di Chiara Marchelli
Ti hanno appena portato un uovo. Ho chiesto all’infermiera di lasciarci soli, tu e io. Non c’è nemmeno mamma, che ho mandato a casa a dormire un po’. Ha fatto gli occhi di una esclusa dalle cose importanti, ma la conosco bene e sulla sua faccia stanca ho trovato anche una traccia di gratitudine. Non te la prendi, no? Hai vissuto e amato a sufficienza per capire...
di Mauro Baldrati
Se l’autore deve scrivere di ciò che sa, Alan Altieri, con l’ultima raccolta di racconti Underworlds (TEA 2011), ha scelto ciò che non sa: l’oscuro, l’abissale, l’inaudito. Ha scelto ciò di cui ha paura, manipolando una materia pericolosa, esplosiva, di cui tutti abbiamo paura: mondi sotterranei, proiezioni psicostoriografiche di futuri possibili, frattali derivati da un aggravamento – solo fino a un certo punto arbitrario – di tendenze...
di Pasquale Vitagliano
In una giornata
il verde della piazza
visto dall'alto,
non è un prato.
ma un campo da golf,
battuto da cicale magnetiche,
colorate, tutte uguali.
Non operai,
non borghesi,
non più contadini.
Incompiute
architetture
di vanagloria.
Cicale dopo il lavoro
e formiche senza lavoro
non sono mai state
il popolo
di questa terra.
Muri pieni di buchi,
esistenze senza intonaco,
che non reggono più
il cemento del sopruso
a creare figure popolari
con la cazzuola del dolore.
Voglio raccontare
la storia di un incontro
in un ipermercato
che fece Turandot
del cupo...
di Helena Janeczek
“L’Illuminismo”, comincia il saggio di Immanuel Kant, “è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso”. Ora che, sull’orlo del baratro, abbiamo ottenuto la libertà vigilata da Berlusconi, tocca vigilare sui pericoli che già si delineano nel futuro politico.
Ma per portarsi avanti, conviene guardarsi indietro. Fare luce su tutto quanto abbia gettato un intero paese in uno stato di minorità rispetto...
di Mario Schiavone
Quando andavo da mia nonna paterna mi sentivo come se mi avesse ingoiato una grande balena malata. Non volevo andarci in quella casa che stava in via Caserta, ero costretto a tornarci perché mio padre così voleva. Io accettavo la sua decisione come si accetta il dovere di svolgere una preghiera dopo una confessione. Le crepe sulle pareti della casa di mia nonna mostravano a...
di Helena Janeczek
Sabato in piazza San Giovanni, Matteo Renzi è stato non molto gentilmente invitato a “dire qualcosa di sinistra”. Per chi fosse troppo giovane per ricordarlo, la frase risale a Nanni Moretti che sbottava vedendo D’Alema a “Porta e Porta”. Sono passati 15 anni. Ma nel partito democratico l’unica novità pare che sia diventata applicabile anche al sindaco di Firenze. Sembra, soprattutto, che l’unica alternativa sia quella tra...
di Helena Janeczek
Al centro della Grande Mela c’è un cubo da cui si scende al tempio centrale del culto di una mela piccola. Quando ci andai, la kaaba di vetro era rivestita di un involucro bianco, cosa che non impediva un affollamento superiore alla Stazione Centrale sotto le feste. Persone di tutte le età, estrazione, razza, lingua, riunite nel negozio-cripta. Ho fotografato un ebreo chassidico vicino a un ragazzo...
di Giuseppe Catozzella
Un santo, doveva essere un santo, forse un barbone o al massimo davvero un angelo poteva essere l’uomo che stava sul tetto della palestra, del centro sportivo mentre bruciava tutto il piano sotto di lui, devono avergli cominciato a scottare anche le piante dei piedi a un certo punto dato che poi si è visto che era scalzo, ma non ha smesso un secondo di gridare da...
di Giuseppe Zucco
Uscendo dal cinema – prima bisbigliandolo nel buio della sala, poi balbettandolo nel mite frizzare dell’aria ottobrina su viale Giulio Cesare, quindi sfiatandolo convinta mentre fa retromarcia per disincagliarsi dal parcheggio a lisca di pesce, semmai i pesci potessero contenere una lisca lunga un centinaio di metri – Valentina dice che Roman Polanski deve aver ideato il suo ultimo film, Carnage, tra lo stridore materiale e psichico...
di Helena Janeczek
“È un film già visto”. Sarà perché pochi giorni prima avevo invocato la fine della fiction, che questo commento, uno dei più ricorrenti sui fatti di Roma, mi è parso tra più insidiosi. Gli infiltrati, i black-bloc, i “nuovi brigatisti” – dopo gli scontri del 15 ottobre è partito un rewind dove lessico e immaginario si sono proiettati indietro di dieci anni o di oltre trenta. Il...
di Alessandro Leogrande
La prima cosa che mi viene da dire contro i fascisti, gli infiltrati, il blocco nero, cioè tutti coloro che hanno rovinato la manifestazione del 15 ottobre a Roma, è che avete profanato Piazza San Giovanni, un luogo cardine della storia del movimento operaio italiano.
Lo avete fatto pensando che l’unica manifestazione buona è quella violenta, che l’unica cosa che conta non sia affermare quello in cui si...
di Helena Janeczek
In piazza stavano girando un film con Fabio Volo. Hanno aggiunto una pista di bocce, hanno piazzato una finta panchina davanti a quelle vere. I pensionati che di solito vi siedono, si erano appostati dall’altro lato per vedere cosa avrebbero fatto i due attori che impersonavano il loro ruolo. In abito nero, capelli impomatati e baffetti, il protagonista sarebbe stato quasi irriconoscibile, se uno della troupe non...
di Francesco Pecoraro
Anni e anni a ragionare sul Merda & sulla Mutazione Antropologica. Anni coi nuovi barbari a Porto Cervo. Anni di pubblici additamenti del Conflitto di Interessi. Anni a scrivere e parlare di Lodo Mondadori. Anni di Previti. Anni che ancora c’erano Cofferati & Epifani. Anni a ragionare sui veri motivi della Scesa in Campo. A dire del Processo. A chiedersi se l’inizio di tutto sia stato Colpo...
di Franco Buffoni
Nelle scorse settimane un mio post su Outing e Coming Out ha suscitato molto interesse tra i lettori di Nazione Indiana. Più recentemente altrettanto interesse ha suscitato un post di Helena Janeczek sullo stesso argomento. Penso pertanto che qualche lettore possa essere incuriosito anche da una intervista trasmessa sull’argomento da Radio Popolare martedì scorso. Dura dieci minuti. La trovate qui:
http://www.francobuffoni.it/audio_radio_popolare_outing.aspx
e anche qui:
http://www.youtube.com/francobuffoni#p/a/u/0/fkgK0UXtfuM
Buon ascolto, se vi va.
di Helena Janeczek
Solleva domande la vicenda della lista “outing”, anche se gli elementi che rendono l’operazione ricusabile sono palesi. L’anonimato degli autori, la mancanza di riscontri. Ricorre, anche a sinistra, il richiamo schifato al “metodo Boffo”. Però non è la stessa cosa se un gruppo di militanti rende pubbliche le presunte tendenze sessuali di Caio e Tizio, o se lo fa un giornale nel ruolo di braccio mediatico di...
di Giuseppe Zucco
Noi siamo incidenti
in attesa di verificarsi.
Radiohead
1. Lui.
E poi?
Poi niente.
Niente?
Niente per anni.
Neanche una volta?
Mai più.
...
...
Io.
Tu, cosa?
Io.
Non fare così, Sara.
Io.
Vieni qui.
Dovevi dirglielo.
Avevo otto anni.
Dovevi dirglielo comunque.
Sara.
Figlio di puttana.
Era mio padre.
Dovevi spaccargli i denti.
Mi voleva bene, Sara.
Spaccargli la faccia.
Era la persona più buona al mondo.
Per favore.
La più buona.
E noi che c'entriamo?
Te l'ho spiegato, Sara.
Cosa c'entro io?
Niente, Sara.
E allora?
Non posso.
Ma io ti amo.
Non posso, Sara.
Questo bambino lo voglio.
Non fare così.
...
...
Ma ci...
di Helena Janeczek
C’è stata l’irruzione dell’imprevisto nella moria protratta dell’era Berlusconi, nell’inflazione di sempre nuovi nomi di donne, mediatori, inquirenti. Sono giorni che in rete - su Facebook in particolare – continua a propagarsi l’intervista alla escort Terry de Niccolò, e nella foga dei commenti resuscita un sentimento riversato ormai quasi per consuetudine e senso del dovere su Silvio Berlusconi in persona, persino quando viene intercettato mentre dice di...
Sabato 17 settembre 2011 ci sarà una grande festa delle tribù d'Italia per chiudere insieme l'esperienza di "Cammina cammina" là dove l'avventura ha avuto inizio, presso il cantiere della Cascina Cuccagna di Milano.
Come ha scritto Antonio Moresco:
"Sembrava una cosa impossibile, invece è successa: dal 20 maggio al 3 luglio più di 700 donne e uomini hanno camminato da Milano a Napoli per ricucire l'Italia coi loro passi. Così abbiamo...
di Helena Janeczek
Cosa ci fa una pubblicità in polacco nella metropolitana newyorchese? Non ho pazienza per decifrare il testo che accompagna la foto di un uomo con la faccia da operaio, però scorrendo sopra le teste dei viaggiatori, l’occhio trova un cartello in spagnolo e infine una donna di colore con scritta in inglese. Il fatto che sia vagato fin lassù è prova che sto cercando di distrarmi da...
di Mónica Flores Fernandez
“À ceux et celles qui feront le XXI’ siècle, nous disons avec notre affection:
‘Créer, c’est résister.
Résister, c’est créer.’”
Stéphane Hessel
È il 15 Maggio quando, dopo mesi di letargo e inattività, il popolo spagnolo esce nelle strade delle città più grandi del Paese, indignato. Manca soltanto una settimana alle elezioni comunali e del governo di diverse comunità autonome. Per quasi un anno la gente ha subito in silenzio,...
di Helena Janeczek
Si trovano con un albero sul tetto e privi di elettricità per chissà quanto. Bernie ha i capelli bianco-cotone, Leah una pelle olivastra simile a quella di una tartaruga. Cammina con un bastone, quando sprofonda nella poltrona, non smette di parlare. “Era pieno di foglie qui dentro, insopportabile”.Ora il parquet specchiante rimanda alla fatica e al pericolo di liberarlo dall’intrusione degli eventi meteorologici straordinari. Hanno novant’anni, non...
di Marco Mancassola
Ho saputo che i disordini erano scoppiati anche a Brixton quando sulla metropolitana hanno annunciato che il treno non avrebbe fermato in quella stazione: era chiusa per “vandalismo”. Nel frattempo i disordini si erano sparsi in varie parti della città e a Tottenham, a pochi passi da dove vivo, si sentiva ancora l'odore di bruciato nell'aria. Le macchine incendiate erano state rimosse in fretta, ma avevano lasciato...
di Helena Janeczek
Riparto dalla Germania, nel retro della mente le immagini dei cortei di ragazzi che vogliono giustizia sociale a Tel Aviv, le carcasse di autobus e edifici dopo una notte di London Burning. Sulla via per l’aeroporto scopro il particolare conosciuto, mai però visto in relazione. I supermercati tutti chiusi, non si può fare shopping di domenica, persino Ikea non forza i suoi orari oltre le 20 dei...
di Helena Janeczek
Si scrive “default”, si legge “fallimento”. E’ quanto è stato appena evitato, ma per le borse il re è rimasto nudo nell’equazione elementare Stato = debito statale. La bancarotta degli Stati Uniti: apparsa all’orizzonte con l’ineluttabilità delle notizie che tocca dare, quasi un sogno di mezz’estate che all’ultimo istante deve svanire come il vascello di Pirati dei Caraibi. Invece non è un sortilegio malefico, una chimera da...
di Maurizio Braucci
Il filosofo francese Henri Lefebvre scriveva già nel 1968 che l’automobile a benzina era un mezzo ormai tecnologicamente superato ma ancora imposto al pubblico per volontà delle potenti lobby dei settori automobilistico e petrolifero. Prova di tale superamento era l’enorme applicazione tecnica sul corpo delle moderne vetture, sempre più veloci, sicure e di bassi consumi, che voleva nascondere la loro povertà tecnologica di strumenti ormai obsoleti. Ogni...
di Helena Janeczek
Prima di dare il mio contributo minimo alle piazze di Roma o Milano, mi sono trovata turista per caso della protesta a Napoli. ”Pigliamoci un caffè”, suggeriva Maurizio Braucci, “ma poi devo andare a Chiaiano”. Così salivo anch’io sulla sua moto per raggiungere il presidio contro la discarica di turno. Da anni molti napoletani, anche meno legati a una prassi di attivismo, hanno rimodellato la loro agenda...
di Giuseppe Zucco
Poi è venuto il cinema e con la dinamite dei decimi di secondo
ha fatto saltare questo mondo simile ad un carcere,
così noi siamo in grado di intraprendere viaggi tra le sparse rovine.
Walter Benjamin
Una pura formalità.
Se è questo che pensate, scordatevelo: per estro, vigore, ritmo, direzione della macchina da presa, uso delle ottiche, taglio delle inquadrature, il montaggio ora morbido e levigato ora nervoso e...
di Helena Janeczek
Si trovano all’angolo della piazza, davanti alla filiale della Banca Popolare di Bergamo, già Credito Varesino, non appena smette di piovere. Restano lì a fare grappolo, perché le due panchine non basterebbero per ospitarli, ma soprattutto perché non sono come le sedie attorno al tavolo di un circolo, di quelli che in centro sono scomparsi. Discutono di calcio e di politica, commentano i temi del giorno secondo...
di Alan D. Altieri
Ah(ime’), bellezza: quale indegno, malefico, turpe inganno sei! Nella sua potenzialmente folgorante, brutalmente mutilata carriera di medico-chirurgo, di bellezza il Dottor Alessandro Bellezza, giovane ma gia’ rispettato taglia&cuci iscritto a pieno titolo al (quanto ordinato) Ordine dei Medici, ne ha vista proprio poca. Il suo tempo – la meta’ degli anni ’70, ma difatti: i grondanti “anni di piombo” – e’ gia’ un tempo maledetto. La...