da “Ridefinizione”

di Alessandro De Francesco

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6 commenti

  1. Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 10:54 | Permalink

    mal di mare a parte, belle.

  2. aparrag aculnaig
    Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 11:55 | Permalink

    al laboratorio percro (www.percro.org) di pontedera (vicino pisa, vituperio delle genti) si può ricostruire un ‘ambiente tridimensionale che presenta testi in movimento nello spazio’ . information landscape. mi ha ricordato questo il testo di cui non ho letto il contenuto, ovviamente valido, ma in questo preciso frangente della mia inutile esistenza cerco in italia qualcosa di blasfemo o pornografico o in grado di crearmi quell’imbarazzo manganellante come quando qualcuno ti scopre a fare atti osceni in luogo pubblico insieme a un altro.
    poi ho letto il testo, per umiltà verbale, e mi ha colpito ‘abeti’ e plexiglas e le valigie come animali e le immagini di ciò che non è ancora accaduto.
    e non so perché mi ricorda gita al faro oppure faulkner.
    e poi quel ‘dimentichi di respirare’ lo capisco benissimo perché mi capita sempre più spesso prima di addormentarmi nel presonno di svegliami di soprassalto da una frotta di pensieri che mi soffocano.
    insomma vorrei rileggere questo post in un ambiente immersivo.
    vale!

  3. Fabio Teti
    Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 13:00 | Permalink

    sto seguendo con vero interesse le varie uscite e parti di “Ridefinizione”. se quanto si può leggere ne Lo spostamento degli oggetti, specie nella sezione omonima, è già altissimo e impressionante / (la prima lettura mi lasciò un poco interdetto – facevo l’errore di leggere cercando sovra o sottosensi a una poesia che parla invece in via diretta, fenomenologica, priva di ogni meccanica metaforica – la sua più lenta masticazione mi ha invece totalmente conquistato) / qui si annuncia un’opera davvero importante e che andrà meditata molto a lungo.

    buon lavoro, Alessandro. e complimenti.

    F.T.

  4. marthagraham
    Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 19:33 | Permalink

    cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia

  5. Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 19:51 | Permalink

    Mi piacciono veramente tanto! Echi montaliani (“forma del possibile”, “in una stanza d’albergo”, “tentavo”, “impedirmi la luce”) e portiani (“mosca allontanata dalla mosca”, “si intravedono peli imbevuti di sangue”, “lingue umide attaccate in fondo ai tubi di plexigas”) contorti in automobili che volenti o nolenti costituiscono spesso il nostro spazio vitale…dovrò però sicuramente leggere gli scopi di tali esperimenti ottici…adesso , “mal di male a parte”, mi sfugge il senso.

  6. marthagraham
    Pubblicato 6 Novembre 2009 alle 20:38 | Permalink

    Il senso, se ho ben inteso (ma sicuramente più illuminanti e *numinosi* potranno essere Inglese e De Francesco) potrebbe essere da queste parti:
    http://slowforward.wordpress.com/2009/11/01/per-teoria-scelta/
    http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Merleau-Ponty
    http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_visiva
    anche se per evidenti ragioni anagrafiche resto affezionata qui:
    http://nuvoleparlanti.blogosfere.it/images/0%200%201%20P1040237.jpg

    e comunque qui si lavora sui “sensi”..(e il titolo rinvia inevitabilmente al passaggio al digitale terrestre-);)