosi.
Ezra Pound

La passione della perfezione viene tardi. O, per meglio dire, si manifesta tardi come passione cosciente.
Se era stata una passione spontanea, l’attimo, fatale in ogni vita, del “generale orrore”, del mondo che muore intorno e si decompone, la rivela a se stessa: sola selvaggia e composta reazione.… Leggi il resto »

Un requiem per Misia

di Tina Nastasi

Misia, μισέω, miserere. Così suona nella mia mente un requiem per la donna che fu Misia Sert. Nacque Godebska il 30 marzo del 1872 mentre sua madre moriva nel darla alla luce. In questo evento Misia fonda il suo destino: nata dal dolore di sua madre che, malgrado il ventre gravato oltre l’ottavo mese, viaggiò un intero viaggio dalla Francia alla Russia, perché non poteva credere alle parole di un’anonima e rozza scrittura che le annunciava l’infedeltà dell’amato consorte, grave e altrettanto gravida di umane conseguenze; usata e umiliata dalle molte matrigne amate dal padre, ribelle alla paura e ai soprusi e perennemente in fuga; innamorata e venduta dal suo primo al suo secondo marito, amò solo il terzo e lo lasciò libero di andar via quando questi s’innamorò a sua volta di un’altra donna, che Misia accolse come una figlia.… Leggi il resto »

Amare contro

di Tina Nastasi

Ci sono pidocchi attorno a me, e muri. Ci sono ginocchia che si incriccano a ogni piè sospinto e occhi pesti e ricuciti per le cadute. Ci sono schiavitù e vecchiaia sotto il mio cielo: maledetto istinto alla sopravvivenza!… Leggi il resto »

Nazim e John, II

[seconda parte di questo a. s.]

di Tina Nastasi

 

(installazione di Juan Muñoz, figura in ascolto, 1991)

Un postino tra due uomini che non ci sono più

La storia continua attraverso prigioni e speranze strette tra i denti.

Quest’estate ho voluto visitare la Risiera di San Sabba, a Trieste.… Leggi il resto »

Nazim e John, I

[ricevo e pubblico molto volentieri questo pezzo da T. N., a.s.]

di Tina Nastasi

Quando si racconta una storia …

A lungo ho frequentato silente e pressoché invisibile il blog di Nazione Indiana. C’è un nome nel gergo della rete per indicare i “guardoni” come me, ma io non lo ricordo perché ritengo di essere più una tartaruga che una guardona.… Leggi il resto »