Tag: alessandro de francesco

Un’intervista su (((

[Gianluca Garrapa ha parlato con Alessandro De Francesco del suo ultimo libro, ((( , da poco uscito per la collana Lacustrine di Arcipelago Itaca, 2020]

Gianluca Garrapa:

la scrittura cuneiforme è basata sulla ripetizione di una forma unica    una serie di vettori a quanto pare provenienti da linee continue    il senso è dato dall’orientamento orizzontale o verticale e dalla quantità dello stesso segno

Ho appena letto ((( e il primo pensiero, o meglio sentiero, poiché è il sentire che muove questa poesia, credo, è che poesia sperimentale è, con molta probabilità, scoprire altre forme di orizzonti lontani da casa e un’altra forma prima sconosciuta di dire il desiderio; la poesia di Alessandro De Francesco è proprio una stratificazione ben resa dal titolo ((( : un discorso che include un discorso che include un altro discorso.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #21 – Fabio Teti

teoria di che cosa
(estratti, 2015 – in fieri)

 

[ da: ai bordi della blatta ]

e adesso e adesso perché impelle
ripetere il mai detto, reintentarsi del problema della polvere
inesplosa delle spore, la casa cosa essendo scarsi tratti
fatti in terra con il gesso, nemmeno, fratti in testa
col discorso, mettiamo // che in questo sia possibile disporre
parola «blatta» sotto un’altra, «radiatore» (va pensato
anche un soggetto percipiente): tutto e niente / conta infatti
averla vista, ma per entro quale e quanta imprevisione (partizione)
le incapaci successive passeranno
frasi o meno di strappare quella e moto

molto moto alla parola «tanatosi»

*

primo, è l’iguanodonte, secondo le rigonfie
meduse fra i pilastri
della circonvallazione – oggetti
per indurre allora ancóra // quattro le domande
da rivolgere alla blatta, per cominciare, alla necro-
mimèsi, se sia o meno cioè possibile descriverli,
perché e dove, e finalmente
da chi, se non da quello stesso
altro sé che adesso espone
un suo progetto voce roca, fronte contro
radiatore, di dizionario in cui il sintagma
storia umana sia previsto / tanto fra i sinonimi
della flessione «perpetrarsi»
quanto fra quelli del lemma «estinzione»

*

il cui anagramma è «ostinata», si attaglia
morta non è morta
al fatto che vedere sia a suo modo un modo della
predazione e che nel buio, della bocca da cui queste,
delle altre anche se aperte, stia taciuto un odassismo,
o detto meglio peggio: preparazione di una zanna.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #6 – Alessandro De Francesco

9 testi da (((

posa la mano su una superficie traslucida che respira

dentro al palmo della mano la curva della superficie si alza e si abbassa a temperatura tiepida       talvolta freme     si arresta      ricomincia a pulsare      il tessuto è schiarito da un punto luce senza provenienza

nonostante la semi-trasparenza del tessuto non è dato capire se c’è un corpo dentro    o una stanza    o se tutto il contenuto è nella superficie stessa     che continua a respirare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
stanno chiusi tutti dietro    alcuni possono uscire per qualche minuto quando si deve fare benzina poi vengono nuovamente spinti dentro     le scosse del veicolo e le curve modificano la loro distribuzione nello spazio     talvolta gli uni premono gli altri respirando affannosamente    altre volte sono disposti in una geometria provvisoria      non parlano quasi mai     l’odore dei corpi e il tatto prevalgono sulla vista   l’abitacolo è privo di finestrini ed è probabilmente notte ormai     la notte      questo atto di essere trasportati da un luogo all’altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
il rombo ha frequenze molto profonde ed è prolungato nel tempo a un volume elevato satura tutte le stanze ma non se ne capisce la provenienza    le finestre sono chiuse ed è troppo presente perché possa infiltrarsi dalle fenditure ogni tanto sembra possibile distinguere pezzi di linguaggio in una massa unica quasi senza variazioni    nessuno dei presenti si ricorda quando è iniziato esattamente   qualcuno nota in un angolo di una stanza che un corpo si sta muovendo   è di dimensioni molto ridotte e pulsa a ritmo irregolare    talvolta lentamente   altre volte a fremiti   non ha occhi né arti    forse dei peli stanno sotto questo oggetto liscio che è in vita       le minime variazioni del rombo sembrerebbero dipendere   secondo alcuni   dal ritmo della sua respirazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
nel tardo pomeriggio  di ritorno dal lavoro   si rende conto che una massa corporea molto alta sta immobile nell’arco della porta tra una stanza e l’altra     sembra che lo osservi ma non ha né arti né occhi né forma definita   non dice niente    non vuole niente     è un territorio di tessuti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
spesso volumi convessi appesantiscono i rami degli alberi           talora sono fatti di foglie che ritmano l’aria             altre volte da condensazioni bianche dove scavano gallerie                           i rami allora tracciano volte     passaggi di sotto       cunei lunghi

dentro i volumi   nelle intercapedini scavate dai vettori   o nella tana vuota ricoperta di foglie vengono forse posizionati obiettivi che abbracciano un ampio arco di paesaggio    cercando informazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
le tende     fatte di tessuto sintetico bianco e ricoperte da un sottile strato di neve     sono disposte su uno spazio molto vasto dove predominano     polvere marrone    pietre      e le colline circostanti    il perimetro militare regola gli accessi      dal promontorio non è possibile avvistare persone al di fuori di qualche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
sopra una distesa di luci e nervi le cose corrono veloci dietro il pendio è una volta convessa in discesa   riflessa in verticale  con l’aiuto di pinze corridoi di gomma e traiettorie vengono posizionate due telecamere alle estremità dell’oggetto   che si trova attualmente     secondo alcuni   dietro il frigorifero     al rumore dell’accensione sullo schermo appare improvvisamente il volto di una bambina che fissa l’obiettivo     le vengono fatte domande   alle quali non risponde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
tempo minerale      corpo vitreo       tegumenti
e piú tardi      o allo stesso tempo      27 immigrati rumeni chiusi dentro una camionetta vengono scoperti sul territorio e rinviati oltre il confine

in una teca del british museum un uomo sumero in bronzo sta aspettando         davanti a sé       da 4000 anni     con occhi lisci e senza pupille           esplora spazi siderali   il rumore della membrana    la bacca rossa che cade nel ruscello mentre nessuno passa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
l’appartamento è vuoto da sempre le luci sono accese in tutte le stanze e non ci sono interruttori per spegnerle   il quadro elettrico è assente             in un angolo di una stanza   non lontano da una finestra     una palla           respira     la superficie è interamente ricoperta dal derma e innervata da un sistema circolatorio piuttosto visibile sotto lo strato della pelle     la sfera misura circa 18cm di diametro non ha orifizi e non emette suoni  il suo unico moto è dato dal rigonfiamento ritmico   a intervalli di circa 4 secondi        dovuto alla respirazione

 

 

 

 

 

 

*

 

 

Esercizio ragionativo in forma di descrizione e sintesi visiva su Parentheses di Alessandro De Francesco.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #1 – Daniele Bellomi

 

divided by zero

 

arresta, informale, la grafica delle scogliere,
seleziona execute: il senso ciclico a processo chiama
l’antiorario all’innocenza, dove s’interra
il lemma della mala, l’intemperia: per dove lavora
decade nel trasporto a breve termine, è merce, finisce.
toglie il segno di spunta su kill ( ): la funzione
lo rende obsoleto al pannello uno, nell’oracolo
della verosimiglianza.… Leggi il resto »

Su “Parole di Elisa” di Marco Mazzi

Di Alessandro De Francesco

[Marco Mazzi, Parole di Elisa. Storia di una ragazza dell’Europa dell’Est, Maschietto Editore, Firenze, € 8.00, 56 pagine]

Parole di Elisa è un libro importante, che dev’essere segnalato, letto e meditato. Parole di Elisa è frutto di ore di dialogo registrato tra l’autore, che si definisce in realtà “curatore” per sottolineare l’a-soggettività del dispositivo che caratterizza il libro, ed Elisa, una ragazza ucraina che ha accettato di raccontare la sua storia, dall’infanzia nel suo Paese di origine alla vita in Italia, segnata dalla prostituzione.… Leggi il resto »

New Objectivists / Nouveaux Objectivistes / Nuovi Oggettivisti

 A documentazione e approfondimento del convegno internazionale di studi Nuovi Oggettivismi / New Objectivisms / Nouveaux Objectivismes (Institut Français / Università RomaTre, 17-18 maggio 2012)

esce per Loffredo Editore il volume
New Objectivists – Nouveaux Objectivistes – Nuovi Oggettivisti
http://goo.gl/dhV7d8

Qui l’indice dei contenuti, e l’introduzione di Cristina Giorcelli :
http://www.loffredo.it/ecomm2/file/1387186986-intgio.pdfLeggi il resto »

Jean-Marie Gleize a Roma

Giovedì 19 novembre, alle ore 20:30

presso la Libreria Empirìa
(Roma, via Baccina 79)

Jean-Marie Gleize
incontra il (suo) pubblico e dialoga con:

Alessandro De Francesco, Marco Giovenale, Luigi Magno

su

IN VISTA LATERALE
[ La Camera Verde, collana felix, 2009, traduzione di Michele Zaffarano ]

Lettura di
Jean-Marie Gleize

*

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La macchina immemore. Sulla poesia di Alessandro De Francesco

di Cristina Babino

Gli oggetti nominati da Alessandro De Francesco sono sovraesposti. Esperiti da un punto di vista costantemente modificato, da una prospettiva provvisoria, da una luce estranea e straniante che se illumina, certo, al tempo stesso abbacina. E allora anche confonde, disloca, moltiplica, in scene solo apparentemente statiche, e brulicanti invece di fremiti continui, vibrazioni sottili del pensiero e delle cose.… Leggi il resto »

Dieci nuovi poeti. Quaderno del Nodo Sottile 5

Nodo Sottile nasce dall’impegno e la passione di Daniele Ciullini, responsabile dell’Archivio Giovani Artisti del Comune di Firenze e dei due curatori Vittorio Biagini e Andrea Sirotti, che per ogni edizione non si limitano alla scelta dei testi, ma ricercano la collaborazione di critici e poeti per introdurre gli autori nella realtà del lavoro poetico.… Leggi il resto »